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27 Nov

Alex Staropoli e Roby De Micheli dei Rhapsody of Fire si raccontano sulla nostra webzine In evidenza

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Abbiamo incontrato Alex Staropoli e Roby De Micheli, tastierista e chitarrista dei Rhapsody of Fire, per una chiacchierata amichevole subito dopo l’uscita del nuovo album “Glory for salvation”.

 

AAM: Ciao e grazie di essere qui con noi di allaroundmetal.com; è sempre un piacere ospitare un gruppo che ha fatto la storia della musica metal e, da vostro fan sin dagli albori, confesso anche una certa emozione. Come si sono evoluti i Rhapsody of Fire dal mitico “Legendary tales” ad oggi? Ne sono successe proprio tante da allora….

RoF: (Alex Staropoli) Tra gli obiettivi principali di questa band hanno sempre avuto la priorità il creare brani originali, il connettere i vari dischi con una storia ed un filo conduttore, curare gli aspetti grafici e sviluppare l’immaginario epico e fantasy. L’evoluzione principale direi sia derivata dai cambi di formazione (haha!), per il resto, la passione per la musica, un certo tipo di sonorità e la totale devozione ai nostri fans, sono rimaste le stesse.

 

AAM: Guardando al passato, se si potesse ritornare indietro, c’è qualcosa che non rifareste o che fareste in maniera differente?

RoF: (Alex Staropoli) Musicalmente no, ciò che è stato fatto è stato fatto e ci possiamo ritenere estremamente soddisfatti di tutto. Probabilmente in passato avremmo tutti potuto essere più cauti e meno impulsivi con certe scelte di “business”.

 

AAM: Veniamo a “Glory for salvation”; un disco mastodontico di oltre un’ora e ben 13 pezzi (un po’ come il suo predecessore), chi si è occupato del songwriting e dei testi? Insomma come avviene nel 2021 il processo di preparazione di un disco dei Rhapsody of Fire?

RoF: (Alex Staropoli) In genere parto a scrivere dei brani da zero in base a delle idee, indicazioni e ispirazioni che scrivo e tengo da parte. Ovviamente, da sempre, scrivo per la batteria, basso, arrangiamenti, melodie vocali e tutto quello che serve per avere una prima versione di un brano. In queste ultime produzioni il demo è in pratica il disco quasi al completo. Poi ovviamente in fase di registrazione ognuno lavorerà e registrerà le proprie parti e darà valore aggiunto con le caratteristiche e le qualità di ognuno. In altri casi, assieme a Roby analizziamo tutto il materiale chitarristico (riff di chitarra, assoli, etc.). Dopo un’attenta analisi scegliamo le parti migliori. Molto spesso un solido riff di chitarra mi ispira a comporre il brano per intero o orchestrazioni particolari. Giacomo ha curato tutti i testi ed ha fatto un lavoro superlativo di cui sono molto soddisfatto. Preferisco curare in prima persona tutti i vari aspetti della composizione degli arrangiamenti, della registrazione di ogni strumento, fino al mix, che non eseguo ma che seguo passo passo. Tutto ciò non per ego o controllo, ma per totale passione, dedizione e responsabilità.

 

AAM: A proposito del processo compositivo di questo disco, è stato un qualcosa di fluido che è venuto naturale, oppure ci sono state delle parti più “impegnative” che vi hanno fatto lavorare più delle altre?

RoF: (Alex Staropoli) L’intero processo è stato super fluido e naturale e penso si senta in entrambi gli ultimi due dischi. Non considero parti “impegnative” come un problema, ma come una naturale parte del processo di qualsiasi lavoro. Quando fai ciò che ti piace l’impegno e la passione dissolvono qualsiasi problema o ostacolo, e vai avanti.

 

AAM: A proposito dei testi, c’è un concept che li lega fra loro o no? Di cosa trattano?

RoF: (Roby De Micheli) Glory For Salvation è il secondo capitolo della Nephilim Empire Saga, quindi non solo i testi di questo disco ma anche il precedente ed il prossimo racconteranno le gesta di Kreel, l’eroe di questa Saga che ha affrontato varie prove nel primo disco e che ora si appresta ad aprire gli occhi e a capire contro chi sta combattendo.

 

AAM: State sempre più insistendo su testi nella nostra lingua. A quando un intero disco in italiano, se mai sarà?

RoF: (Alex Staropoli) I testi in italiano sono una costante in questa band, secondo me sono un valore aggiunto all’interno di un album che verrà ascoltato ovunque nel mondo, e ne andiamo ovviamente fieri. Un intero album in italiano non penso funzionerebbe in questo genere musicale.

 

AAM: Chi ha realizzato l’artwork e quale legame ha con i testi?

RoF: (Alex Staropoli) Alex Charleux ha realizzato tutte le ultime copertine dei nostri dischi e devo dire il ragazzo si distingue per talento e passione nel suo lavoro. Assieme all’amico e collega Paul Thureau, in perfetta simbiosi, creano tutta la parte grafica, garantendo dei risultati a mio modesto parere spettacolari.

(Roby De Micheli) Il legame con i testi è fortissimo, la copertina racchiude il senso di questo disco che è il fatto che qualcuno alle spalle di Kreel lo sta guidando come una marionetta e quando prenderà coscienza di questo….beh, questo lo scopriremo...

 

AAM: Il disco è registrato perfettamente, come sostanzialmente obbligatorio per un genere come il vostro, chi si è occupato della produzione e presso quali strutture avete lavorato per le registrazioni?

RoF: (Alex Staropoli) Io mi occupo di tutti gli aspetti della produzione tranne che le registrazioni della batteria e del mix. Dopo tanti anni passati in vari studi non mi trovo più bene a lavorare in presenza di persone, diciamo estranee alla band e soprattutto di pagare qualche studio e qualche tecnico per fare un lavoro che posso fare in prima persona. Possiedo la strumentazione professionale che serve per registrare tutte le voci ed i vari strumenti solisti. In questo modo posso lavorare con Giacomo, con i coristi e tutti gli eventuali ospiti in totale serenità ed autonomia. Poi se serve una sessione da fare al volo in studio, a Trieste i contatti e le amicizie non mancano. Quando registro con l’orchestra ovviamente serve uno studio ed un equipaggiamento adeguato, ed in quei casi mi affido a strutture e studi che conosco bene e di cui mi fido. Anche gli altri ragazzi della band possiedono la strumentazione adeguata, sono tutti autonomi per le fasi di registrazione ed ognuno può registrare e registrarsi in uno spazio confortevole e rilassato. Meglio che in qualsiasi studio. Ovviamente c’è un lavoro di pianificazione da fare a monte, come già dicevo in precedenza, affinché tutto alla fine si incastri a dovere. A questo proposito c’è da dire che il mix di Sebastian “Seeb” Levermann è sbalorditivo. Potenza, qualità e definizione sono stati portati ai massimi livelli. Seeb ha decisamente alzato l’asticella della qualità sonora e di parecchio!

 

AAM: A proposito di registrazioni, c’è qualche episodio simpatico successo in studio che ti va di raccontarci?

RoF: (Alex Staropoli) Durante il periodo dedicato alla registrazione delle voci con Giacomo gli chiesi se conoscesse un musicista bravo che suonasse la cornamusa e sorprendentemente, ne conosceva proprio uno, un ragazzo davvero professionale e talentuoso, tale Giovanni Davoli, che abitava nelle vicinanze! Quando venne in studio portò la sua cornamusa e anche il Low Whistle, che è il tipico strumento a fiato irlandese (quello che sentiamo nella colonna sonora di Braveheart per intenderci) e si offrì di suonare pure quello. Cosi gli feci registrare una melodia che avevo inizialmente scritto per il flauto barocco di “Terial the hawk”. Melodia che ho poi usato anche per il brano strumentale con il narrato di Giacomo “Eternal Snow”.

 

AAM: Ho notato un certo uso di strumenti più vicini al folk metal, non è che vi state trasformando in qualcosa di differente? Oppure è semplicemente l’esigenza di alcuni singoli pezzi?

RoF: (Alex Staropoli) Gli strumenti folk, barocchi, medievali e celtici sono sempre stati presenti sin dagli inizi, ed è con grande soddisfazione che mi piace creare dei brani in cui siano ben presenti questi elementi, ovviamente suonati con strumenti originali e da musicisti talentuosi, come mio fratello Manuel Staropoli, sempre presente come ospite fisso in ogni disco, dal 1997 ad oggi. Associare le cornamuse, l’arpa celtica, i flauti ed altri strumenti solisti a corda, all’energia della musica metal mi dà parecchia soddisfazione sia a livello compositivo che sonoro.

 

AAM: Sostanzialmente in ogni vostro disco c’è una suite di oltre 10 minuti; questa volta c’è “Abyss of pain II”. Quale legame ha con la prima “Abyss of pain” che era solamente la breve intro del precedente disco? Ci troviamo cioè davanti a due pezzi completamente differenti e dalla funzione sostanzialmente opposta, come mai lo stesso titolo?

RoF: (Roby De Micheli) L’Abyss of pain è il luogo in cui inizia la storia, una specie di inferno per le anime corrotte, ed è il luogo dove, ad un certo punto, il Nephilim rispedisce Kreel… in quel luogo c’è sofferenza, c’è rabbia e desiderio di scappare. “Abyss of Pain II” racchiude perfettamente tutto questo.

 

AAM: Nuovo disco e nuovo batterista. Ci presentate Paolo Marchesich e vi va di raccontarci a cosa è dovuto l’addio di Manuel Lotter?

RoF: (Alex Staropoli) Manu ha deciso di proseguire e di concentrarsi sulla sua carriera in ambito grafico, ha molto talento nel campo e trovo la sua scelta sensata. All’interno di qualsiasi band si possono creare situazioni non sempre idilliache e alle volte a livello personale si va d’accordo ma non come si dovrebbe. Paolo Marchesich lo conosco da tempo ed era uno dei candidati ad entrare nella band a suo tempo. Essendo un batterista talentuoso, un ragazzo solare e simpatico, e pure di Trieste, ho subito deciso di invitarlo ad entrare come batterista stabile. Oltretutto Paolo, Roby e Alessandro suonavano assieme in passato. Non avrei potuto fare scelta migliore.

 

AAM: Ormai siete una formazione interamente italiana, potrei anzi dire che, a parte l’emiliano Giacomo Voli, siete tutti triestini. Quanto è importante potersi incontrare, volendo anche quotidianamente, per la vostra musica?

RoF: (Alex Staropoli) In genere noi ci incontriamo tutti assieme come band per suonare in sala prove prima di un tour o quando dobbiamo realizzare un videoclip, photo session o cose simili. Sarebbe bello vedersi più spesso ovviamente. Loro a Trieste lo possono fare più facilmente. Io vivendo a Londra da qualche anno non ho questa possibilità. Mi sposto quindi solo in caso di lavoro o per brevi periodi di vacanza, che amo passare in Italia sulle Dolomiti.

 

AAM: Visto il periodo così particolare appena trascorso, una domanda è sostanzialmente obbligatoria; come avete vissuto questa pandemia del covid-19 e come vedete l’immediato futuro?

RoF: (Alex Staropoli) Personalmente bene. In UK anche nei momenti di chiusura totale si poteva comunque uscire per fare attività sportiva, andare al supermercato, etc. ed avendo un giardino ho sempre potuto stare tranquillamente all’aria aperta. C’è da dire che, dopo essere rientrato a casa, dopo aver interrotto il tour Europeo, mi sono messo al lavoro per completare il nuovo disco, cosa che era in programma e che avrei fatto comunque. Io a casa, nel mio studio, sto benissimo. Io sto in “lockdown-isolamento” da una vita, ci sono abituato. Sono in pace con me stesso e non ho bisogno di socialità, spesso futile, per stare bene, anzi. Preferisco sedermi in giardino al sole ed osservare quanto la natura sia meravigliosa, dar da mangiare ai 7 scoiattoli che si alternano e che vengono a chiedere cibo incessantemente e ad un paio di volpi che ogni tanto mi fanno visita.

 

AAM: A proposito di futuro. Avete già programmato qualche data live e potete svelarci qualcosa al riguardo?

RoF: (Alex Staropoli) Ovviamente non vediamo l’ora di ritrovarci in sala prove per provare tutta la nuovissima scaletta e partire per questo tour nei primi mesi del 2022 che prevede ben 30 date! Sicuramente suoneremo alcuni brani nuovi. Nell’ultimo tour abbiamo suonato tutto “The Eighth Mountain” e la risposta dei fans è stata incredibile considerando non sia una scelta cosi comune. Questo ci dà fiducia sul fatto che i nostri fans sono molto ricettivi ed apprezzano il lavoro che stiamo facendo.

 

AAM: Credo di essermi dilungato anche troppo approfittando della tua pazienza. Concludo, come consuetudine, ringraziandovi per la disponibilità e lasciando uno spazio a vostra disposizione per un messaggio ai fans dei Rhapsody of Fire ed in genere ai lettori di allaroundmetal.com

RoF: (Alex Staropoli) Speriamo di rivederci tutti al più presto ai nostri concerti per celebrare l’inizio di un nuovo periodo, con rinnovata fiducia nel futuro e tanta voglia di musica! A presto!

Ultima modifica il Sabato, 27 Novembre 2021 14:31
Ninni Cangiano

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