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21 Ott

I Nefesh Core ed il loro spirito dark In evidenza

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I siciliani Nefesh Core si raccontano su allaroundmetal.com a qualche settimana dall'uscita del loro debut album “Getaway”.

 

AAM: Ciao e grazie di essere qui con noi di allaroundmetal.com, adesso che Stefano e Davide fanno parte dei Nefesh Core, come la mettiamo con i Metatrone? Continueranno ad esistere?

NC: (David) Ciao Ninni grazie come sempre a te e allaroundmetal per il supporto che date al rock e al metal, e grazie anche per la bella recensione che hai scritto sul nostro Gateway. È vero sia Ghigas che io adesso abbiamo dato vita a questo progetto parallelo ma, se la cosa può tranquillizzare te e i nostri fans, i Metatrone esistono e sono ancora pienamente in forma; tra l’altro, come forse tu già sai, abbiamo un nuovo cantante che ha preso il posto di Jo Lombardo e, da quando è entrato con noi Daniele Barbagallo, abbiamo iniziato a scrivere le nuove canzoni che finiranno nel prossimo album. Colgo l’occasione proprio per dirti che a breve daremo alla luce un nuovo singolo che farà parte del nuovo album. Quindi, tranquillissimo i Metatrone ci sono e stanno per regalarvi una nuova release con tante belle sorprese. Detto questo torniamo ai Nefesh Core!

 

AAM: Come è nata l’idea di suonare con i Nefesh Core un genere così differente dai Metatrone?

NC: (Ghigas) Bé, vedi Ninni, David e io siamo musicisti ormai di vecchia data e in fondo non ci siamo mai fermati finora, abbiamo sempre continuato a produrre musica originale. Se ci facciamo due conti facili facili, sono quasi vent’anni che ci diamo dentro con il Rock e col Metal ed entrambi i generi sono decisamente parte di noi. I Nefesh Core nascono in un momento particolare, nel quale abbiamo sentito il bisogno di esprimerci musicalmente in una maniera un po’ differente rispetto a quanto non avessimo fatto fino ad allora con i Metatrone ed in realtà, come è sempre accaduto, non abbiamo pianificato nulla a tavolino. Proprio mentre stavamo lavorando alla pre-produzione di un paio di nuovi brani, che sentivamo già non appartenere ai Metatrone (sia nello stile che nei contenuti) ma che ancora non avevamo ben chiaro idea di dove sarebbero andati a finire, mentre David stava appuntando la linea vocale, gli ho detto: “Caspita David, sai che la tua voce calza a pennello con questo brano, perché non lo canti tu come voce solista?” Si trattava tra l’altro della pre produzione di Another Break To Life, nostro primo singolo, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: “mi sa che qui è appena nato un progetto nuovo”, un nuovo percorso musicale. E così abbiamo fissato il primo tassello della macchina Nefesh Core, cioè David alla voce solista e alle tastiere ovviamente. Partendo da qui, la scrittura e la composizione dei successivi brani ha dato un taglio più preciso alla musica dei Nefesh Core, definendo sempre meglio il suo profilo dark e gothic rock in virtù proprio delle caratteristiche timbriche della voce di David che, come avrai sentito, è molto profonda, teatrale e tratti estremamente malinconica, elementi che sono parte integrante dello stile della band. E il risultato sta tutto in questo album di debutto “Gateway” di cui siamo molto fieri.

 

AAM: Nella mia recensione vi ho paragonato con le bands scandinave che hanno regalato tanto al gothic metal, ma anche ai Sisters of Mercy, tra i gruppi di punta della Dark Wave degli anni ’80; siete d’accordo con questi paragoni e perché?

NC: (Ghigas) Certo, e ti ringraziamo Ninni per averci anche tu paragonato a queste bands, ne siamo sicuramente onorati. Le affinità stilistiche sono innegabilmente evidenti, ma è anche vero che, ad essere pienamente sinceri, nel nostro songwriting non c’è nessun riferimento voluto a queste bands e alcune tra esse le conosciamo solo per nome e non fanno parte del nostro personale background musicale: diciamo che siamo semplicemente arrivati alle stesse conclusioni, ma percorrendo strade diverse, in tempi e modi diversi. Il legame stilistico con la Dark Wave degli anni '80 è invece un richiamo voluto, una scelta stilistica vera e propria basata su due elementi chiave: in primo luogo le affinità emozionali e liriche con quella corrente musicale e in secondo luogo, entrando nello specifico, un legame con alcuni elementi sonori caratteristici di quel genere, ossia synth, inserti elettronici e basso elettrico a fare da collante.

In questo percorso artistico posso dirti che è stato davvero emozionante, oltre che divertente, andare alla ricerca di suoni che richiamavano quel periodo storico al quale siamo legati, va detto, anche dal punto di vista umano, perché proprio in quegli anni eravamo adolescenti e questo aggiunge un pizzico di malinconia e nostalgia alla nostra musica.

 

AAM: Ci presentate il batterista? Chi si nasconde dietro lo pseudonimo Ivan Newton?

NC: (Ghigas) Come hai detto tu dietro le pelli della batteria c’è Ivan Newton, pseudonimo di sé stesso (eh si, si chiama proprio così) che è un nostro vecchio amico, batterista professionista, insegnante di batteria presso una scuola di musica qui a Catania e, tra l’altro, è il batterista col quale David nella seconda metà degli anni '90 realizzò alcuni dei brani prog power di una band chiamata allora Metafora, e che poco dopo il mio ingresso, diventó Metatrone. Poi il resto della storia già la sai! Quando avevamo già composto tre o quattro brani della track-list embrionale di Getaway abbiamo ovviamente cominciato a pensare a chi potesse suonare questi brani in qualità di batterista e il primo nome che ci è venuto in mente è stato proprio quello di Ivan, che David tra l’altro aveva da poco reincontrato nella stessa scuola di musica, in qualità di collega. Ivan, oltre ad essere un ottimo batterista, è anche un ottimo compositore, e da quando lasciò “il Metal” alla fine degli anni '90/primi anni del 2000, non si era mai cimentato nuovamente come batterista metal. Quindi, quando gli abbiamo chiesto se era disposto a suonare in questo progetto, ha fatto un sorriso come per dire “Si torna a picchiare come ai vecchi tempi!”. E con lui i Nefesh Core sono al completo, una squadra perfetta!

 

AAM: Davide mi ha molto sorpreso con il suo modo di cantare, quanto studio c’è dietro questa prestazione canora e come hai scoperto di avere queste particolari caratteristiche vocali?

NC: (Ghigas) È stata una vera e propria rivelazione. Se nei Metatrone ha dato il meglio di sè col growl che tutti conosciamo, qui ha mostrato il suo lato più “romantico”, scoprendosi cantante “basso”, capace di emozionare e dare il tocco perfetto alle atmosfere e ai testi dei brani dei Nefesh Core. Tra l’altro, con David alla voce, si crea un filo praticamente diretto tra chi pensa alla melodia e chi scrive il testo, il che rende più fluido il lavoro di scrittura e facilita le cose al cantante al momento di entrare in studio. È una formula vincente sotto tutti i punti di vista. E poi sta ricevendo ottimi consensi sul web da parte dei fans, vecchi e nuovi.

 

AAM: Di cosa trattano i testi dell’album e chi si occupa della loro stesura?

NC: (David) È un album strettamente legato al concetto di esistenza; in molti ci hanno chiesto cosa rappresenti per noi il concetto di dark rock o dark metal. La nostra musica è dark perché parla di argomenti “nascosti”, perché affronta tematiche che solitamente sono rese invisibili poiché giacciono nell’ombra. Per farti un esempio, noi paragoniamo la nostra musica alla soffitta di una casa nella quale si trovano nascoste, sepolte sotto la polvere, tutte quelle cose che spesso consapevolmente desideriamo dimenticare, ricordi più o meno nitidi che la nostra mente ha voluto celare al mondo, le paure, le incertezze, gli errori e le incomprensioni che il subconscio impacchetta e archivia là dove non batte il sole, traumi della psiche, frustrazioni o gioie che non abbiamo avuto il coraggio di raccontare perché la gente e il mondo là fuori forse non è pronto a ricevere. Le nostre canzoni sono una torcia che va ad illuminare questi angoli bui per scoprire e portare alla luce tutto questo, perché solo così si può concretizzare il concetto di “verità”, che come disse Hegel “è tutto, ma un tutto che si può pienamente comprendere solo al termine del suo progressivo dipanarsi, fino al suo stesso compimento”.

In Getaway, la title track, raccontiamo dell’amore tra un uomo, un solitario, che incontra lungo una strada una giovane donna, una “lucciola”, della quale si innamora e che egli porta via con sè, ascoltando il suo grido di aiuto. Entrambi ricominciano una nuova vita, la LORO vita quella cui soltanto loro due appartengono, ma che sanno già che gli altri faranno fatica a comprendere, per via del giudizio del “pensare comune” e delle malelingue. In The Mafia Mentality parliamo del fatto che, oltre la mafia come organizzazione in sé, quella che va fermamente combattuta è la mentalità mafiosa, diffusa ben oltre i soliti confini geografici, la mentalità che scambia l’amicizia col favore che genera sottomissione, la mentalità che annulla le istituzioni e lascia spazio alla “giustizia” fai da te, l’idea malsana che nasconde il ricatto e la ritorsione dietro al sorriso e alla stretta di mano. Tutta questa merda è quello che dobbiamo contrastare con tutte le nostre forze, col rispetto della legge e della persona, anche se sappiamo che si tratta di una corruzione quasi genetica di molta parte della nostra società, si fa per dire, “per bene”.

In Try to Climb raccontiamo dell’amore che supera i confini del reale e unisce il mondo di chi vive a chi non c’è più, una sorta di storia alla “Ghost”, ma raccontata con lo stile e il linguaggio dell’hard rock.

Insomma Getaway è un viaggio che porta l’ascoltatore là dove il mondo reale e quello della mente e del cuore si uniscono in un unico impalpabile abbraccio.

 

AAM: Chi si occupa invece di scrivere le musiche? In altre parole, come nasce un pezzo dei Nefesh Core? Scrivete prima i testi e vi adattate le musiche o al contrario?

NC: (Ghigas) Non esiste per noi una regola operativa. Di norma David porta in studio la linea melodica principale, o almeno un suo abbozzo, assieme all’idea ritmica di base. Anzi spesso è lui a pensare i riffs principali di chitarra e basso. L’altra stranezza è che poi finisco io per aggiungere gli arrangiamenti di tastiera e gli inserti elettronici. Con questo meccanismo di composizione “incrociata”, tutti e due finiamo col completare i brani in modo molto naturale ed efficace completando l’opera, assieme a Ivan ovviamente che, fra l’altro, devi sapere ha anche un trascorso di bassista, per cui ti lascio immaginare il grado di interazione musicale fra tutti e tre. Scrivere un pezzo non è mai stato così veloce e divertente!

 

AAM: Chi ha realizzato l’artwork del disco e quale legame ha con i testi?

NC: (Ivan) La realizzazione della copertina e di tutto l’artwork è stata affidata ad un illustratore americano, Christian Wallin, col quale i ragazzi della nostra label avevano già lavorato in precedenza. Noi, dal canto nostro, avevamo interamente pensato al concept della copertina e volevamo fosse realizzato a mo’ di comics e pertanto la scelta è stata pressoché automatica. Christian ha fatto un ottimo lavoro. Ha tradotto in grafica tutto quello che avevamo in mente e lo ha reso particolare grazie al suo stile ed è venuto fuori un monster artwork. Nella copertina ci sono molti riferimenti ai brani dell’album. Anche la copertina, per tornare al discorso di prima, con il suo aspetto comic-like, vuole essere un richiamo agli anni d’oro dei fumetti, che noi ragazzi amavamo (e amiamo tuttora). Ci è piaciuta l’idea di rendere la cover ben allineata al mood di tutto l’album.

 

AAM: Dove avete registrato l’album? Trovo sia stato prodotto in maniera pressoché perfetta….

NC: (Ghigas) Completata la pre-produzione, abbiamo registrato basso e chitarre e tastiere nel mio studio, mentre le voci e le sessioni di drum recording ai Tower Hill studio di Luigi Scuderi che ho poi mixato l’intero disco. Come ti accennavo, David e io ci siamo cimentati in una affascinante quanto esaltante ricerca sonora, volta a trovare quegli elementi stilistici che ci hanno avvicinato alla New Wave, facendoci secondo me centrare l’obiettivo e questo soprattutto per quanto riguarda i suoni di tastiere e synths. David, come sai, è anche un amante dei leads, cosa che lo contraddistingue molto bene come tastierista, anche nei Nefesh Core (come nei Metatrone). Altrettanto divertente, e molto appagante aggiungerei, è stato per me potermi finalmente dedicare al basso, cosa che in passato, nelle fasi di pre-produzione di altri lavori, Metatrone compresi, avevo già fatto. Ma stavolta, un po’ com’è successo per David quando abbiamo deciso che avrebbe svolto il ruolo di lead singer, mi sono volutamente ritrovato nel ruolo di bassista. È stato fantastico poter registrare il basso dell’album, un'esperienza stupenda ed uno strumento meraviglioso per il ruolo che ha nel genere. Una volta completati i mix abbiamo pensato di chiedere a Jacob Hansen di realizzare il mastering. Jacob è un fuoriclasse nel metal basti ascoltare le mirabilie sonore di bands come Volbeat e Amaranthe che sono passate sotto le sue sapienti mani. Il risultato finale è un album che suona esattamente come volevamo che suonasse. Puro dark rock!

 

AAM: Avete realizzato già due video per i pezzi “Getaway” e “Another break to life”; non c’è due senza tre…. Avete in programma un terzo video ed, in caso positivo, su quale pezzo sarà basato?

NC: (David) Dopo le esperienze dei primi due video è probabile che un terzo video possa venire fuori, ma non posso dirti né quando e neanche per quale brano. Davvero ci sarebbe l’imbarazzo della scelta, ogni brano è un potenziale videoclip, perché tutte le canzoni raccontano qualcosa.

 

AAM: A proposito dei video, chi è il bassista che si vede ogni tanto? Sarà il quarto membro dei Nefesh Core?

NC: (Ghigas) No. In realtà quando girammo Another break to life, per quanto avessi registrato il basso di quel brano, abbiamo chiamato un nostro amico, nonché docente di basso, e collega di Ivan e David, come ospite perché nel pezzo i disegni di chitarre erano diversi e avendo eseguito anche il solo finale e alcune chitarre clean, avevamo deciso di filmare il videoclip con me alla chitarra, assieme a Michele Cavallaro, l’altro chitarrista che ha contribuito in studio alle registrazioni delle chitarre e dei soli degli altri brani, dandomi la possibilità di dedicarmi totalmente al basso. Ma sia lui che il bass player di quel video non fanno parte dei Nefesh Core che di fatto sono un trio ...”allerta e pieni di brio!”... chi ti ricorda??? Hahahahaha

 

AAM: Cosa ci raccontate delle registrazioni dei due video? Ci sono episodi simpatici che vi va di raccontarci?

NC: (Ghigas) Bé, riguardo il primo video ricordo un freddo glaciale e un’atmosfera davvero surreale: i boschi sull’Etna in Autunno sono quanto di più dark e noir si possa trovare alle nostre latitudini (o longitudini, ah ah ah?!?!), nonché la corsa contro il tempo per fare in modo di filmare tutto con la luce naturale del pomeriggio, rispettando l’idea del film maker e della band di rendere la luce un elemento fondamentale delle riprese, così da restare in linea con la storia raccontata nella song. Durante le riprese di Getaway invece, una delle cose più divertenti è stata resistere al caldo estivo e al calore dei lanciafiamme contemporaneamente... sai, dopo un po’ il trucco comincia a vacillare e c’era il rischio di finire le riprese che sembravano i nuovi Misfits. A questo proposito c’è stata una vera e propria lotta a chi si accaparrava per primo la postazione di fronte ad una enorme e meravigliosamente azzeccata ventola per l’effetto “capelli al vento”: una gara nella quale modestamente non ho avuto rivali Ahahahahah!

 

AAM: In un periodo così difficile per la scena live a causa di questa grave pandemia, riusciremo a vedere i Nefesh Core on stage prima o poi? O avete già qualche data in programma?

NC: (David) L’argomento è molto complicato e quel che è certo è che al momento non si può pensare di suonare dal vivo. Proprio mentre parliamo, veniamo a conoscenza che molti locali e music club sono costretti a chiudere e la cosa ci addolora. Era già difficile suonare dal vivo, soprattutto in Italia, in tempi di pace... adesso e per ovvie ragioni non c’è nessuna possibilità. Speriamo tutti, artisti, tecnici e gestori di locali, che arrivino tempi migliori. Ma l’attuale fotografia ci mostra che la pandemia non è ancora sotto controllo e non credo sia colpa di qualcuno, è un momento difficile per tutti ed è così quando un “nuovo” virus come il SARS-COV-2 compie un salto di specie: oggi l’umanità intera è costretta a far fronte ad un agente biologico mai conosciuto nei confronti del quale non c’è difesa immunitaria e all’inizio neanche terapia medica. Ormai però le cure mediche ci sono per contrastare gli effetti dell infezione che diventa malattia e il virus fa già meno paura. Ci vuole comunque prudenza e anche se ci vorrà ancora un po’ di tempo, riusciremo a superare tutto questo. E si tornerà a suonare dal vivo come deve essere!

 

AAM: L’album è uscito per la Rockshots Records, come nasce il legame con questa label piemontese? Avete in programma di realizzare altri dischi con loro?

NC: (Ghigas) I rapporti con Rockshots, nati con i Metatrone (n.b.: Eucharismetal è stata la loro prima produzione ufficiale come Rockshots Records), sono sempre stati ottimi. E sono nati nel più classico dei modi, cioè con una mail in cui si chiedeva alla label di dare un ascolto a quelli che sarebbero stati i brani del nuovo album Metatrone (parliamo del 2015). Pensa che, dopo aver accennato a Roberto della Rockshots di questo nuovo progetto dark/gothic metal, la sua risposta al telefono è stata: “bé, se dietro ci siete tu e David, siamo a posto!” Questo ti dà la misura della fiducia che corre tra la band e la sua label. Siamo molto contenti. Si riesce a lavorare in piena sinergia e non è una cosa così scontata, ancor di più in tempi così strani per il mondo dell’industria musicale, sempre più basata sul digitale e sullo streaming, decisamente più “lontana” dalla sua fisicità tradizionale, quella cui noi di una certa età eravamo abituati. Che ne dici? Ad ogni modo, i brani per un secondo Nefesh Core ci sono tutti e, se questo può renderti felice, credo che il team Nefesh/Rockshots potrà darci ancora altre belle soddisfazioni. Tutto all’insegna del buon rock e del buon metal

 

AAM: Credo di aver abusato anche troppo della vostra pazienza, ringrazio per la disponibilità e concludo l’intervista, come consuetudine, lasciando uno spazio libero a vostra disposizione per aggiungere un messaggio o saluto ai vostri fans ed ai lettori di allaroundmetal.com

NC: (David) Che dire Ninni, innanzitutto grazie, perché sei tra i pochi che non si è ancora arreso e perché continui con coraggio a supportare il metal tricolore e, con allaroundmetal, dai spazio a tante bands di indiscusso valore artistico che fanno sentire la propria voce accanto ad altre più blasonate. Grazie davvero. E voi ragazzi, se vi piace l’hard rock con venature malinconiche, ricco di synth, ma con un anima metal, i Nefesh Core fanno per voi e sono pronti, una volta saliti sul treno “Getaway”, a condurvi là dove non siete mai stati. Seguiteci sulle nostre pagine socials per rimanere in contatto con la band e ricordate a tutti che il Rock non muore mai! Ed il cuore dei Nefesh Core è rock al 100%

 

Ultima modifica il Mercoledì, 21 Ottobre 2020 20:58
Ninni Cangiano

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