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24 Dic

Paolo Ribaldini, cantante degli Skiltron, ci parla della sua nuova band e della vita in Finlandia In evidenza

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E’ la prima volta che gli Skiltron sono con noi di allaroundmetal.com; eccovi cosa ci ha raccontato il cantante Paolo Ribaldini, mantovano trasferitosi in Finlandia.

 

AAM: Ciao Paolo, grazie di essere qui con noi di allaroundmetal.com! Sei da poco diventato il cantante degli Skiltron, ci racconti come ci sei riuscito?

Sk: Ciao e grazie per la splendida opportunità di un’intervista. In realtà sono oltre due anni da quando mi sono unito alla band, anche se gli Skiltron hanno una storia lunga quasi due decadi. Emilio, il leader e fondatore della band, vive in Finlandia come me, e tramite una conoscenza comune mi ha contattato nel Luglio 2021 – in piena pandemia – chiedendomi se fossi interessato ad ascoltare le canzoni già scritte per il nuovo album. Da lì abbiamo cominciato a conoscerci meglio e a parlare dei progetti futuri degli Skiltron, fino alla decisione di cominciare a registrare le parti vocali.

 

AAM: E’ da poco uscito il vostro nuovo album intitolato “Bruadarach”, ci sveli cosa significa questa parola e come mai l’avete scelta come titolo del disco?

Sk: “Bruadarach”, titolo scelto da Emilio, è una parola in Gaelico Scozzese che significa “visionario, sognatore”, da intendersi come qualcuno che coltiva un sogno. Ti rivelo che c’era anche una seconda idea candidata per il nome dell’album, e ovviamente non ti dico quale fosse… ma alla fine Emilio ha scelto “Bruadarach” e penso sia la scelta migliore: è una parola carica di significato ma anche originale, misteriosa ed evocativa, perché non la si sente tutti i giorni.

 

AAM: Chi ha realizzato la copertina dell’album e quale legame ha con esso, se lo ha?

Sk: si tratta di Aldo Requena, in arte Valgorth, un artista Argentino che realizza diverse copertine di album e lavori collegati con mitologia, fantasy ed occulto. Ti consiglio di cercarlo su Google ed apprezzare il suo talento, perché alcuni suoi lavori sono davvero personali. Dopo averti messo a parte del significato del titolo, penso che anche la copertina dell’album sia abbastanza chiara da interpretare. Ovviamente il “lore” su cui gli Skiltron si basano ruota attorno alla storia, alla cultura ed alle leggende della Scozia, da qui l’identità del personaggio ritratto. C’è anche un riferimento non troppo nascosto al sognare e vedere come “spingersi oltre”, in questo caso il personaggio in copertina sta guardando verso l’orizzonte, dietro il quale si nascondono sfide ed ignoto, ma anche speranze e possibilità. Possiamo tutti immaginarci come l’eroe solitario della copertina, sicuramente già passato attraverso innumerevoli intemperie e peripezie, ma sempre con lo sguardo alto ed il coraggio di intraprendere nuove avventure.

 

AAM: Cosa ci racconti del processo compositivo all’interno degli Skiltron? E’ un lavoro di squadra oppure è solo Emilio ad occuparsene?

Sk: le canzoni sono interamente il risultato del lavoro di Emilio. È lui che ha formato la band quasi vent’anni fa, e la band è principalmente il suo medium di espressione artistica e riflette i suoi gusti musicali. Ciò non toglie che tutti siamo liberi di dare la nostra opinione, e proporre idee o anche canzoni intere, ma poi giustamente c’è una persona sola – Emilio appunto – che decide cosa si addica al progetto e cosa meno. Fa bene alla band che ci sia uno che tiene in mano le fila del progetto musicale.

 

AAM: Di cosa parlano i testi e chi si occupa della loro stesura?

Sk: come già detto, i testi spaziano all’interno del macro-argomento “Scozia”. La storia, la cultura, i grandi personaggi, le leggende, i poemi, e tutto ciò che si collega a questo magnifico Paese, sono il patrimonio a cui attingere per i testi della band. Spesso comunque ci sono anche degli argomenti o messaggi più generali, archetipici se vuoi, connessi con superare le difficoltà e diventare più forti invece che darsi per vinti. In un certo senso siamo una band molto “uplifting”… Nell’ultimo album Emilio si è occupato dei testi, anche se due brani – “Proud To Defend” e “This Battle Is My Own” – sono stati scritti a quattro mani con il cantante che mi ha preceduto, il bravissimo Martin McManus.

 

AAM: Per gli Skiltron nasce prima il testo o quest’ultimo viene adattato alle musiche?

Sk: non c’è una regola fissa, anche se generalmente c’è una certa priorità sulla musica. In ogni caso spesso una cosa non può esistere senza l’altra, magari c’è una frase “topica” e memorabile che ispira la composizione di un brano intero, ed il resto del testo arriva successivamente.

 

AAM: Siete sparsi tra Finlandia, Francia e Spagna; come fate a ritrovarvi con queste distanze? Ed a proposito, come sei finito da Mantova ad Helsinki?

Sk: beh non è facile, ovviamente Emilio è diventato un maestro di logistica e riesce sempre a trovare una soluzione per farci volare tutti alla giusta destinazione. Talvolta è anche difficile conciliare la vita lavorativa e personale di ognuno con gli impegni della band, ma facciamo del nostro meglio e finora ne siamo usciti alla grande. Dopotutto la voglia di suonare questa musica è troppo forte per resisterle! Mi sono trasferito a Helsinki molti anni fa per cominciare un dottorato in Musicologia riguardo alla musica metal (guarda un po’!) e poi sono rimasto qui. In realtà sarei dovuto finire in Svezia, ma un po’ per caso e un po’ per guazzabugli burocratici mi sono ritrovato in Finlandia e non rimpiango per nulla come la mia vita si è evoluta, benché sia certo che sarei stato altrettanto felice e grato alle circostanze anche in Svezia.

 

AAM: Dove avete registrato il disco? C’è qualche episodio simpatico che ti va di raccontarci accaduto durante le registrazioni?

Sk: per la maggior parte le registrazioni sono state un lavoro “casalingo”. Il nostro batterista Joonas dispone di uno spazio in cui registrare tracce di batteria di ottima qualità, quindi il problema che affligge la maggior parte delle band che non usano la batteria suonata col MIDI con noi non si pone. Le voci hanno richiesto un lavoro separato e sono state l’ultima parte registrata. Siamo andati nello studio di Jonne Järvelä dei Korpiklaani, che è amico di Emilio e ci ha dato un aiuto enorme. Ti posso dire che ho avuto modo di conoscere Jonne un po’ più a fondo, ed è un uomo straordinario ed estremamente affabile e generoso, un’anima di altri tempi.

 

AAM: Realizzerete qualche video per promuovere l’album ed, in caso affermativo, cosa puoi svelarci al riguardo?

Sk: al momento non abbiamo in programma di realizzare dei video ulteriori, ma anche questa è una possibilità da non escludere. Penso sarebbe possibile farlo con delle riprese dai prossimi concerti, ma tutto dipende sempre dalle venue e dai festival.

 

AAM: Argomento live. Suonare in Finlandia è così complicato come in Italia? Oppure la scena è più attiva che da noi?

Sk: dipende sempre da cosa intendi per “complicato”. Io per esempio vengo da una zona, la Bassa Pianura Padana, in cui la cultura rock e metal ha un suo corposo bacino di ascoltatori. In Finlandia c’è stato un boom della scena metal una ventina di anni fa, quando era un genere davvero vicino all’essere mainstream. Ora anche di quei tempi è rimasto poco, sono emerse altre preferenze e la musica heavy è ritornata ad essere di nicchia, anche se non quanto in Italia. In realtà l’argomento è molto complesso e servirebbero anni per sviscerarlo. Quel che mi sento di dire è che tante volte i musicisti Italiani si tirano anche un po’ la zappa sui piedi, c’è poca condivisione e quindi poca coesione. In Finlandia ancora chi suona rock o metal riesce a sentirsi parte di una comunità, e anche se la competizione è infuocata ed il livello delle band molto alto, che si traduce in maggiori difficoltà a farsi spazio, alla fine ci si prova a dare una mano. Credo che potrebbe succedere tranquillamente anche in Italia, dove ci sono musicisti eccezionali, ma è necessaria tra le tante altre cose anche una mentalità più internazionale e solidale.

 

AAM: A proposito, puoi svelarci se avete in programma di tornare in Italia a suonare live per supportare il vostro album? Magari proprio a Mantova….

Sk: in realtà abbiamo suonato l’estate scorsa proprio in provincia di Mantova, al Pagan Fest di Gonzaga, ed al Brintaal Celtic Folk fest a Cismon del Grappa, vicino alla più celebre Bassano. Ovviamente, me la sono spassata in entrambe le occasioni. Poi figurati, mio padre è nato vicinissimo a Gonzaga, l’emozione di suonarci è difficile da descrivere. Quando stai all’estero e giri continuamente palchi stranieri è un’emozione particolare poter parlare al pubblico nella tua lingua, addirittura in dialetto. Ho fatto lo stesso in due grossi festival in Finlandia, in Finlandese ovviamente, ed anche lì è stata una sensazione strana…Al momento non posso dirti nulla di certo, ma è molto probabile che torneremo a suonare in Italia fra pochi mesi, quindi tutti pronti col piede sul gas e gli scudi levati per fare baccano!

 

AAM: Sei un po’ un nome nuovo sulla scena metal, cosa ci racconti di Paolo Ribaldini?

Sk: musicista lo sono in realtà da oltre un quarto di secolo, io sono “nato” come violinista classico e ho scoperto la musica rock solo molto tardi, negli anni dell’università. Anche al canto mi sono dedicato seriamente e con ambizioni professionali solo dopo essermi trasferito in Finlandia, quindi ho cominciato molto più tardi rispetto a chi ha fatto solo quello sin da adolescente. Il mio sogno dei vent’anni era diventare professore di filosofia e storia al liceo, ragion per cui mi sono laureato in queste materie oltre che in violino. Poi è arrivato il trasferimento in Finlandia ed è cambiato tutto. Ho trovato un ambiente che mi ha incoraggiato a diventare un musicista di professione, ho lavorato come un forsennato per tanti anni, ed ora comincio a raccogliere qualcosa di tutto quel che ho seminato. Nel 2023 mi sono tolto tante soddisfazioni e spero sia solo l’inizio!

 

AAM: A proposito, ci sarà qualche parte di violino suonata da te in un prossimo disco degli Skiltron?

Sk: onestamente credo di no. È una possibilità che abbiamo valutato, ma penso che si sovrapporrebbe troppo alla cornamusa. Io suono o suonicchio diversi strumenti musicali, ma negli Skiltron mi vedo più come cantante e frontman, sono libero di interagire col pubblico a piacere e creare atmosfera. Se suonassi su disco, poi vorrei anche replicare la stessa cosa dal vivo, ma non ne sento l’utilità. La cornamusa poi è lo strumento scozzese per antonomasia, quindi è bene che rimanga uno spazio largo per questo strumento.

 

AAM: Quali musicisti sono stati determinanti per la tua scelta di intraprendere questa carriera?

Sk: mi fai una domanda difficilissima, perché ho ascoltato davvero tanta musica. Come cantanti sicuramente devo citare Dio, Halford, Eric Adams, ma il mio preferito e quello più vicino a me è sicuramente Steve Perry dei Journey, che in Italia conoscono in pochi. Anche altri musicisti, come Ritchie Blackmore, Gary Moore e Sting, hanno avuto ed hanno tuttora un’influenza enorme su di me. Chi mi conosce da vicino sa anche quanto mi emozionino le canzoni di Paul Simon. Ma ti assicuro che i miei gusti e le influenze musicali sono un argomento per una conversazione intera a parte, che farò molto volentieri quando vorrai.

 

AAM: Se potessi scegliere una band per la quale aprire un live, chi ci indicheresti e per quale motivo?

Sk: credo che per gli Skiltron sarebbe una bella medaglia al merito ed anche realistico in questo momento suonare prima degli Amorphis o degli Ensiferum. Entrambe queste band, ormai storiche e stabilmente sui palchi principali di molti festival, sono fortemente ispirate dal folklore e dalle leggende di un Paese, in questo caso la Finlandia, proprio come gli Skiltron lo sono dalla cultura scozzese.

 

AAM: Abbiamo abusato della tua pazienza a lungo, perdonaci e grazie ancora per la disponibilità e pazienza. Concludiamo, come nostra abitudine, lasciandoti uno spazio per un tuo messaggio ai fans degli Skiltron ed ai lettori di allaroundmetal.com

Sk: figurati, è stato un grande piacere! Grazie a tutti i lettori per aver resistito fin qui! Spero di vedervi tutti ai concerti futuri degli Skiltron e ricordatevi di far girare “Bruadarach” di continuo sulle vostre app di streaming…

Ultima modifica il Domenica, 24 Dicembre 2023 09:53
Ninni Cangiano

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