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29 Lug

Andrew D'Cagna ci parla dei suoi Ironflame e delle sue radici italiane In evidenza

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Questa volta abbiamo incontrato Andrew D’Cagna, leader degli Ironflame, per una breve conversazione dopo l’uscita del loro nuovo album “Where madness dwells”.

 

AAM: Ciao Andrew e benvenuto su allaroundmetal.com! Per chi non vi conosce, ci presenti gli Ironflame?

I: Ciao e grazie per l'opportunità di questa intervista! Gli Ironflame sono una band Heavy Metal formatasi nel 2016. Abbiamo pubblicato quattro album da quel momento ed abbiamo avuto l'opportunità di suonare in molti grandi festival sia negli Stati Uniti che in Europa.

 

AAM: Come avviene la composizione delle canzoni degli Ironflame, nasce tutto da uno di voi oppure è un lavoro di squadra?

I: Tutta la musica e i testi degli Ironflame provengono dalla mia mente. Scrivo e registro ogni canzone nel mio studio di casa. L'unica cosa che non eseguo negli album sono gli assoli di chitarra che sono gestiti dai miei chitarristi dal vivo. Una volta che un album è finito, lo do ai membri della mia band dal vivo e impariamo le canzoni insieme in modo da poterle suonare sul palco.

 

AAM: Come nascono i testi e di cosa parlano in genere? Nasce prima il testo o prima la musica in una canzone degli Ironflame?

I: La musica viene sempre prima. I testi sono solitamente l'ultima parte del processo di scrittura delle canzoni. A volte ho un'idea di cosa voglio scrivere, a volte no. Gli ultimi tre album si sono concentrati principalmente su canzoni epiche e fantasy, con tematiche come draghi e la guerra. Ma ritengo che non si possa scrivere di queste tematiche per tanto tempo prima che si esauriscano le idee o si diventi ripetitivi.

 

AAM: Veniamo a “Where madness dwells”, quale legame c’è tra l’artwork ed i testi dell’album e chi ha realizzato il disegno?

I: Per questo album sapevo decisamente di voler scrivere canzoni che ruotassero attorno al tema della follia. Sapevo anche che la copertina dell'album doveva corrispondere a quel tema. Ho visto per la prima volta il lavoro dell'artista Mike Hoffman sull'album dei Savage Master intitolato “Myth, Magic and Steel”. Ho adorato il suo stile, quindi l'ho contattato per ottenere la licenza di uno dei suoi dipinti. Nel momento in cui ho visto questa particolare opera d'arte, ho capito che doveva essere la copertina dell'album. Si adatta perfettamente all'atmosfera dell'album, secondo me.

 

AAM: Cosa ci racconti delle sessioni di registrazione dell’album e dove si sono svolte? C’è qualche episodio simpatico che puoi raccontarci?

I: Come ho detto prima, tutta la nostra musica è registrata nel mio studio di casa a parte gli assoli di chitarra. In passato, ho fatto venire i chitarristi e registrare i loro assoli in studio. Ora hanno la loro attrezzatura di registrazione a casa, quindi mi mandano semplicemente i loro assoli finiti da mixare alle canzoni. Vorrei poterti raccontare alcune storie interessanti dallo studio, ma dato che registro sempre da solo non ci sono davvero storie da raccontare.

 

AAM: Ci sono stati dei cambiamenti nella line-up della band?

I: Ci sono state solo due modifiche alla formazione dal vivo dall'inizio (batteria e chitarra). Entrambi i cambiamenti sono avvenuti contemporaneamente e molto presto nella storia della band, entro i primi sei mesi dalla sua creazione. La formazione che abbiamo è sempre stata la stessa da allora.

 

AAM: Avete realizzato il videoclip di “Ready to strike”; perché proprio questa canzone e come mai avete scelto sostanzialmente di fare delle riprese come se si fosse ad un vostro concerto?

I: Era un po' di tempo che volevamo fare un video e questo sembrava il momento giusto. Ho scelto questa canzone in particolare perché ho sentito che era la più semplice e orecchiabile. “Ready to strike” alla fine sarà una canzone costante nel nostro live set, quindi per me è stata la scelta più ovvia. Il motivo principale per cui è finito per essere una registrazione di una nostra performance è perché era tutto ciò che, con il nostro budget, potevamo permetterci.

 

AAM: Avete in programma di realizzare un altro video per questo album e, in caso positivo, ci puoi svelare qualcosa?

I: Questo video è stato l'ultimo di tre brani che abbiamo pubblicato prima che l'album diventasse disponibile. Per le due canzoni precedenti, abbiamo realizzato un lyric video per “Kingdom of lies” e un video-visualizer per “A funeral within”. Non ci sono piani per altri video su questo album, ma speriamo di avere un budget più grande con cui lavorare per il prossimo, così da poter fare anche qualche passo avanti nella produzione dei video.

 

AAM: Hai un cognome che sembra di origine italiana; hai qualche parente nella nostra nazione?

I: Sì, il mio vero cognome è Della Cagna che è stato abbreviato in D'Cagna quando mio nonno emigrò negli Stati Uniti. Mio nonno è di Rocca di Mezzo nel centro Italia e mia nonna era di un piccolo paese della Sicilia. Ho ancora alcuni lontani cugini in Italia che ho incontrato di recente tramite i social media.

 

AAM: Se potessi scegliere, con quale band famosa ti piacerebbe andare in tour e perché?

I: Ad essere onesti, non ci sono davvero bands di fama mondiale con cui vorrei andare in tour. Ci sono gruppi come gli Iron Maiden che mi piacerebbe incontrare, ma le bands con cui voglio davvero andare in tour sono gente come gli High Spirits ed i Savage Master. Queste sono bands con cui abbiamo già suonato, quindi so che se facessimo un tour insieme sarebbe un grande divertimento.

 

AAM: A proposito di concerti, verrete in Italia prima o poi?

I: Ci piacerebbe suonare in Italia molto presto. So che abbiamo una base di fans italiana e sarebbe fantastico poterci esibire per loro. Suoneremo in un club in Svizzera alla fine di luglio, quindi ci stiamo avvicinando all'Italia come mai prima d'ora.

 

AAM: Puoi scegliere solo 3 album che hanno influenzato la tua vita, quali scegli e perché?

I: Sceglierei “Seventh son of a seventh son” degli Iron Maiden, “The hall of the mountain king” dei Savatage e “The years of decay” degli Overkill. Tutti questi album hanno avuto un enorme impatto su di me, come cantautore e come fan del Metal. Li ascolto ancora costantemente e suonano ancora freschi dopo tutti questi anni. Se mi fosse data la possibilità di includere una menzione d'onore, sarebbe sicuramente per “Painkiller” dei Judas Priest.

 

AAM: Siamo arrivati alla conclusione, grazie di essere stato qui con noi; concludiamo, come consuetudine, lasciando uno spazio per un saluto finale degli Ironflame ai lettori di allaroundmetal.com ed ai vostri fans.

I: Grazie mille a tutti di allaroundmetal.com per questa opportunità ed a tutti coloro che hanno dedicato parte del loro tempo a leggere le mie parole. Head bang forever!

Ultima modifica il Venerdì, 29 Luglio 2022 13:53
Ninni Cangiano

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