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12 Mag

Cecilia Petrini ci parla dei Sinheresy e del nuovo disco "Domino" In evidenza

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Cecilia Petrini, voce dei Sinheresy, si racconta qui su allaroundmetal.com e ci parla della sua band e del loro nuovo disco “Domino”.

 

AAM: Ciao e benvenuta su allaroundmetal.com! Grazie di essere qui con noi; dato che è la prima intervista per la nostra webzine, che ne dici di iniziare presentando i Sinheresy a chi ancora non vi conosce?

C.: Ciao! La band è nata a Trieste nel 2009 da un’idea del bassista Davide e del chitarrista Lorenzo, poi dopo poco tempo si sono aggiunti i due cantanti, io e Stefano, e il batterista Alex. Nel 2011 ha fatto il suo ingresso il tastierista Daniele e abbiamo pubblicato il primo Ep “The Spiders and the Butterfly”, nel 2013 abbiamo realizzato il nostro primo full-length “Paint the World” ed ora da poche settimane abbiamo pubblicato il nostro secondo album “Domino”.

 

 

AAM: Una caratteristica che vi contraddistingue è quella di avere sempre la medesima line-up sin dal primo disco. Avete una formula magica per andare sempre d’accordo, oppure c’è qualcosa da cui dipende questa alchimia vincente?

C.: Nessuna formula magica e in realtà non andiamo nemmeno sempre d’accordo (ahahah)! Abbiamo caratteri non facili, siamo tutti molto testardi e ci fronteggiamo spesso sulle decisioni artistiche e gestionali. Ma c’è da dire che siamo partiti tutti insieme da zero, nessuno di noi era un ex-qualcuno o aveva più esperienza rispetto agli altri, quindi siamo letteralmente cresciuti insieme in questo ambiente e questo ci porta ad avere un grande affiatamento.

 

 

AAM: Ma veniamo a parlare di “Domino”, il vostro nuovo album. Credo che segni definitivamente la fine dei richiami ai vostri inizi legati alle influenze dei Nightwish, dando l’inizio ad un percorso molto più personale, come spieghi questa evoluzione?

C.: È stato un percorso molto naturale, a dir la verità quando scriviamo una canzone non pensiamo mai in maniera cosciente alle influenze di altri artisti che possono più o meno trasparire. Scriviamo con l’intento di comunicare una precisa emozione o sensazione, per raccontare una piccola storia in ogni brano. Non ci blocchiamo pensando “no così non va perché ci paragoneranno a questi o quelli…”, tanto i paragoni ci saranno sempre e, credici, a volte ci hanno accostato anche a band che non abbiamo mai sentito in vita nostra… quindi pensiamo che l’importante sia semplicemente scrivere con totale onestà, mettendoci il cuore e lavorando molto sulle proprie esperienze personali per poterle trasferire nel modo più coerente possibile in musica e collocare ogni canzone nella sua giusta dimensione. Questo modo di comporre ci ha portato a mantenere alcuni nostri tratti distintivi, come il gioco di contrasti tra le linee vocali maschile e femminile e le atmosfere orchestrali, ma anche ad arricchire i brani con un sound più potente e moderno e un approccio più diretto nelle strutture e nei temi.

 

 

AAM: Quanto è importante la voce di Stefano Sain, così diversa dai soliti cliché in growling di certo stile gothic sinfonico, nell’economia del sound dei Sinheresy?

C.: La voce di Stefano è importante perché è estremamente versatile e ci permette di adottare un sacco di soluzioni diverse. Stefano è in grado di spaziare da interpretazioni più marcate ed energiche e altre più struggenti e malinconiche sempre con grande intensità! Inoltre è fondamentale la complementarietà con la mia voce; grazie a questo elemento possiamo spesso rendere le canzoni dei veri e propri dialoghi, sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista lirico.

 

 

AAM: Tu, invece, credo abbia un po’ modificato il tuo stile, tralasciando un po’ di liricismi, sei d’accordo con questa mia idea ed, in caso positivo, come mai questa scelta?

C.: In “Domino” in effetti non è presente nessun liricismo, ma non è stata una scelta predeterminata. Come ti dicevamo prima, il nostro intento è quello di veicolare al meglio ogni messaggio di ogni singola canzone e in nessuno dei brani di “Domino” ci sembrava necessario inserire mie parti molto acute e tecniche per ottenere questo risultato. Abbiamo invece voluto spingere sulle mie corde più emotive per far sì che si abbinasse alla perfezione con la performance vocale fortemente interpretativa di Stefano.

 

 

AAM: Di cosa trattano i testi di “Domino” e chi si occupa della sua stesura all’interno della band?

C.: I testi sono stati scritti tutti da me, ad eccezione di “Unspoken words” che è stata scritta da Alex ed è dedicata a suo padre, che è venuto a mancare pochi anni fa, e “The island of salt and grass”, che è basata su un testo in italiano scritto dal padre di Davide, relativo ad un ricordo della sua giovinezza. I testi in generale parlano di relazioni, esperienze e riflessioni personali su ciò che ci circonda, sulle nostre azioni e sulle conseguenze che queste hanno sulle nostre vite. Chiaramente derivano tanto dalle esperienze vissute da me, ma pensiamo che molte persone possano rispecchiarsi in una o più canzoni e sentirle proprie. A volte ci piace giocare con i ruoli delle due voci e quindi nello stesso brano io e Stefano esprimiamo due punti di vista differenti in una sorta di dialogo, come ad esempio in “Believe”. In questo modo i testi non sono solo un “riempitivo” ma sono sempre una parte importante dell’esperienza musicale completa che vogliamo proporre. Leggerli per credere!

 

 

AAM: Cosa rappresenta la copertina dell’album, chi l’ha realizzata e quale legame c’è con i testi?

C.: La copertina è stata realizzata da Jan Yrlund (Darkgrove), e ha un forte legame con le canzoni. Se vuoi, puoi identificare le due figure opposte, una meccanica e una umana, come la “Razionalità” e la “Spiritualità”, oppure la “Tecnologia” e l’”Arte”, insomma come due divinità che giocano e dominano sul nostro mondo in perenne contrasto, ma prive di senso l’una senza l’altra. Anche nelle copertine degli album precedenti, “The Spiders and the Butterfly” e “Paint the World”, avevamo inserito immagini in forte antitesi tra loro, e abbiamo voluto farlo ancora perché rappresenta molto la nostra musica, sempre in equilibrio tra elementi contrapposti come aggressività e dolcezza, melodie molto ariose e ritmiche molto serrate, momenti epici ed altri intimi; questa dualità è un po’ il nostro marchio di fabbrica e sicuramente uno dei nostri punti di forza.

 

 

AAM: Come nasce un brano dei Sinheresy? È un lavoro di squadra, oppure fa tutto qualcuno di voi?

C.: In genere la prima idea nasce da Lorenzo, che propone un riff di chitarra o una struttura già abbastanza definita per una nuova canzone. Davide comincia ad inserire le prime idee d’arrangiamento ed io alcune parole e linee vocali. Questa prima bozza viene poi limata pian piano in sala prove da tutti, con modifiche o aggiunte che vengono discusse e ridiscusse mille volte. Siamo maniacali sui dettagli e siamo capaci di stare giorni interi a litigare per una sola nota o una sola parola! Ma d’altronde l’unico modo per decidere se una canzone può piacere o no al grande pubblico è che piaccia anzitutto a noi! Quindi prima di passare alle registrazioni ufficiali vogliamo essere soddisfatti del nostro lavoro al 100%. Quando arriva l’idea giusta lo senti, e a quel punto è quasi come se la canzone stessa si scrivesse da sola, ma fino a quel momento non diamo l’ok ad altre idee, se non le troviamo abbastanza convincenti. Non ci preoccupiamo di rimaneggiare un brano anche a mesi di distanza dalla prima stesura se sentiamo necessari dei miglioramenti o dei cambiamenti anche drastici.

 

 

AAM: Avete realizzato per la realizzazione di questo album con un mostro sacro come Mika Jussila, cosa ci racconti di questa esperienza?

C.: Mika Jussila è fenomenale, il suo master ha impreziosito ulteriormente il nostro lavoro nonché il lavoro eccellente di Stefano Morabito dei 16th Cellar che ha curato il mix! Ricevere i suoi complimenti per il disco poi è stato un enorme piacere.

 

 

AAM: Avete realizzato un video per “My only faith”, uno dei miei pezzi preferiti, come mai avete scelto proprio questo pezzo e come è nato questo video?

C.: Sin da quando Lorenzo ha portato a prove la bozza di “My only faith” abbiamo deciso che sarebbe stata il primo singolo! Il riff di chitarra è trascinante e ha ispirato immediatamente sia l’arrangiamento che la melodia sognante del verso. Quando poi Stefano ha proposto la parte rap siamo rimasti sorpresi addirittura noi stessi da quanto bene ci stava (ahahah)! Quindi quando abbiamo saputo che avremmo aperto i concerti di Tarja Turunen in alcune delle più belle capitali d’Europa, abbiamo deciso che dovevamo assolutamente approfittare dell’occasione per fare un video. È venuto in tour con noi il nostro regista di fiducia Mario Orman e, tra cinquemila peripezie, ha girato le scene che puoi vedere (non lo ringrazieremo mai abbastanza!). In sede live il pubblico ha reagito alla canzone saltando e dimenandosi con energia pazzesca e, ogni volta che riguardiamo il video, questo ci riempie di soddisfazione e ci dà una gran carica!

 

 

AAM: Avete pensato anche a realizzare un altro video magari più avanti? In caso positivo, credo che “Under your skin” si presterebbe ottimamente, che ne pensi?

C.: Sicuramente realizzeremo un altro video, ma ancora non abbiamo deciso di quale brano! Terremo in considerazione ogni suggerimento!

 

 

AAM: Siete una delle band preferite di mia figlia di 9 anni che sistematicamente mi ruba i vostri cd dagli scaffali e mi chiede sempre quando la porterò ad un vostro concerto. Cosa avete pianificato per promuovere live il nuovo album? Potete rivelarci quali saranno le prime date?

C.: Per il momento abbiamo in programma alcune date nella nostra regione: il 20 maggio suoneremo assieme agli Overtures in occasione della rievocazione storica Romans Longobardorum, e il 27 maggio a Trieste per il Memorial Sibi. Sempre nella nostra città il 7 luglio saremo headliner nella prima serata del festival Rock Camp. Poi nell’arco dell’anno, assieme alla nostra agenzia K2 Music Management, speriamo di poter tornare a suonare in tutta Italia e in Europa e chissà, magari visitare qualche Paese dove non siamo mai stati prima d’ora!

 

 

AAM:: Dato che è la prima intervista per allaroundmetal.com, pongo anche a te quella che è una domanda immancabile: quali sono gli artisti o le bands che vi hanno convinto ad imparare a suonare il vostro strumento o, nel tuo caso, a cantare?

C.: Tutti noi sin da ragazzini ascoltavamo svariati gruppi rock, quindi scegliere solo pochi artisti che ci hanno ispirato è difficile… Per me, potrei dire scontatamente Tarja Turunen, ma il primo vero amore è stato Freddie Mercury. Anche il bassista dei Queen, John Deacon, ha ispirato il nostro Davide assieme a John Such dei Bon Jovi e Steve Harris degli Iron Maiden. E sempre grazie agli Iron Maiden il nostro chitarrista Lorenzo si è avvicinato allo studio della chitarra. Per Stefano potremmo citare molti altri artisti, ma in fondo è stato Lorenzo a convincerlo a cantare (ahahah)!

 

 

AAM: Devi salvare da un incendio solo tre cd della tua collezione, quali scegli e perché?

C.: Se devo scegliere solo tre cd fra tutti… scelgo “The Spiders and the Butterfly”, “Paint the World” e “Domino”! Dopo tutto il lavoro fatto non li lascerei certo bruciare (ahahah)!

 

 

AAM: Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro dei Sinheresy? Dovremo aspettare altri 4 anni per un nuovo album?

C.: Ci auguriamo di no, ma da un lato come puoi immaginare non dipende dalla nostra volontà… realizzare un album comporta molte spese che, almeno per noi, non è possibile sostenere nell’arco di pochi mesi. Dall’altro la composizione di nuovi brani è un processo con tempi sempre imprevedibili, come ti dicevo prima non sai mai quando e come arriva la giusta ispirazione e una canzone può impiegare una settimana, come un anno per vedere la luce! In ogni caso vogliamo lasciarci il tempo di vivere nuove esperienze, sia come band sia nel privato, per poter portare nel nuovo album qualcosa di fresco rispetto ai precedenti. Altrimenti scrivere canzoni non sarebbe diverso da svolgere un compitino per casa…

 

 

AAM: Concludo questa intervista ringraziandoti per la pazienza ed il tempo che ci avete concesso e lasciando, come consuetudine, uno spazio a tua disposizione per un messaggio ai lettori di allaroundmetal.com

C.: Grazie a allaroundmetal.com per lo spazio dedicato e un saluto a tutti i lettori! Date un ascolto a “Domino”, non ve ne pentirete! E soprattutto sostenete sempre la musica!

 

 

Pic by Afterdepth

Ultima modifica il Venerdì, 12 Maggio 2017 20:32
Ninni Cangiano

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