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14 Giu

Tony "Mad" Fontò ci parla del nuovo album dei White Skull In evidenza

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Tony “Mad” Fontò, chitarrista e storico leader dei White Skull ci parla del nuovo album “Will of the strong” e dei progetti della sua band.

 

AAM: Ciao Tony e grazie di essere qui con noi di allaroundmetal.com; è un onore per me che vi seguo ormai da quasi 20 anni. Parliamo subito del nuovo disco “Will of the strong”, si tratta forse di un concept album? Di cosa parlano i testi?

WS: Ciao, grazie e onorato di rispondere alle vostre domande… Il disco non è un concept vero e proprio, ma un album a tema… In Will Of The Strong ci sono tre canzoni che seguono la saga Vichinga. E’ per noi una continuazione di quello che abbiamo scritto in Tales From The North con una prospettiva più moderna. La title track parla dei Vichinghi mentre I Am Your Queen e Shieldmaiden raccontano storie di Valchirie.

Le rimanenti sette canzoni parlano di donne che hanno lasciato un segno nella storia. Canzoni alle quali ci siamo impegnati a trasmettere il pensiero di queste guerriere e i loro caratteri.

Infine Sacrifice è un omaggio a tutti quelli che non si sono mai piegati ed hanno accettato le sfide fino a perdere la vita ma non il proprio onore.

 

 

AAM: Alla fine di “Lady of hope” c’è una specie di discorso alla folla, di cosa si tratta?

WS: E’ uno tra i discorsi più importanti di EVITA al popolo Argentino.

 

 

AAM: E’ la prima volta che passano ben cinque anni prima tra un vostro disco e l’altro, che è successo ai White Skull dopo l’uscita di “Under this flag”?

WS: Niente di grave… diciamo che dopo l’uscita di UTF ci siamo buttati a capofitto nell’attività live e ci siam divertiti un bel po’, poi pian pianino abbiamo iniziato a scrivere delle nuove songs, ci siamo dedicati alle nostre vite, poi siamo tornati on the road con il Best of tour e abbiamo terminato di comporre il nuovo lavoro. Finito il Best fo tour abbiam deciso di lavorare alla pre-produzione e poi alla produzione vera e propria dell’album ed eccoci qua, son passati 5 anni… Non essendo la musica la nostra principale professione, abbiam deciso che potevamo andar più tranquilli con la stesura delle nuove song, in modo da essere sicuri di ciò che scrivevamo.

 

 

AAM: Possiamo dire che forse questo è il vostro album migliore, il lavoro più “internazionale” se mi passi il termine? Siete consci di aver realizzato una bomba di disco?

WS: Non per peccare di presunzione, ma si lo riteniamo un gran lavoro, noi dal canto nostro abbiamo dato il nostro meglio e son felice di ricevere i complimenti ed i feedback che stiamo ricevendo. Credo che dei nostri album sia senza dubbio il migliore.

 

 

AAM: Avete anche raggiunto una certa stabilità di line-up, forse questa è la formazione migliore sin dagli anni ’90?

WS: Ogni tempo ha la sua storia e i suoi perché, non esiste una line-up migliore, l’importante è remare tutti assieme nella stessa direzione, questo fa della line-up la migliore.

 

 

AAM: Ci racconti qualche episodio simpatico accaduto durante la registrazione? A proposito, dove è stato registrato l’album?

WS: L’album è stato registrato a Loria (TV) presso i New Sin Studio. In ogni istante abbiamo vissuto episodi simpatici, l’aria che si respirava era molto rilassata, ma non per questo poco attenta… Abbiamo effettuato dei video durante le registrazioni che, spero, andranno a comporre un pacchetto di video contenenti i making of, quindi a guardarli ci sarà anche da farsi due risate, state sintonizzati…

 

 

AAM: Chi ha realizzato la copertina di “Will of the strong” e quale legame ha con i testi dell’album?

WS: La copertina è stata realizzata da Gaetano Di Falco (Manowar - House of Lords - Ten), mentre le idee sono pervenute da parte della Band. Abbiamo spiegato il significato del disco per noi e abbiamo trasmesso le nostre idee a Gaetano, il quale ha capito da subito cosa volevamo ed ha tradotto in immagine la nostra idea. All’interno del disegno ci sono dei collegamenti con i testi, ma la copertina di per se esprime il concetto dell’album per intero. Ci sono un sacco di significati da scoprire sul disegno.

 

 

AAM: Siete passati attraverso gli anni da avere dischi usciti per una label internazionale come la Nuclear Blast, alla italianissima Dragonheart Records. Come spieghi il fatto che una band del vostro valore e con la vostra storia non sia sotto contratto con un’etichetta internazionale come tutti i grandi nome del metal mondiale?

WS: Sinceramente non posso spiegarlo e comunque ci troviamo bene con la Dragonheart, che non dimentichiamo è una costola di Audioglobe, la distribuzione nr. 1 in Italia; tra l’altro sarà pure italiana, e di questo ne vado fiero, ma hanno la distribuzione ovunque.

 

 

AAM: Dall’alto della tua esperienza, come vedi il fenomeno delle autoproduzioni a cui tante bands, più o meno piccole, stanno ricorrendo ultimamente per guadagnare qualcosa dalla loro musica?

WS: Io credo che rispetto ad una volta le cose son cambiate radicalmente. Se una volta ti autoproducevi, arrivavi a fare una demo con la quale, se eri fortunato o bravo, riuscivi ad avere un contratto discografico e da lì iniziava da la tua carriera e la tua visibilità nel mondo della musica. Ora con internet tutto è cambiato e anche chi si autoproduce ha voce, quindi il mercato è saturo, io credo che la piramide sia sempre la cosa più giusta, ora la piramide non c’è più o meglio la piramide si crea con ascolti e vendite.

 

 

AAM: Una domanda che mi sono accorto di non averti mai posto durante le nostre passate chiacchierate. Come nasce un brano dei White Skull? Nascono prima i testi o le musiche?

WS: Di solito nascono prima le musiche, dalle quali Federica trae ispirazione per i testi. Il processo è semplice, ci si trova, si portano idee e si cerca di mettere in piedi un brano, poi ci registriamo per fissare le idee e infine si valuta e si modifica, registrando una sorta di pre-produzione, dando forma quindi ad un abbozzo di canzone. Una volta abbozzata, prima del processo di registrazione vero e proprio, si procede ad una vera e propria pre-produzione dove si registrano tutti i brani e si sente cosa funziona e cosa no.

 

 

AAM: I White Skull sono una band nata per essere on stage, avete suonato tantissimo in passato e so che avete già in progetto diverse date; cosa ci puoi svelare dei vostri prossimi impegni live? Ci sarà spazio per qualche concerto fuori dall’Italia?

WS: Sicuramente si, proprio oggi si discuteva di questo con dei promoters, ma per il momento meglio non dire nulla. Intanto quest’estate suoneremo a numerosi festival, poi da settembre si passerà ai club d’Italia e estero, per il momento è ancora tutto in programmazione, una cosa è certa, per il momento: suoneremo live!

 

 

AAM: A proposito di estero, cosa si dice dei White Skull fuori dall’Italia? Hai già qualche responso della stampa estera sul nuovo disco?

WS: Si certo, sta andando molto bene ovunque e questo mi rende molto felice, i numeri sono positivi, ha appena iniziato a lavorare, aspettiamo fiduciosi di raccogliere qualche frutto.

 

 

AAM: Avete girato un video per “Will of the strong”, cosa ci racconti al riguardo? Dove l’avete girato e perchè avete scelto proprio questo pezzo?

WS: Il video è stato girato a Vetralla (VT) dalla troupe di Emiliano Giuliante e il Gravit studio, al quale hanno partecipato i combattenti del Ragnarock combat elite, i quali hanno allestito il villaggio, portando sul luogo una quantità considerevole di armi, scudi e vestiti dell’epoca, tutti i combattenti del gruppo e anche altri amici, che ringrazio. Il brano scelto è stato Will Of The Strong per le tematiche trattate, si sposava bene con l’idea del video proposta dal regista.

 

 

AAM: Per oggi è tutto, ti ringrazio di averci dedicato un po’ del tuo tempo trascorso qui assieme a noi; ti lascio uno spazio libero, come consuetudine, per un messaggio finale ai lettori di allaroundmetal.com

WS: Grazie a tutti per il supporto e vi aspettiamo numerosi ai concerti… in alto gli scudi and…. Stay Strong!!

 

Ninni Cangiano

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