A+ A A-
03 Nov

"Non serviam è ancora il nostro motto": intervista con Sakis Tolis (Rotting Christ) In evidenza

Vota questo articolo
(0 Voti)

Poche band al mondo possono contare sulla storicità e sui pochi passi falsi che la creatura di Sakis Tolis, i Rotting Christ, ha compiuto durante l'arco della sua carriera. Mai soddisfatto della sua musica, in continuo mutamento e sperimentazione, il frontman greco è stato capace, durante gli anni, di costruire un sound del tutto anomalo e personale in un panorama che per anni è rimasto statico come quello europeo. Per questo, in occasione della data al Circolo Colony (di cui potete leggere qui il report) non ho perso l'occasione di incontrarlo per una breve intervista. Buona lettura!

D: Ciao Sakis e grazie per il tempo concesso ad Allaroundmetal.com. Siete contenti di tornare in Italia, nello stesso palco dove avete suonato lo scorso anno?
R: Ciao Dario e grazie a voi. Si, sono molto contento, l'Italia per noi è come una seconda casa, ci fa molto piacere essere tornati al Circolo Colony.

D: Parliamo un po' di Rituals: penso che sia un album monumentale, mi è piaciuto molto. Hai parlato di satanismo e del senso della religione, più che dell'adorazione del diavolo vera e propria, in molte culture differenti. Possiamo considerarlo una naturale evoluzione rispetto al discorso cominciato con Katá ton Daímona Eaftoú?
R: È esattamente così, pensa che all'inizio volevo chiamarlo Katá ton parte 2. Più o meno le tematiche sono quelle del disco precedente: il male e il suo rapporto con differenti culture, ma qui ho voluto arrangiare il tutto in modo più atmosferico.

D: Hai lavorato con Michael Locher (Samael nda.) per "Les letanies de Satan" e con Nick Holmes (Paradise Lost nda.) per "For a voice like thunder", come ti è venuta l'idea di chiamarli? In fase di lavorazione hanno influenzato la scrittura del pezzo?
R: Si, quando scrivo canzoni in una certa lingua mi chiedo sempre quali tra i miei amici potrebbero darmi una mano a interpretarle e farle vivere. Quando mi sono trovato tra le mani una canzone tratta da Baudelaire ho subito pensato a Michael, che è madrelingua, stessa cosa con Nick e tutti gli altri. In realtà anche con le canzoni in greco: penso sempre a chi possa darmi una mano a prescindere. Lo faccio ad ogni album, per me queste partecipazioni sono molto più che semplici comparsate: se voglio un artista in una canzone è perché penso che quella canzone, senza quell'artista, non può funzionare.

D: Riguardo proprio al concept di questo disco: pensi che studiare culture antiche e la loro visione del mondo sia un buon modo per aprire le nostre menti e vedere le cose da un altro punti di vista?
R: Assolutamente si. Se leggi i testi dei Rotting Christ ti rendi subito conto di come mi piaccia vedere il mondo da una prospettiva metafisica. Ok, la vita di tutti i giorni è difficile, devi pagare le tasse, pensare ad altro... La musica mi permette di staccare e di ragionare su concetti molto complessi. L'avere due modi di pensare diversi, due modi in cui vedere il mondo, dove da una parte sono un papà con tutti i problemi del caso e dall'altra un musicista metal, mi aiuta spesso a stare meglio.

D: Pensi che i tuoi fan, dopo aver letto i tuoi testi o anche solo sapendo a cosa sono dedicate le canzoni, vadano poi a studiarsi le fonti da cui prendi ispirazione?
R: Non lo so! *ride* Ma come dicevo prima lo spero. A volte il metal può essere un veicolo per conoscere molto di più riguardo al mondo che ci circonda e non la solita roba trita e ritrita che dice principalmente "Satan, kill etc." *ridiamo*. Questo è il motivo per cui nei Rotting Christ ho sempre un approccio quasi poetico.

D: Ci sono due cover nel disco, una degli Aphrodite's Child e una di Nikos Xilouris. Come mai hai scelto questi due artisti?
R: Come in tutte le culture, quella ellenica moderna ha artisti che difficilmente sono conosciuti fuori dai confini nazionali, anche perché parlano e cantano principalmente nella loro lingua. Alcuni di loro però posseggono un sound che secondo me si adatta bene alla musica dei Rotting Christ, per quello ogni tanto mi piace realizzare delle cover. Mi piace pensare che, per esempio, le persone scoprano poi che gli Aphrodite's Child sono il gruppo di Vangelis, o che trovino interessante la musica folk di Nikos Xilouris. Quest'ultimo, per esempio, è stato una delle mie ultime influenze in merito di vera e propria scrittura dei pezzi!

D: Venendo a fatti più di "attualità": recentemente siete stati in sud Africa dove per l'ennesima volta molte associazioni hanno protestato contro il vostro monicker, costringendovi a esibirvi con un altro nome.
R: Si, ci succede ormai ogni anno *ride* ovunque andiamo capita sempre qualcuno che ha da dire per il nostro nome. Da un certo punto di vista ti direi quasi che potrei capire chi si sente offeso, ma ehi, questa è musica metal fatta per un pubblico di metallari. Sono sempre più rattristato dal fatto che le religioni si siano radicalizzate a questo punto. Nonostante ciò, se ci capita, semplicemente suoniamo lo stesso con un altro nome, pazienza. Per noi l'importante è sempre trasmettere il messaggio della nostra canzone più famosa: Non serviam.

D: Ieri ero qui al Colony a sentire i Ne Obliviscaris. Considerata l'ultima ondata di metal estremo che abbiamo visto in questi anni, cosa pensi di queste nuove band che mescolano black metal con nuove influenze? Pensi possano rappresentare un futuro per il genere?
R: Non lo so, ma penso di si. È fondamentale continuare a sperimentare in un genere da sempre statico come l'heavy metal: come Rotting Christ cerco sempre di supportare le nuove generazioni. Spero davvero che band come Mgla, Batushka o Ne Obliviscaris siano solo le prime di una vera e propria rinascita del genere.

D: Come dicevamo prima, quindi, sei sostanzialmente d'accordo sul fatto che le tematiche della musica metal ormai non possano essere più "kill" e "satan"! *ridiamo*
R: Certo, molte persone probabilmente si stufano a leggere testi complessi, ma dall'altro punto di vista io con i Rotting Christ ho sempre provato a fare un passo avanti. Non sto dicendo che non mi piaccia chi fa thrash o death vecchio stile: semplicemente penso che sia una cosa superata.

D: Come mai hai provato a scrivere una canzone in orchesco, intitolandola tra l'altro come il saluto orchesco del videogioco Warcraft?
R: Ahahah! Come giustamente notavamo prima, con questo disco ho deciso di provare a scrivere cose diverse: siamo passati dal francese di Les Letanies de Satan all'inglese di For a Voice Like Thunder. Per questo mi sono divertito a scrivere una canzone che contenesse il linguaggio orchesco, mischiando Tolkien e Warcraft. Non riesco mai a giocare tanto, soltanto nelle pause tra un tour e l'altro, però mi piaceva l'idea dell'Orda furiosa e cieca di rabbia, così ho scritto la canzone!

D: Grazie per il tempo dedicatoci Sakis!
R: Grazie a voi per il supporto!

Ultima modifica il Giovedì, 03 Novembre 2016 10:52
Devi effettuare il login per inviare commenti

releases

Una buona prova per i francesi Wintereve in questo loro secondo album
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Debut album per i Gravesend: Darkthrone meets Bolt Thrower
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Epica: la "Teoria del punto Omega"
Valutazione Autore
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Simulacrum: forse troppa carne al fuoco
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Embrace Of Souls: un disco imperdibile per ogni appassionato del power metal!
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un 'best of' in versione semi acustica per gli storici rockers tedeschi Bonfire
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Un buon debut album omonimo per i Malice Divine dell'ex-Astaroth Incarnate Ric Galvez
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli Skyhammer ed un EP un po' troppo old-style
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Marco Garau's Magic Opera: come deve essere il power sinfonico
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un breve EP di debutto che passa in sordina per i Tedio
Valutazione Autore
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Kromheim: dalla Polonia un discreto biglietto da visita in puro viking style
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Kalah, un'altra prova dell'incompetenza del music business!
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla