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17 Giu

Intervista con Luca Albarella: ideatore e cantante della band Shake Me In evidenza

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Dopo aver recensito il nuovo lavoro dei Shake Me intitolato “Lullaby For Demons” (voto 4/5) abbiamo deciso con Luca, fondatore e cantante del gruppo, di approfondire il discorso sul disco e sul mondo della musica in generale aggiungendo qualche elemento esterno sulla vita.

C)                 Ciao Luca, benvenuto sulle pagine di www.allaroundmetal.com. Se sei d’accordo partirei subito con le domande.

CI)               Non aspettavo altro che finire fra le grinfie di un caro amico oltre ad essere ex collega di AllAroundMetal; speriamo non ci siano domande pericolose, sai che sono particolarmente a mio agio nei casini XD!!

C)                 Prima di tutto ti chiedo se dobbiamo considerare Shake Me come una tua avventura solista nella quale hai coinvolto amici e/o turnisti, oppure dobbiamo vederla come una vera e propria band?

CI)               Mi piacerebbe risponderti senza troppi indugi, che sono circa 13 anni che combatto nel portare Shake Me ad essere una band, inevitabilmente però ormai la considero una mia creatura. Questa volta però ho alzato il tiro rispetto al passato, coinvolgendo oltre a vecchi amici anche turnisti di grande spessore e curriculum. Tutto ciò sarebbe stato molto più difficile da realizzare se ci fossero state più teste pensanti. Come vedi, oneri ma anche onori.

 

C)                 Puoi ricordare a chi non ti conosce in che anno hai deciso di formare in gruppo e dietro quale spinta?

CI)               Shake Me è nato nel Dicembre del 2009, con le registrazione del primo disco. In verità qualche mese prima con il mio amico co-fondatore di allora Joe Nocerino, avevo l'idea di creare una band dal sound rock n’ roll, zero tastiere, chitarre rocciose che si allontanavano dal classico rock italiano, melodie aperte di facile presa e voce calda e potente. Erano questi gli ingredienti de “L'inquietudine” di cui tu ti occupasti naturalmente. Se dovessi guardare indietro, posso dirti con certezza che manca un lavoro ponte fra il primo disco e “Lullaby for Demons”; per motivi di varia natura ci sono stati troppi anni di pausa; ma ora sono qui con prerogative sicuramente diverse.

C)                 Quali erano i tuoi intenti e come sono cambiati nel corso degli anni?

CI)               Questa si che è una bellissima domanda. Mi sento molto diverso rispetto a qualche anno fa, se penso alle tante battaglie fatte con musicisti per portare avanti questo progetto, mi viene solo da sorridere, con nostalgia anche perchè vuol dire che gli anni sono passati. Il nuovo disco è stato molto più ragionato e pianificato anche se ho la certezza assoluta che il meglio deve ancora venire. L'intento dunque è cercare sempre di alzare l'asticella delle motivazioni, cosa che in passato avevo smarrito. Non riuscivo ad aver focus sull'obiettivo e il tutto si trascinava stancamente; ero anche scomparso dai social. Oggi è un suicidio comportarsi in questo modo, devi essere sempre visibile. Te lo dici uno che detesta i social.

 

C)                 Come mai hai scelto un titolo come “Lullaby For Demons”, ovvero ninna nanna per demoni? Li hai voluti esorcizzare, acquietare, evocare o cosa?

CI)               Sono i demoni che in un modo o nell'altro girano intorno all’universo femminile. L'album come ho dichiarato più volte parla al femminile, attraverso un caleidoscopio di emozioni. Sono i demoni che hanno accompagnato una giovane ragazza a un suicidio annunciato, oppure la morbosità oscena di una violenza domestica, scandali sessuali nella sfavillante e plasticosa cinematografia hollywoodiana. Anche la passione raccontata in alcuni pezzi è a tinte morbose e in quel caso i demoni diventano inequivocabilmente suadenti.

C)                 Sei passato dal cantato in italiano del precedente disco al cantato in inglese del nuovo. Come mai hai effettuato questa scelta? Io ho riscontrato una pronuncia da migliorare; come è stato l’approccio con la lingua inglese, ti sei trovato a tuo agio?

CI)               Mi piace il cantato italiano nei progetti rock, ma ho potuto constare con il tempo, che il cantato inglese ti porta a trovare delle soluzioni vocali che l'italiano purtroppo non può offrirti; è limitante essendo una lingua di sicuro meglio prestante al pop o al cantautorato. Riguardo la pronuncia, vedo che questa cosa ti ha particolarmente segnato visto che ci tieni ancora a rimarcarla, me ne rincresce. Scherzi a parte; l'emozione, la tensione di lavorare a pezzi inediti hanno fatto si che almeno la prima sessione di registrazione abbia risentito di questo. Mi sono accorto che in alcuni pezzi sono molto più fluido e tranquillo rispetto ad altri. Ad ogni modo se mi permetti, in Italia abbiamo grandi voci ma di sicuro se parliamo di pronuncia tolta Cristina Scabbia e pochissimi altri, non mi è capitato di ascoltare pronunce anglosassoni XD!!

C)                 Ho notato nelle canzoni uno spostamento del suono verso territori più Hard oriented nella prima fase del disco mentre nella seconda, parere personale, il gruppo è tornato verso lidi più Rock/Wave nei quali come cantato ti ho sentito più a tuo agio. Dimmi la tua opinione su queste affermazioni.

CI)               Tendenzialmente mi trovi d'accordo, ma ti assicuro che in futuro mi metterò ancora meno comodo vocalmente XD!! A parer mio, una voce deve riuscire ad esprimere tutto perchè sono proprio i limiti che nutrono il nostro ego. La consapevolezza che qualche anno fa ti mancavano tre-quattro note in alto e ora ci canti, direi non male. Poi ti immagini che due scatole cantare tutti i pezzi sulle stesse frequenze, le stesse tonalità. Spesso ho ricercato anche la “nasalità”, che per molti potrà essere considerato un difetto, per me fa parte di un processo di personalizzazione. Sai quante voci assurde che mi capita di ascoltare facendo recensioni per una webzine aor italiana? Tutte uguali, perfette, graffiate, potenti, ma non mi lasciano nulla. Punto ad essere io; che possa piacere o meno.

C)                 Come mai hai scelto di proporre come cover “Laid So Low (Tears Roll Down) ” dei Tears For Fears?

CI)               Ecco, se parliamo di stile, di eleganza e di personalità vocale, Roland Orzabal è una vera voce che può lasciare il segno nel tempo. Per quanto riguarda la canzone in se è stata scelta due anni prima dell'uscita del disco quindi non c'è stato un lavoro programmato, anche se le liriche di quel pezzo ben si sposano con le mie. Ripeto, è stata pura coincidenza. Mi piaceva il mood che Dario Crocetta riusciva a creare nei suoi provini e così mi sono convinto a portarla in studio.

C)                 Nel booklet del C.D. è scritto che i testi sono opera tua e di Katia Martorelli. Puoi dirmi qualcosa in più sul loro contenuto? Avete scritto assieme anche la musica?

CI)               Devi sapere che i pezzi erano stati scritti quasi completamente in italiano e naturalmente tutti scritti da me a parte “Alive”, di cui Dario Crocetta aveva una buona demo rimasta nel cassetto da troppi anni. Di sicuro la scelta della cover ha fatto si che poi abbia virato sul voler far riadattare i testi in inglese. Katia è una carissima amica che vive a Londra da molti anni e in quel periodo si era ritrovata temporaneamente nella nostra Salerno.Le avevo parlato del progetto di voler dare un filo conduttore al disco con elemento portante la figura della donna e Il suo entusiasmo mi colpì da subito; mi guardava con gli occhioni spalancati di una bambina che non aveva mai fatto un lavoro del genere. Accendeva la sua sigarettina, aperta una Ceres e partiva. Io mi limitavo a darle indicazioni sulla metrica, ma i testi sono tutta opera sua. Mi manca davvero tanto.

C)                 Nel disco è presente una quantità di ospiti imponente e importante. Vuoi ricordarli a chi legge? Come sei riuscito a coinvolgerli in questa avventura? Come avete lavorato? Suppongo per lo più a distanza visto anche il difficile periodo che abbiamo passato.

CI)               Ospiti ce ne sono davvero molti, alcuni sono amici come ti ho accennato, i più importanti invece li ho contattati con curiosità e incoscienza. Il primo contatto umano è stato con Portera, ci conoscemmo a Salerno e da subito capii quale pezzo poteva suonare per tocco, sensibilità e arrangiamenti. “Lascivious” è una ballad direi anche semplice nella scrittura in se ma la cornice fatta da Portera ha fatto decollare il pezzo con l'aiuto di Andrea Barone alle tastiere. Alex de Rosso mi ha colpito invece per la sua disponibilità fin dalle prime volte che parlammo a telefono. Sai com'è, leggerlo sulle vecchie riviste musicali, sapere che era un ex Dokken e poi ritrovarsi a parlare di musica come vecchi amici; emozionante. Riesco ad emozionarmi ancora e fortunatamente per le piccole cose caro Corrado; senza emozioni e sogni ogni persona ha serie difficoltà ad andare avanti nella vita. Giacomo Castellano invece si è occupato di “Savage Love” (qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=FiG7t5RU4jM) anche se gli arrangiamenti sono ad opera di Joe Nocerino. Il solo di Giacomo però vale il prezzo del biglietto, si direbbe XD!!Con lui l'approccio è sempre stato un po' più formale anche se Giacomo mi ha dimostrato fin  da subito la sua professionalità, bacchettandomi a volte, ma se bussi alla serie A, ci può e ci deve stare. Altrimenti continui a suonare con Gino il figlio del fornaio dietro l'angolo e ci si accontenta!! Mark Basile invece lo conosco da tantissimi anni tramite social anche se la prima volta per un incontro reale è stato al mio Rock in Flames, quando ospitai i DGM. Si è sempre detto di Mark, che non si sapesse se fosse più qualitativo come tastierista o come cantante. Confermo, mostruoso in entrambi i casi. In soli due giorni, le tastiere di “Alive” erano pronte. Pochi fronzoli, poche chiacchiere e tanta professionalità. Questo è Mark.

C)                 Una delle canzoni che più mi ha colpito per esecuzione e bellezza e’ stata “The Eretical” dedicata a Tiziana Cantone. Vuoi ricordare brevemente chi era e dirmi perché hai sentito il bisogno di dedicarle una canzone?

CI)               Sono contento di aver affidato questo pezzo ad Alex. Volevo chitarre rocciose e intense, tanta personalità e zero “turnismo”. Se ascolti “Lions and Lembs” di De Rosso, puoi notare che “The Heretical” sarebbe potuto finire tranquillamente in quel disco. Chi era Tiziana? Una ragazza che amava la libertà e la vita ma ebbe la sfortuna di incontrare sul suo cammino dei veri demoni che si approfittarono di lei. La sua storia è nota, basta cercare in rete. Non volevo ricordarla con una triste e scontata ballad, volevo darle forza, la stessa forza che ha avuto la sua famiglia nell'affrontare i media. Sono per la libertà sessuale, non credo ai macho come non credo alle donne di facili costumi. Evidentemente viviamo ancora nell'anno mille ma con la cattiveria evoluta dei giorni nostri. Il che è spaventoso. Ognuno di noi potrebbe finire vittima di ricatti sessuali inconsapevolmente, quindi occhi aperti ragazzi.

C)                 Visto che sei di Salerno ti chiedo come è la situazione musicale nella città? Ci sono spazi dove suonare? C’è una scena musicale oppure sono pochi quelli che suonano e ascoltano Rock e Metal?

CI)               La scena musicale salernitana era davvero tale circa venti anni fa. C'era una zona di Salerno dove il sabato sera era praticamente off limits alle persone definite, comuni. Una macchia nera decisamente estesa composta da dark, metallari e rockers che fra loro fraternizzavano. C'erano più locali e più band che proponevano musica inedita. Ora ci sono fiumi di cover band composte sempre dalle stesse persone che monopolizzano i locali. La cosa bella è che queste persone passano il tempo a fracassare i maroni al prossimo per trascinarli a serate che di artistico hanno davvero nulla. Insomma una noia assoluta, te lo dice uno che è disposto a rimetterci sempre soldi con un festival ormai fermo da cinque anni, pur di dare una mossa a ‘sta cavolo di città. Sperando che quest'anno sia quello del ritorno del Rock in Flames festival.

C)                 Ho visto che hai già effettuato diverse interviste per promuovere il disco. Quali mosse hai programmato per l’imminente futuro?

CI)               Futuro? Dopo l'esperienza fatta negli ultimi due anni non credo abbia molto senso pianificare il futuro, credo tu sia d'accordo su questo. Per me vale l'oggi e un futuro limitatamente prossimo; se pianifichi a lunga gittata resti scottato. Quindi ora continuerò il giro di interviste, piccoli live anche in streaming che dovrebbero uscire, ti ho accennato del mio festival ma cercherò di essere presente anche in acustico o ad ogni manifestazione di interesse che possa portarmi visibilità. Tutti vorrebbero programmare dei bei tour internazionali, ma al momento non mi sento mentalmente pronto per farmi fregare soldi da agenzie che ti promettono tanto e concretizzano poco. Iniziano a passare gli anni caro Corrado, tempo per farsi prendere per il culo ce n'è poco.

C)                 Vuoi ricordare a chi legge e vuole seguirti oppure vuole richiedere il disco, quali sono i tuoi canali social e come può contattarti?

CI)               Semplicissimo, ci sono i canali della GT Music comprensivi dei canali distributivi ad essa correlati e più semplicemente mi si può contattare sui social cercando Luka Shake Me. Ormai Shake Me è diventato virale e i Cinderella dovrebbero corrispondermi un bel gruzzolo per la pubblicità che negli anni gli ho fatto. Scherzi a parte; “googlate” Shake Me “lullaby for demons” e vi uscirà di tutto e di più.

C)                 Grazie mille per la pazienza con la quale hai atteso la recensione e per la cura che hai messo nel rispondere a questa lunga intervista. A te le ultime parole.

CI)               Ringrazio te caro Corrado, come avrai visto, questa volta sono io che me la sono presa comoda anche per impegni esterni al progetto Shake Me. Bisogna pur darsi da fare altrimenti le risorse per questo bell’ impiccio dove le si trova? Ragazzi, sostenete la musica inedita, non mi sto autopromuovendo, scegliete la musica inedita che vi faccia sussultare e che vi porti emozione, quella che numerosi artisti cercano di portare avanti fra mille sacrifici. Credo di aver detto anche troppo, ed è meglio che mi fermi qui. Grazie ancora a te alla famiglia All Around Metal.

Ultima modifica il Venerdì, 17 Giugno 2022 12:20
Corrado Franceschini

Oltre 50 anni di età e più di 35 anni di ascolti musicali.

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