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14 Giu

Dai Monti Urali, i Concordea si raccontano su Allaroundmetal In evidenza

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Eccoci con la chitarrista Daria Piankova e con il tastierista Alexey Turetskov, direttamente dalla Russia, che ci parlano dei Concordea e della loro musica.

 

AAM: Ciao Daria, ciao Alexey, grazie di essere qui con noi di allaroundmetal.com!

C. insieme: Ciaoo! Grazie innanzitutto per averci dato la possibilità di questa intervista per Allaroundmetal!

 

 

AAM: Daria, per iniziare complimenti per il tuo italiano! Come hai imparato così bene la nostra difficile lingua, soprattutto considerando che dalle tue parti si usano caratteri cirillici molto diversi dai nostri?

D.: Dato che non ho vissuto mai in Italia, lo scrivo abbastanza bene, ma ovviamente il mio italiano parlato non è paragonabile all’italiano della gente che lo parla tutti i giorni... Tanto tempo fa ho cominciato a prendere lezioni e poi sono andata a fare la traduttrice e poi l’interprete. Quindi diciamo che ho imparato lavorando. Comunque qualche “sbagliaccio” da straniera mi piace farlo sempre ahah!!

 

 

AAM: Ma parliamo dei Concordea, ci raccontate la storia della band?

D.: Il gruppo è stato fondato da me e un altro chitarrista nel 2011. Ma forse meglio dire che ci siamo incontrati nel 2011, perché la formazione era completa solo verso metà del 2012. In quel settembre abbiamo suonato il primo concerto. E da lì è cominciata tutta l’avventura.

A: Per quanto riguarda me, mi sono unito al gruppo nel 2012 proprio in quel momento, come dice Daria, quando la formazione si stava completando.

 

 

AAM: Nel vostro EP d’esordio cantava il mitico Andrea Bicego, questa volta a cantare è Filippo Tezza; pare che nel destino dei Concordea ci sia sempre un cantante italiano, del Veneto in particolare.... come la spiegate questa particolarità?

D.: Il fatto che la mia passione per il power metal è partita proprio dalla musica italiana ha dato il suo contributo. Quando ci siamo resi conto che possiamo cercare il cantante uralese ancora per dieci anni o magari venti (perché quello “giusto” forse non è ancora nato a Ekaterinburg haha!!), abbiamo deciso di lanciare il progetto di studio. Che cosa avverrà dopo? Who knows...  Prima ho conosciuto Andrea attraverso la sua collaborazione con Fabio Lione. Una volta finita la collaborazione con Andrea, ho contattato Filippo che è un suo amico e ha cortesemente accettato la nostra proposta di incidere l’album.

 

 

AAM: Ma parliamo di “Over wide spaces”, di cosa parlano i testi? C’è forse un concept che li lega tra loro? E chi si occupa della loro scrittura?

D.: Ho scritto tutti i testi e ti dico che non c’è un concept particolare che lega tutto. Le tematiche sono molto diverse. Almeno due canzoni parlano del destino di un complesso musicale. Oltre questo, ad esempio, “Between two worlds” parla dei social networks, “Confession of my pride” è ispirata da una favola popolare russa che parla della Principessa (“tsarevna” in russo) Rana. La trama tipico della fiaba è questa: il principe Ivàn è costretto a sposare una rana, perché la trova in seguito a un rituale: i principi scoccavano una freccia in modo casuale e là dove fosse caduta avrebbero trovato la loro futura sposa. La rana, a differenza delle mogli dei fratelli del principe Ivàn, riesce ad adempiere perfettamente a tutte le prove cui lo zar, il suocero, la sottopone grazie alla magia. Quando lo zar invita Ivan e sua moglie a un banchetto, la rana si presenta come una bellissima ragazza. Il principe Ivàn brucia di nascosto la pelle di rana della moglie, ma lei è costretta ad abbandonarlo, trasformandosi in un cigno bianco e rammaricandosi del fatto che il principe non aveva potuto aspettare un po’, per liberarla dalla magia che la trasformava. Ivàn intraprende un lungo e duro viaggio per cercarla e, prima di trovarla, deve superare tanti ostacoli. Come ogni fiaba popolare questa ha molti significati ed io l’ho interpretata a modo mio.

 

 

AAM: E le musiche? Come nasce un brano dei Concordea? E’ un lavoro di squadra tra te ed Alexey?

D.: Normalmente è un lavoro di squadra. Ognuno propone il suo pezzo...

A.: Certe volte si propongono solo le singole parti di un pezzo e poi si costruisce un brano definito.

D.: ...e poi facciamo arrangiamenti insieme, si scelgono suoni, si scrive la linea vocale.

A.: Di solito prima viene la musica e poi il testo. L’eccezione è “Potrait”, per il quale prima è stato scritto il testo e la musica è venuta dopo.

 

 

AAM: Come mai siete rimasti solo in due nella formazione ufficiale e vi avvalete solo di ospiti?

D.: La storia è banalissima. Sai come era? Come nella nostra canzone “Confessione del mio orgoglio”: pensavo che arrivasse lo scioglimento ed invece era solo inizio. Quanto spesso dicevamo “ecco, finalmente abbiamo trovato...” (e poi puoi dire che ti piace: cantante, batterista, secondo chitarrista ecc.) e poi la persona risultava o poco capace, oppure voleva qualcos’altro, o aveva altre priorità ecc. Credo che la storia sia ben nota a tutti quelli che suonano in una band, specialmente se  in “piccoli gruppi”. L’ultimo cantante di Ekaterinburg che abbiamo contattato ha preso tempo per pensare e poi ci ha detto che non voleva partecipare, perché gli piaceva cantare le cover e non voleva inventare qualcosa di suo....

A.: E’ abbastanza difficile trovare dei musicisti per il proprio progetto, specialmente nella nostra città. Certa gente arrivava e poi se ne andava. Potevamo cercare una formazione stabile ancora per tanto tempo, ma intanto il tempo passava. Quindi abbiamo deciso di chiuderci nello studio nonostante tutto e cominciare a lavorare sul disco.

 

 

AAM: A proposito, ci puoi svelare chi ha suonato la batteria nel vostro disco o deve rimanere segreto?

C.: Nel 2017 deve rimanere segreto e poi vediamo J

 

 

AAM: Ho trovato il vostro disco semplicemente fantastico, uno dei migliori ascoltati quest’anno, possibile che nessuna label vi abbia offerto un contratto per pubblicarlo, tanto da costringervi all’autoproduzione?

D.: Ti ringraziamo molto per il tuo voto che ci hai dato! Che soddisfazione! J L’autoproduzione è una nostra consapevole scelta, perché nessuna label può essere interessata a promuovere e pubblicizzare un disco sconosciuto come il nostro, come invece siamo interessati noi stessi, quindi abbiamo deciso di tenere per noi tutti i diritti di copyright.

A.: Al momento i gruppi hanno la possibilità di promuoversi da soli e così stiamo facendo anche noi. Se qualcuno però ci proporrà qualcosa, tipo un contratto, vedremo quali condizioni ci proporrà.

 

 

AAM: Chi ha realizzato la copertina del disco e quale legame ha con i testi dell’album, se lo ha?

D.: La copertina è disegnata da Gaspare Frazzitta, è un giovane designer conosciuto grazie alla sua collaborazione con i Dark Lunacy. Il concept è nostro ed è molto legato a tante canzoni, innanzitutto a “Confession of my pride” e “Between two worlds”. Il cigno spiega le ali sopra “Wide spaces” e vola lontano, forse in un altro mondo... O forse spicca un volo tra Russia e Italia? Haha!!

A.: Prima di Gaspare ci siamo rivolti ad altri disegnatori, ma Gaspare è riuscito a realizzare l’idea molto meglio degli altri.

 

 

AAM: Ho notato un grosso miglioramento anche nella registrazione rispetto al precedente EP, dove avete registrato il disco?

D.: L’abbiamo registrato nel nostro studio a Ekaterinburg e stavolta eravamo noi a controllare tutto il processo dell’incisione degli strumenti. Tutte le voci sono registrate in Italia nello studio di Francesco Gambarini, che è il chitarrista degli Empathica, uno dei gruppi in cui canta Filippo.

A.: Bisogna menzionare lo studio che ha fatto il mixaggio e il master, perchè ha un grande impatto sul suono finale. Stavolta abbiamo lavorato con TA Production.

 

 

AAM: Cosa dobbiamo aspettarci adesso dal futuro dei Concordea?

D.: Mah... non ti saprei dire! Proprio di questo parla l’ultima canzone “The Unknown”. Non lo sappiamo che cosa aspettare. Ovviamente ci piacerebbe organizzare una serie di concerti, ma bisogna essere sponsorizzati. J Vedremo...

A.: Cavolo, quanto vorremmo salire sul palco e spaccarlo finalmente! J

 

 

AAM:Come si presenta la scena metal in Russia? So che ci sono parecchie bands attive ed anche qualche label conosciuta anche fuori dal vostro paese.....

A.: Abbiamo tante bands di differente valore. Alcune sono popolari qui (credo che in Russia siano la maggioranza) e poco conosciute all’estero. Però esistono anche quelle che non conosce nessuno nel nostro paese, ma sono popolari altrove. Penso che un ruolo importante lo abbia la lingua delle canzoni. E anche la promozione ovviamente. In estate ci sono i festival musicali. Da noi arrivano i gruppi famosi, però normalmente solo a Mosca e San Pietroburgo. Non tanti arrivano a Ekaterinburg. J

 

 

AAM: Una domanda che faccio sempre alla prima intervista per allaroundmetal.com; quali band/artisti sono stati fondamentali per imparare a suonare il tuo strumento?

A.:  Suonavo vari strumenti, ho cominciato con la fisarmonica, poi mi sono innamorata di jazz ed ho imparato a suonare il sassofono. J Per parlare delle “tastiere nel metal”, i gruppi fondamentali che mi hanno ispirato sono i Nightwish, Sonata Arctica e Dream Theater.

D.: Come avevo detto, il metal italiano è diventato il mio primo “amore” quando ho scoperto le bands come Rhapsody, Highlord, Vision Divine, Labyrinth... Poi è arrivato l’amore per il metal melodico finlandese e qui l’amore assoluto è per i Sonata Arctica. Ovviamente ci sono tantissimi altri gruppi e generi. Ultimamente mi piace molto il rock inglese, secondo me i Keane sono fantastici.

 

 

AAM: Se dovessi salvare da un incendio solamente 3 dischi, quali sceglieresti (esclusi naturalmente quelli dei Concordea)?

A.: Non sceglierei solo tre, altrimenti brucerebbe tutto! J

D.: Ninni capisci che mi chiedi una scelta difficilissima? ;) Ok, i miei tre dischi sarebbero “Symphony of Enchanted Lands” dei Rhapsody, “Stream of Consciousness” dei Vision Divine e “Hopes and fears” dei Keane.

 

 

AAM: Credo di aver esaurito le domande. Vi ringrazio ancora per la disponibilità e concludo lasciandovi uno spazio a disposizione per un messaggio finale ai lettori di allaroundmetal.com

D.: Grazie a te per le domande interessanti e per la tua recensione! Che i lettori di allaroundmetal.compossano godere della bella musica, perchè la musica bella prolunga la vita!

A.: Grazie allaroundmetal per la possibilità di essere sulle vostre pagine! Ringrazio tutti i lettori per il tempo impiegato a leggere questa intervista! Ascoltate metal, ascoltate i Concordea!

 

Ninni Cangiano

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