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25 Set

Alex Mele dei Kaledon ci racconta gli sviluppi della "Legend of the forgotten reign" In evidenza

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All’indomani dell’uscita di "Legend of the forgotten reign - Chapter VII Evil awakens", nuovo album dei Kaledon, allaroundmetal.com ha incontrato il chitarrista e leader Alex Mele che ha raccontato qualche dettaglio sul disco e sulla saga che da sempre contraddistingue i testi della band.

 

AAM: Ciao Alex e grazie di essere ancora qui con noi. E’ uscito il settimo capitolo della tua saga “Legend of the forgotten reign”, ma non era finita con il sesto capitolo? Cosa ci dobbiamo aspettare adesso, per usare il titolo di una tua canzone “The story comes to an end?”

K: Ciao Ninni, parlare con te è sempre molto stimolante. Si, la saga era finita col sesto capitolo ma poi in piena pandemia non c’era niente da fare e quindi ho scritto il seguito, conscio del fatto che adesso sequel, prequel e spin off vanno molto di moda. :-)

 

AAM: Ci racconti più approfonditamente di cosa tratta questo settimo capitolo della saga?

K: Beh, diciamo che per farti un super riassunto, racconto della storia di Mozul che in realtà non era morto alla fine di chapter 6! Quello mandato in battaglia era un suo clone e quindi tutti lo credevano morto. Siccome invece non era così, la malvagia creatura aveva creato nel frattempo un nuovo esercito di non morti per distruggere nuovamente il regno di Kaledon.

 

AAM: Avevate iniziato a trattare nei vostri dischi i personaggi principali della saga, prima Altor il fabbro, poi le due figure di Antillius e Carnagus, il Re della luce e l’Imperatore dell’oscurità ed ora? La saga obiettivamente potrebbe dare spunto a tanti altri dischi incentrati sui vari protagonisti, pensi ci sarà spazio per qualcun altro in futuro ed, in caso affermativo, hai già pensato a chi?

K: Dunque, volendo fare dischi potrei scriverne altri 50! Il problema è se ne vale la pena o no. L’effort richiesto per realizzare un album è davvero tanto e visto che oggi come oggi nessuno compra più nulla e ne usufruisce in maniera più o meno gratuita solo in streaming, direi che non so quanto mi vada di farlo! Eheheheh…

 

AAM: Questa volta sono passati ben 5 anni tra un disco e l’altro; per il prossimo dobbiamo aspettarci un’altra pausa così lunga?

K: Come dicevo prima, ormai si fa un album solo per il gusto di farlo! Quindi non saprei davvero rispondere a questa domanda. Potrebbe passare 1 anno come altri 5 o di più. Servirebbe un bel reset al mercato discografico per rivitalizzare tutto.

 

AAM: Avete realizzato due singoli con relativi video per due delle migliori canzoni del disco: “The eye of the storm” e “The dawn of dawns”; cosa ci racconti al riguardo?

K: In fase di mix del disco era chiaro da subito che quei due brani sarebbero stati i singoli, quindi ci siamo rivolti ai ragazzi di Kinorama per parlare della tipologia di video da fare. Grazie a loro siamo riusciti a fare due ottimi video e sono molto soddisfatto del risultato.

 

AAM: Ci puoi anticipare se ci sarà un terzo video ed un terzo singolo ed, in caso affermativo, puoi svelarci qualcosa?

K: Beh, c’è stato il lyric video di “The Story Comes To An End?”, quindi suppongo che non ci siano altri video.

 
 

AAM: Per la prima volta (se non erro) avete anche girato un “Making of”, in particolare la registrazione delle parti di Nicoletta Rosellini in “The story come to an end”, con Paolo Campitelli severissimo nelle registrazioni. Come mai avete fatto questa scelta e ce ne dobbiamo attendere altre in futuro?

K: In realtà il primo making of è stato realizzato per Chapter 3 ed è disponibile su youtube! Abbiamo fatto un altro piccolo making of per questo album e lo rilasceremo nei prossimi giorni. A me è sempre piaciuto vedere i making of degli altri, quindi ho semplicemente pensato di farne alcuni simili per noi.

 

AAM: Il sound è davvero duro e cattivo; hai usato quella famosa corda in più sulla chitarra per renderlo più cupo?

K: ehehehh si! Sia Carnagus che questo nuovo album sono realizzati praticamente solo con chitarre a 7 corde, per giunta scordate per avere una resa finale ancora più piena di bassi.

 

AAM: I Kaledon odierni si avvicinano anche al thrash, sarà così anche in futuro, oppure tornerete su sonorità più melodiche per il prossimo disco?

K: Questa domanda me l’hanno fatta in molti, ma onestamente non so rispondere! Quando scrivo un disco sono molto spontaneo e diretto. La cosa ovvia è che se imbraccio una chitarra a 7 corde i riff che usciranno saranno per forza più “pesanti”. Dovrei decidere a tavolino di fare un disco vecchio tipo e quindi dovrei escludere a priori la 7 corde! A quel punto dalle mie mani uscirebbero in automatico brani vecchio tipo! Non escludo nulla ecco.

 

AAM: Anche questa volta è stato James Mills degli Hostile ad occuparsi delle parti vocali più estreme che possiamo considerare ormai un vostro ospite fisso; a quando Alex Mele ospite degli Hostile?

K: Se mi invitassero, sarei ben lieto di prendere parte alle registrazioni di un loro album!

 

AAM: Molti di voi sono impegnati in altri progetti, tu con il tuo solista e gli altri con le loro varie altre bands. Come riuscite ad incastrare il tempo necessario ai Kaledon?

K: Diciamo che al momento io sono l’unico non impegnato su altri fronti! Il mio progetto solista è stata una parentesi gradevole, ma assolutamente isolata. Per quanto riguarda gli altri… beh, sono tutti molto impegnati e quindi è molto complesso trovare tempo per i Kaledon! Infatti, al momento, non è previsto nessun concerto.

 

AAM: Proprio parlando di tempo, passiamo all’argomento live. Avete in programma qualche data per promuovere il nuovo disco ed, in caso affermativo, cosa ci puoi svelare?

K: Il desiderio di suonare dal vivo (almeno da parte mia) è molto forte, ma al momento è davvero difficile, specialmente perché Michele è super impegnato con altre band praticamente tutto l’anno. Vedremo cosa riserva il futuro…

 

AAM: Se non erro, è la prima copertina che vi viene disegnata da Oleg Shcherbakov, come siete entrati in contatto con questo artista e cosa rappresenta il suo disegno?

K: Abbiamo visto altri suoi lavori e ci è piaciuto davvero tanto il suo modo di lavorare. La cover rappresenta la rinascita di Mozul e la conseguente nuova distruzione del regno di Kaledon.

 

AAM: Primo disco con la Beyond The Storm Productions, etichetta di cui si sa poco (non ha nemmeno un sito internet o una pagina social); come mai avete scelto loro per il vostro nuovo disco?

K: Loro sono una costola di Inner Wound Records che, a sua volta, è una costola di Ulterium Records! Ci siamo trovati subito d’accordo con il label manager Emil Westerdahl e abbiamo siglato un accordo per questo disco. Credo sia in assoluto il miglior label manager che abbiamo mai avuto nella nostra carriera.

 

AAM: Credo di esserci dilungati anche fin troppo… ti ringrazio per la tua disponibilità e ti lascio, come consuetudine, uno spazio conclusivo a tua completa disposizione per aggiungere un tuo messaggio ai fans dei Kaledon ed ai lettori di allaroundmetal.com

K: Beh che dire, spero che il nuovo album sia di vostro gradimento e spero anche di vedervi in giro non appena riusciremo a suonare in qualche data.  Per adesso è tutto, ti ringrazio molto per lo spazio che ogni volta mi dedichi. Ciao

Ultima modifica il Domenica, 25 Settembre 2022 09:30
Ninni Cangiano

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