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26 Feb

Marco Garau ci parla del suo progetto Magic Opera In evidenza

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Allaroundmetal.com questa volta ha incontrato il tastierista Marco Garau, per una chiacchierata sul suo progetto denominato Magic Opera, di cui è da poco sul mercato il debut album “The golden pentacle”. Ecco cosa ci ha raccontato.

 

AAM: Ciao Marco e grazie di essere qui con noi di allaroundmetal.com; è da poco uscito il primo disco con la tua Magic Opera, intitolato “The golden pentacle”. Come è venuta fuori l’idea di creare un tuo progetto personale fuori dai Derdian e da quanto tempo ci lavori?

MG: Ciao Ninni, un caro saluto a te e a tutti i lettori! Devo dire che l’idea di un progetto personale vagava nella mia testa da diversi anni, ma purtroppo, vuoi per mancanza di tempo e vuoi per altri motivi, non si è mai concretizzata. Nel 2018 però ho deciso di cominciare a lavorarci seriamente, prima iniziando a scrivere una storia intorno alla quale far girare tutti i brani e poi lavorando appunto sulle composizioni. Devo dire che un paio di canzoni sono state ripescate dal passato, scrivendo infatti parecchio materiale molto spesso capita che non ci sia spazio per inserire tutte le canzoni migliori nei dischi dei Derdian. Questo è stato sicuramente uno dei motivi per i quali ho voluto cimentarmi in un album solista. Io sono prima di tutto un compositore e, anche se mi piace suonare il pianoforte, la mia più grande passione è scrivere musica. L’altro motivo è stato sicuramente quello di voler provare a realizzare un progetto seguendo una determinata logica, partendo dalla struttura dei brani, passando per vari aspetti come il nome del progetto, l’artwork, il metodo di registrazione, gli arrangiamenti, etc…. Purtroppo in una band tutto questo non è possibile, perché giustamente bisogna raggiungere un compromesso con gli altri membri del gruppo, e quindi si finisce sempre per avere in mano un prodotto che non ti soddisfa appieno perché avresti voluto uscisse in maniera diversa.

 

AAM: Come hai reclutato i tre musicisti stranieri? Ce li vuoi presentare?

MG: Allora, devo dire la verità. A parte Gabriel che è stata una mia prima scelta, per il resto prima di definire la Line-Up ho registrato una demo con degli altri musicisti abbastanza validi, ma che per vari motivi si sono poi tirati indietro. Come detto prima su Gabriel ci sono andato direttamente perché lo conoscevo come chitarrista dei Seven Thorns ed era addirittura nell’elenco dei miei chitarristi preferiti. Inizialmente gli avrei voluto far registrare anche le ritmiche, ma poi ci siamo resi conto che con un secondo chitarrista il lavoro sarebbe risultato molto più gestibile, e quindi siamo rimasti che avrebbe registrato solo le parti soliste. E‘ da lì che ho poi contattato Matt Krais degli ShadowStrike il quale si è reso disponibile a registrare le chitarre ritmiche. Devo dire la verità, non mi sarei invece mai aspettato una risposta positiva da parte di Anton Darusso dei Wings Of Destiny. Dato che la mia proposta non prevedeva alcun tipo di compenso per le registrazioni, ho pensato non mi avrebbe nemmeno risposto. Invece mi ha risposto rifiutando con riserva, ovvero mi ha chiesto qualche canzone da sentire. Come gli ho mandato i brani si è chiamato dentro al progetto, inutile dire che gli sono piaciuti veramente molto eheh…. Su Enry e Salva sarò breve: la batteria è uno strumento che oggi giorno, nella gran parte delle produzioni di questo tipo, si programma in midi e si umanizza, sia per una questione di comodità che per una questione di costi. Io volevo la batteria vera ad un prezzo non esorbitante, quindi ho chiesto a Salva di darmi una mano perché chiedendo in giro i prezzi sarebbero stati davvero proibitivi per il mio budget. Per il basso invece, dato che forse nessuno lo sa, ma Henry pur essendo un chitarrista ha già registrato in passato le parti di basso su ben 2 dischi, ho chiesto aiuto a lui. Probabilmente non gli avrei mai fatto registrare la chitarra ritmica ma solo perché altrimenti il risultato sarebbe stato ancora più simile a un disco dei Derdian.

 

AAM: Che legame ha lo splendido artwork con i testi del disco? C’è forse un concept alle loro spalle?

MG: Ovviamente, come accennato nella prima risposta c’è un concept inventato da me sul quale poi ho costruito tutto il progetto. Un pentacolo d’oro con un potere fuori dal normale, 2 maghi di cui uno buono e l’altro cattivo e il gioco è fatto. Ok, molti diranno “sempre la solita solfa” … ebbene, a me piace il Fantasy e penso che, come me, ci sia molta altra gente che la pensa allo stesso modo. E quindi facciamo quello che ci piace, nessuno mi costringerà mai a fare un disco parlando di attualità perché non mi divertirei allo stesso modo.

 

AAM: A proposito dell’artwork, come sei entrato in contatto con Jan “Örkki” Yrlund? Potevi far suonare a lui la chitarra, no?

MG: Eheheh, effettivamente avrei potuto chiederglielo… Beh, lui ha disegnato decine e decine di bellissime copertine…. La questione dell’artwork è una cosa che secondo me con i Derdian avremmo potuto gestire molto meglio in alcune circostanze. Purtroppo questo è un genere che necessita di un artwork con un colpo d’occhio particolare… Qui ho avuto la possibilità di gestire con molta più libertà anche questi dettagli molto spesso ritenuti poco importanti, ma che secondo me invece hanno un peso enorme sulla buona riuscita di un progetto di questo tipo.

 

AAM: Parliamo del songwriting. Ti sei occupato di tutto quanto tu direttamente, oppure ti ha aiutato qualcun altro?

MG: Il songwriting è la base di un progetto solista, quindi ovviamente è tutta farina del mio sacco. Quando mi sono presentato agli altri musicisti avevo già tutto pronto. Nome della band, logo, la storia, l’artwork, le canzoni già complete di musica e testi, addirittura la tracklist dell’album. Era tutto solo da registrare….

 

AAM: Dove è stato registrato “The golden pentacle”? Ho notato che c’è anche una produzione non indifferente, chi si è occupato di essa?

MG: Abitando tutti in posti diversi ognuno ha registrato nel proprio studio di fiducia o a casa a seconda dello strumento. Mix e master sono stati effettuati nello stesso studio che per anni è stata la casa dei Derdian, ovvero il Moonhouse Studio di Danilo Di Lorenzo, con la differenza che in questo caso abbiamo impostato fin dall’inizio un lavoro di un certo tipo, assai diverso da quello che abbiamo fatto per anni nei Derdian. Ovvero: grande attenzione sulle tracce orchestrali, che avrebbero dovuto essere l’elemento protagonista del disco. Purtroppo molto spesso nei Derdian una buona parte degli arrangiamenti che registro finiscono per scomparire nel marasma generale, nei Magic Opera siamo riusciti a far sentire ogni singola traccia senza avere particolari perdite di impatto.

 

AAM: Una cosa che proprio non riesco a comprendere (che capita anche ai Derdian, tra l’altro…) è come per un disco così valido si sia costretti all’autoproduzione, quando le labels ci sommergono quotidianamente di immondizie musicali. Possibile che non ti sia arrivata nessuna proposta seria e che nessuno si sia accorto delle potenzialità di questo disco, soprattutto in mercati come quello giapponese?

MG: Allora, chiarisco una volta per tutte la questione della casa discografica. Non è che non mi arrivano le offerte, ci mancherebbe, come non è che non ne arrivano ai Derdian… il problema è la qualità delle offerte che arrivano. Ma, al di là di quello, non so se è chiaro a tutti che nel momento in cui tu band firmi un contratto discografico, contemporaneamente perdi qualsiasi diritto di quell’album a vita, qualsiasi potere decisionale, la pubblicazione sugli stores digitali…. insomma tutte le cose più importanti spetteranno di diritto a chi in cambio di qualche misera royalties se ne impossesserà. Per fare un esempio: è come se dopo un parto arrivasse qualcuno e portasse via il bambino alla madre che lo ha portato in grembo per 9 mesi. Ma che senso ha privarsi di buona parte o tutti i diritti della produzione di un disco, a vita, semplicemente per evitarsi qualche rottura di scatole e riempire le tasche di qualcuno che, credetemi, non fa altro che fare quello che potrebbe benissimo fare qualsiasi musicista con un po’ di tempo a disposizione? Io faccio l’impiegato e lavoro 8 ore al giorno come tutti quelli che hanno la fortuna di avere un’occupazione, il tempo lo si trova fidatevi. Ci metterete senz’altro un po’ di più, ma parliamo giusto di qualche sacrificio prima per non rimetterci a vita poi… Parlando poi delle “immondizie” musicali a cui facevi riferimento nella domanda ti posso solo rispondere che siamo nell’epoca del Pay-to-Play e del Play-to-Record… Chiunque, pagando, riuscirà ad avere un contratto discografico, anche con etichette di un certo spessore.  Per quanto riguarda il Giappone la questione è differente, perché vai solamente a vendere la licenza per i diritti di pubblicazione sotto il loro territorio in cambio di una cospicua somma di denaro e successive royalties, mantenendo l’autonomia su tutto il resto del mondo, stores digitali compresi…. Mi sembra un po’ diversa la cosa non trovi? Nel mio caso c’è stato solo un po’ di ritardo dovuto alla situazione davvero critica che stanno affrontando le case discografiche anche nel paese del Sol levante a causa del Covid. Ma l’offerta era già sul piatto, ed infatti il disco uscirà a marzo con tanto di bonus track giapponese.

 

AAM: E con i Derdian adesso come la mettiamo? La band rimane in attività? State forse già facendo qualcosa per un prossimo disco?

MG: Per quanto riguarda i Derdian dal mio punto di vista non cambia nulla. Io, tra l’altro, ho già scritto la mia parte di brani per il disco che abbiamo in cantiere e che cominceremo a registrare quest’anno, pertanto seguite i prossimi aggiornamenti.

 

AAM: A proposito dei Derdian, ho letto da qualche parte che il tuo disco è troppo simile alla loro musica, cosa rispondi al riguardo?

MG: Ricordo a tutti che nei Derdian i compositori siamo io ed Enrico. È quindi ovvio che la natura di un compositore non possa cambiare a seconda del gruppo in cui suona. Inoltre il fatto di avere lo stesso batterista in un gruppo power metal incide abbastanza. Banalmente potrei risponderti chiedendoti come mai i dischi di Turilli di 20 anni fa suonavano uguali a quelli dei Rhapsody… Comunque ho letto tante recensioni che pur, facendo notare l’inevitabile somiglianza della struttura dei brani per ovvi motivi, hanno riconosciuto una maggiore immediatezza e un lavoro più articolato sulle orchestrazioni e sulle parti soliste, che poi era l’obiettivo numero uno per quanto mi riguarda.

 

AAM: Una domanda che mi piace sempre porre durante le mie interviste. A chi ti sei ispirato per il tuo stile da musicista, in altre parole chi è stato che ti ha portato a voler imparare a suonare il tuo strumento?

MG: Io da bambino abbozzavo canzoni inventate già all’età di 6 anni. Più che ispirarmi a qualcuno o voler suonare uno strumento, mi è servito imparare a suonarlo successivamente per accompagnarmi con la musica in queste composizioni. Avevo comunque una certa predisposizione che mi ha aiutato sotto diversi punti di vista, e devo ringraziare prima di tutto i miei genitori per averla notata, il resto poi è venuto da sé.

 

AAM: È proprio di questi giorni il triste anniversario dell’inizio di questa maledetta pandemia mondiale. So che vivi in Lombardia, una delle zone d’Italia più colpite dal virus, anche per evidenti carenze della politica, come hai vissuto e come stai vivendo questo grave problema?

MG: Inizialmente l’ho vissuta abbastanza male, troppa ansia ed un grosso dispiacere per tutte le persone che morivano per questo stupido virus… inutile dire che mi sono rifugiato quasi completamente nella musica. Ho lavorato sui Magic Opera, ma anche su un mio progetto di solo pianoforte che avrò il piacere di pubblicare intorno ad aprile. È un disco a cui tengo davvero molto perché contiene tutti gli stati d’animo che mi hanno accompagnato durante la pandemia. Si intitolerà “Freedom”, come la voglia che avevamo di tornare liberi e di vagare per le strade… e in alcune canzoni ho cercato proprio di raccontare il senso di oppressione che ci teneva imprigionati e la voglia di riconquistare quella libertà che ci era stata tolta.

 

AAM: Se si dovesse risolvere positivamente il problema della pandemia, ci sarà mai la possibilità di vedere i Magic Opera suonare dal vivo?

MG: Vedremo, sinceramente quando ho fatto partire il progetto non ho mai pensato di volerlo portare in giro, ma devo ammettere che adesso mi trovo un po’ spiazzato perché la risposta è stata davvero inaspettata. C’è il grosso “rischio” che soprattutto il Giappone possa chiamare…. Nel caso dovremmo rispondere quasi sicuramente.

 

AAM: Cosa dobbiamo aspettarci ora per il futuro dei Magic Opera?

MG: Non ho ancora deciso sinceramente. Ho voluto mettermi in gioco e sono contentissimo dei risultati che sto ottenendo, e onestamente anche un po’ sorpreso. Per adesso voglio godermi il momento e questo consenso generale che comunque mi è costato parecchi sacrifici. Poi deciderò se portare avanti la cosa.

 

AAM: Concludo come consuetudine, ringraziandoti per la disponibilità e lasciandoti uno spazio a disposizione per un tuo messaggio finale ai tuoi fans ed ai lettori di allaroundmetal.com

MG: Grazie a te Ninni ed a tutta la redazione di Allaroundmetal per lo spazio puntualmente offerto. A tutti i fans e i lettori auguro di superare brillantemente questo momento difficile e, perché no?, magari farlo rifugiandosi nella nostra musica. Noi siamo qui soprattutto per questo, a volte basta una sequenza di poche note per dimenticare tanti momenti brutti. Un abbraccio!

Ultima modifica il Sabato, 27 Novembre 2021 11:09
Ninni Cangiano

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