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03 Nov

Tony "Mad" Fontò e gli inossidabili White Skull In evidenza

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Come consuetudine ad ogni loro album, abbiamo avuto il piacere di farci una chiacchierata con Tony “Mad” Fontò, chitarrista e leader dei White Skull, pochi giorni dopo l’uscita di “Metal never rusts”. Ecco cosa ci ha raccontato.

 

AAM: Ciao Tony e grazie per essere qui con noi di allaroundmetal.com, oramai è una tradizione incontrarci dopo l’uscita di un vostro disco! Partiamo subito con il nuovo album, perché un titolo come “Metal never rusts”?

WS: Ciao Ninni, sempre un piacere ritrovarti. Il titolo è semplice siamo come l’acciaio inossidabile, cioè un Metallo che non arrugginisce mai. L’album parla della nostra storia e dopo 34 anni siamo ancora qui a far Metal senza compromessi, abbiamo goduto dei nostri successi, abbiamo preso schiaffi in faccia, ma siamo sempre qui con la nostra passione e con il nostro credo.

 

AAM: C’è un legame fra il titolo dell’album e l’artwork? E chi si è occupato della sua realizzazione?

WS: L’idea della copertina è stata elaborata da me e Federica, certo che c’è un nesso, come in ogni cosa che facciamo. Abbiamo deciso di rappresentare tante cose di noi nella copertina, a partire dalla nostra Sister che, guerriera, sorregge il nostro scudo. Cercare i dettagli all’interno della copertina e dargli un senso sarà compito di chi vuole approfondire, tutte le cose che abbiamo messo in copertina, anche se appartenenti al passato, non sono arrugginite, come non siamo arrugginiti noi con gli anni, possiamo invecchiare ma non arrugginire.

 

AAM: Finalmente un disco di power metal senza inutili intro… personalmente non le sopporto più, tu che ne pensi di questa usanza di molti gruppi di ficcare per forza queste intro?

WS: Ti dirò a me l’intro come idea di apertura di un disco mi piace, se è ben fatto e non troppo lungo crea quella giusta tensione per introdurre il primo brano, ma questo andava bene quando si consumavano solo i Cd, oggigiorno la musica si ascolta sulle piattaforme e tante volte le songs non vengono nemmeno ascoltate in sequenza. Alexandros aveva preparato l’intro, un mese e mezzo di lavoro, ma la produzione ha preferito aprire l’album senza, quindi lo useremo in sede live.

 

AAM: Ho trovato l’album bello tosto e compatto, ma c’è un pezzo che ho trovato un po’ avulso dal vostro solito sound; mi riferisco a “Black ship”, dall’incedere quasi piratesco, alla Running Wild per capirci. Cosa ne pensi al riguardo?

WS: Quando abbiamo scritto quel pezzo non sapevamo quale sarebbe stato il suo titolo e di cosa avrebbe parlato, quindi non lo associo ai Running Wild, ma poi con la stesura dei testi il bravo Alexandros crea degli arrangiamenti su misura e volutamente, visto il tema trattato, ha dato questa piega piratesca, che forse ricorda i RW ma anche gli inglesi Alestorm.

 

AAM: Avete registrato con Chris Boltendahl, cosa ci racconti dei momenti in studio e come ci si trova a lavorare con un mostro sacro del metal mondiale come lui?

WS: Con Chris è sempre un piacere collaborare, ma questa volta la tecnologia ci è venuta in aiuto, Chris ha cantato direttamente dal suo studio. Tutto l’album è stato registrato da me e per registrare abbiamo usato i locali della scuola di chitarra di Valentino. Man mano che le varie take erano pronte spedivo tutto a Chris che controllava tutto e iniziava a creare i suoni per il mix. Durante queste fasi Chris ci chiese se lo volevamo come ospite nel nostro album, in segno della nostra lunga amicizia, come ai tempi di Tales from the North. Abbiamo felicemente accettato e gli abbiamo proposto una serie di brani sui quali avrebbe potuto cantare in basi alle tematiche dei testi, lui ha scelto Scary Quiet.

 

AAM: Finora avete registrato solo un video per il pezzo “Skull in the closet”; la trama del video è molto particolare, ce ne parli un po’? Chi ne ha avuto l’idea, dove l’avete girato, ecc.

WS: Skull in The Closet parla dei nostri scheletri nell’armadio, l’idea del video è nata tra mille risate a tutti noi e avremmo voluto mettere altre mille cose al suo interno. La storia narra di un fantomatico Mr X, ti lasciamo immaginare chi può essere, il quale conosce tutti i nostri segreti, ci viene a rapire nella nostra vita normale per poi proiettarci all’interno del suo universo chiuso dentro un armadio e farci suonare per il resto della vita solo per lui.

 

AAM: Avete in programma di girare altri video per promuovere l’album ed, in caso affermativo, cosa ci puoi rivelare al riguardo?

WS: Sono stati pubblicati altri 3 video lyrics, e sono già pubblicati, Metal never Rusts e Hammer on thin Ice non hanno una storia, sono solo lyrics con immagini prese dal Cd, mentre Ad Maiora Semper è pieno di immagini scelte da noi contenente gli ex membri della band e non solo, Ad Maiora è il nostro augurio per loro. Non credo al momento registreremo altri video ma non si può mai sapere…

 

AAM: E’ il primo disco con Valentino Francavilla che ha preso il posto di Danilo Bar. Ci presenti il nuovo chitarrista e cosa ci dici di Danilo, avete ancora contatti con lui?

WS: Assolutamente si, Valentino Francavilla è un giovanissimo e talentuoso chitarrista veneto, conosceva ed ascoltava già gli Skulls prima della sua entrata nel gruppo; poco prima di entrare nella band aveva pubblicato un suo album solista “Heavy Chains” come Valentino Francavilla, le sue radici affondano nei Riot e nel power tedesco di fine anni ’80 (Helloween e Gamma Ray), ma nonostante la sua giovane età, proprio per i suoi gusti e per i suoi ascolti si è integrato fin da subito con noi, partecipando attivamente e da subito alla composizione di MNR, mi trovo molto bene a lavorare con lui, c’è stata sintonia fin da principio.

Danilo… Con lui siamo rimasti molto amici e ci sentiamo regolarmente, le strade musicali si son divise ma non l’amicizia, quella resta.

 

AAM: Molti gruppi registrano continuamente dischi live, mentre voi in quasi 35 anni di carriera non l’avete mai fatto, come mai? Avremo mai un live album o magari un dvd dei White Skull?

WS: Parto con dirti che, allo stato attuale, delle cose forse un live ai giorni nostri ha perso di valore, se non per le big bands. In passato ci abbiamo pensato e provato, ma i costi di realizzazione erano elevati e la richiesta molto bassa, forse a livello collezionistico, quindi perché investire migliaia di euro per un live fatto bene e ritrovarti a venderlo solo nel merch? Venite a vedere i concerti e vi resta molto di più. Non ti nascondo che delle registrazioni audio live ci sono, ma non sono mai state utilizzate, erano state realizzate in visione di registrare un live dvd ma i costi, come ti dicevo prima, sono elevati e richiesta bassa, e poi su youtube trovi di tutto. In futuro? Non so, per il momento non è nei nostri piani, ma non lo era neanche il libro, ma grazie a Marco Donè è stato realizzato, quindi vedremo cosa fare strada facendo.

 

AAM: A proposito di live. Dopo la meravigliosa serata al Castello di Gradara (https://www.allaroundmetal.com/live-concerts/item/26203-the-metal-fortress-03-09-2022-castello-di-gradara-pu), so che avete in programma un release-show a Milano e poi? Avete in programma altre date live?

WS: Gradara, davvero un bel concerto e location memorabile, tra l’altro è stato un vero piacere incontrarti. Il release party sarà a Milano al Legend il 18 Novembre e vi aspettiamo numerosi, poi inizieremo a suonare altre date live da gennaio 2023; suonare live è una nostra prerogativa, ci son già date fissate, ma per il momento non posso anticipare nulla.

 

AAM: Questo è il terzo album dal rientro in formazione di Federica Sister, quanto è stato importante il suo ritorno, soprattutto nelle date live?

WS: E’ stato fondamentale, siamo tutti felicissimi del suo ritorno, non era previsto, ma quando è capitato è stata una sorpresa per tutti, direi che è proprio come nella frase: “si chiude una porta e si apre un portone”, con l’uscita di Elisa De Palma si è chiusa una porta, ma con il ritorno della Sister si è aperto un portone.

 

AAM: Nell’ultimo periodo avete rilasciato un disco ogni 5 anni; non è che adesso dobbiamo aspettare il 2027 per avere il prossimo album dei White Skull?

WS: Tra il 2012 e il 2017 ce la siam presa comoda noi, perché Will of the Strong era il decimo album in carriera e volevamo qualcosa di speciale. Per questo album purtroppo la pandemia ha rallentato tutto, ma come sempre amo pensare che non tutti i mali vengono per nuocere, Valentino ha avuto il giusto tempo di integrarsi con noi, Chris ci ha contattato e alla fine ha mixato l’album e ci ha fatto avere un contratto con la ROAR. Per il prossimo vediamo, se non ci saranno intoppi, speriamo di pubblicarlo prima dei 5 anni (ah ah ah), abbiamo già delle idee e credo che presto ci metteremo all’opera.

 

AAM: Siamo arrivati alla conclusione, grazie per la pazienza. Concludiamo, come consuetudine, lasciando uno spazio a tua completa disposizione per un saluto ai fans dei White Skull ed ai lettori di allaroundmetal.com

WS: Mi hai chiesto tante cose e non saprei cosa aggiungere, lascio un ringraziamento a te e a tutti i lettori e invito tutti di tornare a vivere la musica partecipando ai live e collezionando i dischi, la musica è per sempre. Horns up and see ya’ on the road!

 

Ninni Cangiano

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