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19 Feb

Frank Andiver ci parla del ritorno degli Oracle Sun In evidenza

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Allaroundmetal.com ha incontrato Frank Andiver, storico batterista dei redivivi Oracle Sun, a poca distanza dall’uscita del loro nuovo album “Machine man”. Eccovi il racconto della nostra chiacchierata.

 

AAM: Ciao Frank e grazie di essere qui con noi di allaroundmetal.com! Cosa dire se non un “bentornati!”. Riesci a farci un riassunto di cosa è successo agli Oracle Sun in questi 15 anni di silenzio?

OS: Grazie a voi innanzitutto per questa opportunità di parlare di noi e della nostra storia… in pratica dopo il primo album sono nati dei problemi di formazione legati agli impegni lavorativi dei vecchi membri….. senza stare a elencare le varie vicissitudini con i ragazzi, alla fine dei giochi (circa 12 anni fa), ci siamo ritrovati io e il bassista che eravamo di fronte a una scelta…. o chiudere il progetto o cercare di portare avanti le idee che avevamo e capire con chi registrare i nuovi brani che avevamo cominciato a scrivere… la scelta è stata di continuare a patto che fossimo riusciti a ricostruire una band solida e compatta…… la prima scelta per la band era innanzitutto ritrovare un bravo chitarrista…. e la scelta cascò su Tommy Pellegrini perché amico di lunga data e ex membro insieme a Alessandro Cola degli Shining Fury. Insieme abbiamo composto quasi tutti i brani che potete sentire adesso sul disco che ovviamente al tempo erano solo provini con bozze vocali fatte da noi. Il materiale era sicuramente più heavy rispetto al disco precedente e serviva a quel punto un secondo chitarrista e un cantante che potessero completare la formazione. La mia scelta cadde per le voci su Wild Steel, visto che avevamo collaborato con gli Shadows of Steel per quasi 2 decenni e su Vic Mazzoni con cui avevo collaborato nei due album degli Wonderland. Ho pensato di unire in questa formazione gli amici di una vita, oltre a mettere insieme alcuni dei musicisti più preparati e talentuosi che avevo conosciuto nel passato. Tutto sembrava andare per il meglio, addirittura Wild per le registrazioni riuscì a fare buona parte del lavoro nello studio di Roberto Tiranti dove anche Roberto mise il suo in alcune singole parti e nei cori di quasi tutti i pezzi. Vic Mazzoni aveva imparato i nuovi brani e, dopo qualche prova, aveva cominciato a registrare alcune parti, ma sopratutto tutti gli assoli dei brani dell’album. Poi come in tutte le storie ci sono i momenti che si possono raccontare e i momenti che non si possono raccontare…. e il momento buio che vorrei evitare di raccontare è stato proprio da quando in un tardo pomeriggio mi squilla il telefono e Wilde mi comunica che Vic era venuto a mancare….. tutto in quel momento si fermò… e per alcuni anni le registrazioni e la band si fermarono…. probabilmente senza grosse speranze di ripartire…. poi ci fu una bella iniziativa a Savona per ricordare Vic…. con gli amici più cari e le band in cui aveva militato Vic… anche noi come Oracle Sun decidemmo di partecipare suonando le parti di Vic preregistrate  in sincrono alla nostra esecuzione live…. da quella sera capimmo che era un peccato lasciare tutto in un cassetto anche e soprattutto per mantenere viva la memoria su un amico, su un grande musicista, su una persona straordinaria, praticamente su un fratello!! E allora da quel momento in poi decidemmo di reclutare gli altri ragazzi e finire le registrazioni del disco…. il resto è attualità….. eccoci arrivati ai nostri giorni e all'uscita del disco!

 

AAM: Dalla ripresa delle attività nel 2018, vi sono alcuni nuovi membri nel gruppo; ti va di presentarceli, raccontandoci qualcosa di loro?

OS: Si certo! Come hai detto anche tu, nel 2018 abbiamo ripreso le attività di questo gruppo e abbiamo sentito il bisogno di chiamare in squadra un nuovo chitarrista. La scelta è ricaduta su Giacomo Paradiso, chitarrista di Siena noto per aver militato, tra gli altri, nei Fallen Arise e per le sue attività di endorser, didatta e direttore della scuola di musica Rock Factory. Insieme a lui è entrato a far parte della band anche il tastierista Alessio Pascucci, il quale ha completato le parti di tastiera del disco completando le parti che ho scritto io durante la stesura iniziale dei brani. C'è stato un lungo lavoro di conoscenza importante alle spalle perché, come ci eravamo promessi, non era importante solo trovare dei bravi musicisti, ma rimettere in piedi una band di amici!

 

AAM: Veniamo a parlare di “Machine man”, quanto c’è di Vic Mazzoni in questo disco?

OS: Preferisco che parli la musica. Potrai capire molto ascoltando i soli che ci ha lasciato. Chiunque li ascolti con attenzione noterà che quello che ci ha donato è parte integrante della band e del sound del disco.

 

AAM: Come nasce un pezzo degli Oracle Sun? E’ un lavoro di squadra oppure viene tutto da te?

OS: E’ sicuramente un lavoro di squadra…. da me spesso partono le idee ritmiche e melodiche, ma poi per arrivare a un pezzo finito, il resto del gruppo è fondamentale per creare le giuste trame armoniche e le parti di basso e chitarra che meglio si adattano ai brani… è sempre un lavoro di squadra e infatti con ogni band con cui ho suonato si può sentire qualche mia idea riconoscibile sotto forma di melodie e trame di batteria o tastiera, ma poi la mano e la firma del resto dei musicisti è sempre presente e preponderante.

 

AAM: Di cosa parlano i testi dell’album e chi li ha composti?

OS: I testi sono stati scritti dal bassista Alessandro Cola e da Wild Steel. I testi non raccontano storie o situazioni reali, ma piuttosto rappresentano immagini evocative, sensazioni che riguardano l'animo umano. Diciamo che l’argomento trasversale a tutto il disco parla dell'Uomo che cerca sempre di uscire dalla gabbia in cui è rinchiuso e che cerca di raggiungere una coscienza di sé e di quello che lo circonda.

 

AAM: Dove avete registrato l’album? Ho notato che il suono è un po’ “old-style”, avete volutamente realizzato una registrazione di questo genere ed, in caso affermativo, per quale motivo?

OS: La registrazione è stata fatta al mio studio (Zenith Recordings), ma alcune cose sono state fatte esternamente come appunto i soli di Vic che sono stati fatti nel suo Home recording e alcune voci di Wild e Roberto fatte allo studio di Roberto T….. anche alcune chitarre ritmiche sono state fatte negli Home recording dei chitarristi e, se sommi che batteria e basso sono registrazioni di almeno 10 anni fa, penso che avrai capito perché il disco ha un sound tipico delle mie produzioni passate. Per il futuro sarà un’altra cosa, ovviamente, l’idea sarà di avere un sound sempre più personale e moderno!

 

AAM: A proposito delle registrazioni, c’è qualche aneddoto simpatico che ti va di raccontarci?

OS: MEGLIO DI NO…..(HAHAHAHAHAHA!!!)…. però se vuoi andare alla fine del video di Let’s Talk about me (una cover di Alan Parsons che abbiamo rifatto unendo i video di alcune sessioni di registrazione in studio), puoi sentire il tipo di atmosfera e di dialoghi che ci sono quando registriamo e lavoriamo al materiale... abbiamo volutamente tenuto nei titoli di coda alcuni dialoghi spontanei rimasti in coda ad alcune riprese…. noi siamo sopratutto dei compagni di viaggio e quello è lo spirito anche quando si lavora...

 

AAM: Chi si è occupato dell’artwork di “Machine man” e quale legame ha con i testi dell’album?

OS: L’idea dell’artwork di Machine Man è nata sostanzialmente dal nostro chitarrista Tommy Pellegrini che ha elaborato l’immagine iniziale. L’idea nasce dalla rappresentazione del brano Machine Man, e la copertina vuole rappresentare il controllo della macchina sull’essere umano, il quale tenta disperatamente di prendere il controllo della propria vita, pur sapendo che questa impresa è praticamente impossibile.  Il lavoro sulla copertina è stato poi completato dalla grafica Emily Silvestri, che ha realizzato anche il nostro sito https://www.oraclesunband.com/, e Luigi Gonnella (https://www.facebook.com/lugvisual) che ha curato anche l’artwork delle nostre edizioni fisiche.

 

AAM: So che al momento “Machine man” è stato realizzato dalla Volcano Records solamente in edizione digitale; per noi collezionisti di cd sarà prevista anche un’edizione su supporto “fisico” ed, in caso positivo, cosa ci puoi dire al riguardo?

OS: Si, la distribuzione digitale e la promozione del nostro album è opera di Volcano Records (che ringraziamo calorosamente per il loro lavoro), mentre è assolutamente prevista anche una distribuzione su supporto fisico, pubblicata da Underground Symphony, in formato CD Digipack e Picture Disc. Per tutti gli interessati potrete trovare entrambe le edizioni sia sul sito di Undreground Symphony (https://www.undergroundsymphony.it/) che sulla sezione shop del nostro disco (https://www.oraclesunband.com/)

 

AAM: Adesso che Wild Steel è il vostro cantante, come la mettiamo con le sue bands? Sai se sentiremo ancora parlare degli Shadows of Steel?

OS: Assolutamente si, e ti dirò che nel 2021 uscirà un nuovo lavoro targato Shadows of steel, che resta a tutti gli effetti il suo progetto madre, al momento è quindi impegnato sia con loro che con gli Oracle Sun.

 

AAM: Ora che gli Oracle Sun sono tornati in pista, spero non ci facciate aspettare altri 15 anni per avere un nuovo disco…. Se dovessimo guardare al futuro, cosa dovremo aspettarci dalla band?

OS: Il prossimo futuro ci vedrà impegnati nella promozione del nuovo album, con la registrazione di un video che vedrà la luce in questa primavera e con qualche altra sorpresa. Tranquilli, non aspetterete altri 15 anni, stiamo già lavorando su nuovi pezzi!

 

AAM: Questa maledetta pandemia sta bloccando la scena live; quando tutto sarà solo un brutto ricordo, ci sarà possibilità di vedere gli Oracle Sun on stage?

OS: Non vediamo l'ora di tornare a suonare live! Non sai quanto siamo impazienti di proporre i nuovi pezzi!

 

AAM: Sei una specie di pezzo di storia del metal italiano, una sorta di icona, mi ricordo ancora quando acquistai quel mitico “No limits” dei Labyrinth 25 anni fa in cui suonava un giovane Frank Andiver. Se un giovane batterista ti chiedesse un consiglio, cosa sentiresti di dirgli?

OS: Parto dal presupposto che i giovani batteristi di oggi sono mostruosamente bravi e avrei proprio poco da consigliargli…. casomai il contrario…. se proprio dovessero però chiedermi qualcosa “di esperienza”, posso solo dirgli di non scordarsi mai che la batteria è soprattutto uno strumento di accompagnamento e che in più, come un qualsiasi altro strumento melodico, è importante che la batteria “canti” e abbia “melodia”..... creare sempre qualcosa di musicale a servizio del brano e mai suonare un brano per far sentire a terzi quanto si sa suonare bene…. per quello ci sono i video su youtube…. registrare o suonare la batteria in una band a servizio dei brani è un altro sport.

 

AAM: A proposito, quale giovane band ci segnali che hai potuto ascoltare nei tuoi studi musicali e che secondo te merita attenzione?

OS: Da me è difficile che vengano nuove band... era una cosa che succedeva più nei decenni scorsi…. adesso al contrario vengono band con tanti anni di esperienza che mi scelgono forse proprio per la mia storia e per aver fatto un cammino che ha le sue radici nel metal anni '80 e nel power anni '90. Ad esempio adesso sto registrando il nuovo album degli SKW e loro suonano insieme dal 1989….. loro appunto non sono proprio una nuova band, però va detto che spesso una band con tanti anni alle spalle, che decide appunto ancora di suonare e registrare album, ha più freschezza di tante band di diciottenni “spenti”. Dico solo che l’età non è una discriminante nel metal... puoi sentire cose geniali da ventenni e da sessantenni e roba banale e mal fatta da trentenni come dai quindicenni…. dipende molto dalla attitudine di ogni singola band…. per fortuna con internet ora possiamo andare a sentire cosa fa ogni band e valutare il materiale musicale. Se scelgo di supportare una band lo faccio perché sono io a decidere se mi piace dopo aver ascoltate qualche brano….. mentre una volta non ne avrei avuto la possibilità e mi sarei dovuto fidare delle recensioni…. va però detto che alcuni giornalisti erano e sono ancora  bravissimi e grazie ai loro consigli si è potuto espandere un movimento come quello del Metal!!

 

AAM: Parti per un lungo viaggio e puoi portarti solo 3 cd della tua collezione, quali scegli?

OS: Perfect Symmetry dei Fates Warning -  Katatonia - The Fall of Hearts - The Pineapple Thief - Dissolution….. ma tre CD sono pochi mannaggia….. se riuscissi mi infratterrei nei calzoni qualcosa anche dei Maiden o dei Dark Tranquillity, ma anche roba non metal come David Lanz e Jean-Michel Jarre.

 

AAM: Tra le tante bands in cui hai suonato ci sono anche i Wonderland a cui sono particolarmente affezionato, dato che credo abbiate realizzato dei dischi fantastici (nonostante all’epoca venissero alquanto osteggiati dalla stampa italiana….). C’è qualche possibilità che torniate a suonare, magari in ricordo di Vic?

OS: Lo abbiamo fatto una sola volta, proprio per ricordo a Vic durante il suo concerto / Tributo…alla chitarra è venuto Federico Puleri (Vision Divine). Non so se riusciremo mai a risuonare insieme perché la mancanza di una persona come Vic in una band così particolare è comunque molto forte. Ci vorrebbero 2 cose che purtroppo non ci sono, innanzitutto il desiderio di Alexx e del Tower di riprendere in mano il progetto con energie nuove ma soprattutto servirebbe un chitarrista che entri nella mia sensibilità melodica e che riesca a credere e suonare in un progetto così particolare in maniera molto visionaria.

 

AAM: Siamo arrivati alla fine della nostra chiacchierata, ti ringrazio ancora per essere stato qui con noi e concludo, come consuetudine, lasciandoti uno spazio a tua completa disposizione per aggiungere un tuo messaggio ai lettori di allaroundmetal.com ed ai fans degli Oracle Sun.

OS: Il ringraziamento è mio e anzi oserei dire “nostro” visto che parlo a nome di tutta la band…. la cosa che vorrei dire a tutti i lettori è una sola…. noi siamo una band che è praticamente ripartita da 0 e che avrà bisogno di tutto il supporto possibile da parte degli amici e degli appassionati…… a loro chiediamo solo la possibilità di condividerci…. in questa epoca dove la promozione e i budget per le sponsorizzazioni sui social sono tutto, noi abbiamo scelto di investire le nostre risorse non alle grande aziende che gestiscono i social ma in tempo, il nostro tempo, per cercare di fare il migliore prodotto musicale possibile…. se vi piace quello che facciamo condividetelo…. è il favore più grande che ci potete fare perché onestamente preferisco molto più arrivare a una persona in più che ci ascolta (e che poi magari può anche non apprezzare) che prendermi dei like da un algoritmo…. è dunque doveroso per noi un grande ringraziamento a Volcano Records and Promotions e Underground Symphony che anche loro investono il loro prezioso tempo per noi.

Ultima modifica il Venerdì, 19 Febbraio 2021 17:07
Ninni Cangiano

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