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11 Lug

Drakhen ci parla del suo progetto Bloodshed Walhalla

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Carissimi lettori, quando tra le mani ti capita un interessante progetto made in Italy, è sempre un piacere poterne approfondire la storia, lo spirito ed il grande lavoro che vi sta dietro. Oggi faremo quattro chiacchiere con la vera “essenza” di Bloodshed Walhalla: Drakhen; è in lui che la one man band trova la sua nascita e genesi musicale. 

Passato, presente e futuro di Bloodshed Walhalla racchiuso in una lunga ed esaustiva intervista. 

Buona lettura! 

 

AAM: Partendo dall’inizio, sappiamo che Bloodshed Walhalla nasce nel 2006 come cover band dei Bathory, per poi “mutarsi” e dare alle stampe una corposa discografia improntata su materiale proprio. Quello di cui ancora non siamo a conoscenza (a parte la tua vera identità ndr.), è cosa ti ha spinto a questo cambio di rotta; a tal proposito, ci piacerebbe che parlassi del tuo progetto.

 

Drakhen: Vorrei innanzitutto salutare tutti voi di All Around Metal e ringraziarvi per avermi dato questa opportunità di rispondere alle vostre domande.

Sì, partiamo dall’inizio: da quando appunto il progetto iniziale era quello di formare una vera e propria cover band che suonasse le canzoni dei Bathory. Era il 2005 quando ebbi questa intuizione. Quorthon ci aveva lasciato da poco tempo e dato conoscevo tutto dei Bathory, amavo la loro musica più di tutte le band che a quei tempi ascoltavo, volevo a tutti i costi omaggiare il maestro suonando la sua musica con una mia band. Cercai in tutti i modi di reclutare ragazzi che avessero il mio stesso pensiero, ma dato che vivo una piccola città e all’epoca andava di moda il Death Metal, non riuscì nel mio intento. Il Viking dalle mie parti non piaceva a nessuno; fu così che decisi con determinazione di voler fare tutto da solo: imitare Quorthon che effettivamente era l’unico membro stabile dei Bathory. Comprai un po di strumenti, il minimo indispensabile, compreso un registratore digitale. Io fondamentalmente sono chitarrista ma mi adattai ad imparare a suonare un po' di tutto. Nel 2006 registrai la prima cover (la splendida One rode to Asia Bay), venne benissimo ed iniziai a crederci seriamente. Seguirono altre cover, sempre Bathory Era viking, intanto gli anni passavano. Nel frattempo il mio pensiero fisso era quello che non avrei potuto più ascoltare un inedito dei Bathory, dato che la band con la morte di Quorthon si era sciolta definitivamente, così mi chiesi se quegli inediti li avrei potuti comporre io. Conoscevo tutto dei Bathory, mi immedesimavo in Quorthon, mi chiudevo al buio o mi isolavo nel completo silenzio e componevo. L’ispirazione era tantissima. Sfornai tre demo sotto il moniker "Bloodshed" che in seguito perfezionai in "Bloodshed Walhalla". Il terzo demo fu devastante perché qualcuno lo notò e volle assolutamente tramutarlo in album vero e proprio, così com’era: nudo e crudo, selvaggio. Era una registrazione fatta in casa e, sinceramente, rimasi molto stupito quando il lavoro fu recensito da tutte le testate mondiali in maniera eccezionale. "Quorthon era tornato",così mi dicevano."Lo spirito di Quorthon vive in te…" Ed io ero estasiato ed incredulo. Molto probabilmente non me ne rendevo conto che con "Legends Of A Viking" avevo composto un super album.

 

AAM: Un full-length davvero notevole per qualità compositiva: il clima è sempre suggestivo sia negli scenari Fantasy, che in quelli più cupi. Ciò crea anche una varietà stilistica spesso contrastante; come riesci a “bilanciarle”? Questa commistione di generi, unita alla lunga durata delle tracks, lo rendono un disco per un pubblico ristretto. Come fare per non renderlo di “élite” ma apprezzato da più persone amanti del genere?

 

Drakhen: La caratteristica fondamentale di Second Chapter è quella che musica e parole devono fare lavoro di squadra. Quando scrivo un brano non parto mai da zero, ho già in mente che caratteristiche dovrà avere in base al testo che sarà trattato. Le nostre non sono canzoni per tutti, hai fatto bene a sottolinearlo nella domanda, ma questo è proprio quello che vogliamo. Noi vogliamo un pubblico specifico: chi ci ascolta ci ama proprio per quello che suoniamo e proponiamo. Gli "occasionali" ben vengano, ma non ci ameranno mai come vorremmo.

I racconti di "Second Chapter" non li ho inventati io ma sono elaborati in base a ciò che scrisse Snorri Sturluson nella sua "Edda in Prosa". Ogni brano è ricco di colpi di scena, battaglie, ricordi, viaggi, speranze e dettagli che non possono essere trascurati, ad esempio: in "Reaper (Baldr’s dreams)" si parla dei sogni premonitori del Dio Baldr, i suoi presagi di morte e come viene ingannato da Loki. Il racconto è lungo, non può in nessun modo ridursi a quattro o cinque minuti di canzone, per me sarebbe un sacrilegio. Per questo, in base al testo elaborato, ci sono (nella completa estensione della canzone) diversi episodi della vicenda. Niente è ripetitivo e sicuramente non ci si annoia! Se l’ascoltatore seguisse il brano, leggendone anche il testo, si accorgerebbe di star vivendo questa esperienza come un film. Non voglio peccare di presunzione, ma io vedo tali canzoni come vere e proprie opere, le quali portano a scoprire un mondo lontano nel tempo; come dici tu Fantasy (magari quando si sta descrivendo un determinato luogo), oppure cupo quando qualche testa sta "saltando" e ci si immedesima nella parte. Attenzione, si sta parlando pur sempre di Viking Metal, quindi non c’è "pulizia" nelle nostre song, ma tanta grinta e strumenti veramente "incazzati". 

AAM:Non pensi che, prima o poi, i tuoi lavori possano seguire una sola direzione musicale? 

 

Drakhen: Penso che all’inizio della nostra carriera musicale siamo partiti con le idee chiare. I primi Bloodshed Walhalla, infatti, hanno suonato tre album di puro Viking Metal;provare per credere! Successivamente è cambiato qualcosa: con Ragnarok abbiamo intrapreso questa via abbastanza pericolosa, senza però mai snaturare il nostro sound. Troppe persone ci dicevano che eravamo i cloni dei Bathory (Era Viking Metal) e, a dirla tutta, a noi faceva tantissimo piacere! Come ho sempre dichiarato, a quei tempi, il mio sogno era proprio sostituire la band svedese, con la consapevolezza che non avrei mai più ascoltare un loro inedito. Naturalmente era un sogno utopico, così è stato spontaneo "tirar fuori dal cilindro" due album che poco hanno a che fare con i Bathory, se non per appunto il sound Viking.

Molti ancora,specialmente con le ultime recensioni, ci accostano a loro ed io rifletto seriamente. A mio avviso, i "Bloodshed Walhalla, stanno assumendo una loro identità. Abbiamo le idee chiare e lo noterete ancor di più con l’uscita del terzo ed ultimo album della trilogia sul Ragnarok; attualmente è in ottimo stato di avanzamento.

 

AAM: In una tua intervista leggevo che i testi traggono spunto dalla mitologia norrena: quale è il vero “filo conduttore” che lega “Ragnarok” ed il nuovo lavoro?

 

Drakhen: È un po diverso: i testi di "Ragnarok" e "Second Chapter" sono racconti rielaborati su storie epiche norrene, che potete leggere sull' Edda in Prosa di Snorry Sturluson. Nel Gylfaginning, ("L’inganno di Gylfi"), vengono raccontate queste vicende sul Ragnarok. Quando all’epoca lessi questi versi ne fui attratto e mi venne così l’idea di rielaborarli, componendo delle canzoni, tutto qui.

In "Ragnar ok" si parla della fine del mondo, secondo la mitologia norrena, vista però in maniera personale. Nelle storie, infatti, viene raccontato da un mortale immaginario, il quale resce ad entrare in contatto con il Dio Odino che lo guiderà in tutte le vicende.

In "Second Chapter" si va sullo specifico; sono quattro testi che "contornato" la fine del mondo e raccontano anche cosa ci sarà nell’universo dopo la caduta degli Dei. Nel terzo ed ultimo lavoro della saga, la linea compositiva sarà più o meno la stessa; ma questo è il futuro.

 

AAM :“Second Chapter” è un disco nato e pubblicato in piena pandemia, limitandone la diffusione soprattutto per quanto riguarda i live. A tal proposito, ho visto che sul palco ti fai accompagnare da altri musicisti, raccontaci di loro e del vostro rapporto. Quanto è difficile esprimere e far capire la propria Arte attraverso altri?

 

Drakhen: "Second Chapter" è decisamente un album sfortunato. Purtroppo come tutti ci siamo fermati agli inizi del 2020, per quanto riguarda la scena live; pensate che, fine Dicembre, prima dello scoppio della pandemia, eravamo a Milano in concerto di spalla ai Dark Funeral. Eravamo convinti di aver raggiunto tantissimo dopo quello show ma ci siamo fermati, ahimè, sul più bello. A quei tempi "Second Chapter" era in ottimo stato di avanzamento, avevamo programmato la sua uscita nei primi di Agosto del 2020, cosa che purtroppo non è avvenuta. Avremmo voluto dargli una degna pubblicazione, contornata da esibizioni sul palco. A Gennaio avevamo anche firmato con la Morrigan Promotion che avrebbe curato quest’aspetto. Abbiamo atteso qualche mese per poi pubblicare l’album, a fine Mazo di quest’anno. Non potevamo più attendere anche perché, come spiegato prima, siamo ancora in studio per il terzo ed ultimo capitolo della saga. Sicuramente saremo una delle ultime band a riprendere a suonare dal vivo; è impensabile per noi ricominciare con tavolini e distanziamento. La nostra musica necessita di calca e caos, ci sentiremmo pesci fuor d’acqua a suonare davanti a gente immobile e distanziata; purtroppo è così è dovremo avere un altro po' di pazienza. Come sapete I Bloodshed Walhalla sono una one-man-band, per quanto riguarda le pubblicazioni, mentre una vera e propria band dal vivo. Premesso ciò, la la direzione che stiamo prendendo, è quella di ingaggiare i ragazzi che mi seguono sulla strada, anche in studio. È un passo importante che necessita riflessione da parte di tutti; ci tengo troppo a questo progetto e non voglio rovinare il "giocattolo che ho creato" con fatica. Loro sono dei bravissimi ragazzi, oltre che ottimi musicisti; il bassista è anche mio fratello. Mi seguono in tutto ciò che propongo loro e mi danno la forza di continuare a stupire i nostri fans. Per questo non ho difficoltà ad esprimere tutto ciò che voglio trasmettere attraverso loro. Finalmente stiamo provando costantemente, continuando a crederci giorno per giorno. Avanti così, allora! 

 

AAM: Ora che la situazione di sta “sbloccando”, vi state già organizzando per qualche concerto?

 

Drakhen: Siamo ritornati in sala prove nei primi di Maggio di quest’anno, dopo quasi otto mesi di digiuno totale. Penso che ci vorrà qualche mese per rimettere la band in carreggiata, comunque per poter organizzare qualcosa di decente per noi, bisognerà aspettare aperture più significative. Qualcuno, con le restrizioni vigenti, si sta già esibendo in pubblico, sinceramente, suonare Viking Metal con tavolini e distanziamento non fa per noi. Si spera che con il nuovo anno questa mledetta pandemia ci avrà lasciato definitivamente, dandoci la possibilità di ritornare alla normalità che ci meritiamo.

 

AAM: Parlando del futuro: cosa ci puoi svelare delle tue idee o “progetti in cantiere”?

 

Drakhen: Come detto prima, sono in studio (nel mio Firesword Studio che ho allestito già tempo fa), ormai costantemente, per preparare l’ultimo capitolo della trilogia sul Ragnarok. Nell’immediato futuro, "grossi stravolgimenti" non ce ne saranno. Il terzo capitolo sarà l’apoteosi finale per quella che, per me, è stata una cavalcata trionfale in questo mondo un po’ bastardo. Essere intervistato da voi o recensito ovunque, per me è una vittoria che non mi sarei mai immaginato. "Con niente" sto realizzando i miei sogni e, fortunatamente, sono circondato da belle persone che mi vogliono un mondo di bene, vedi: i componenti della band, Daniele della Hellbones Records, Fabrizio (alias Mister Folk) , Ivan della Morrigan Promotion. Quello che ho fatto e che continuerò a fare con I Bloodshed Walhalla, lo devo e lo dedicherò sempre a tutti coloro che mi danno forza, mi incitano e mi contattano costantemente; non siamo nessuno, ma c'è qualcuno che mi fa sentire davvero importante. 

 

AAM: Grazie per il tempo dedicatoci! Ti lasciamo la parola per i saluti e qualche riflessione finale.

 

Drakhen:Immensamente grazie per questa bella chiacchierata. La nostra musica è disponibile ovunque su: web, social, digital store, ecc.. Su bandcamp abbiamo anche una pagina dove poter supportare le nostre fatiche.

Ora vorrei solamente augurare a tutti i vostri lettori un pronto ritorno alla normalità ed alla vita di tutti i giorni che tanto amiamo. Vi auguro il meglio.

 

Ultima modifica il Lunedì, 12 Luglio 2021 00:49
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