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Corrado Franceschini

Corrado Franceschini

Oltre 50 anni di età e più di 35 anni di ascolti musicali.

URL del sito web: http://it-it.facebook.com/people/Corrado-Franceschini/100000158003912 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

C) Ciao Tommaso. Ben arrivato sulle pagine di www.allaroundmetal.com.

Ciao Corrado e grazie mille per tutto il supporto e l’affetto che da sempre Allaroundmetal  ha dato sia ai Junkie Dildoz che a tutti gli eventi dedicati alle band underground e oltre che creiamo ogni anno, non sono in molti a continuare a credere così tanto nel Rock italiano ma voi lo fate costantemente e questo non potrò mai scordarlo !

C) Il Fuck You  We Rock Festival è alla sua tredicesima edizione. Puoi ricordare a me e ai lettori come è nato, a che scopo, e come si è evoluto?

Il Festival è nato nel 2011 un po’ per scommessa contro me stesso e un po’ per esigenza, pochissimi credevano che fosse possibile avere un discreto numero di presenze in serate totalmente dedicate alla musica inedita Hard Rock italiana ma io ho sempre avuto la testa particolarmente dura e il tempo, piano piano, mi sta dando ragione contro tutti i pregiudizi e gli scetticismi anche di buona parte degli “addetti ai lavori”!

La formula Festival allo stesso tempo ci permette di ottimizzare gli sforzi dedicati a promozione e organizzazione.

E’ vero che non vi è stato un ricambio generazionale importante nel Rock e che molto interesse verso la musica dal vivo sia scemato, ma organizzare questo tipo di manifestazioni (cercando quindi di ridurre il numero di date singole in zona per ogni gruppo) ci permette di  radunare piu’ spettatori  e di conseguenza  di migliorare costantemente quanto proposto nel tempo, difatti negli ultimi anni sono riuscito a inserire gruppi esteri come i Nasty Ratz o storici come i Warrior Soul nella bill, il 26 Agosto avremo i Now Or Never formati da membri di Pretty Maids (l'intervista la potete leggere qui :http://allaroundmetal.com/interviste/item/10810-intervista-con-ricky-marx-dei-now-or-never), Nightmare e Sultan e per il prossimo gennaio se tutto va bene avremo una sorpresa davvero grandiosa ! (almeno per me e la mia cricca di disgraziati haha)

C) Dopo tredici edizioni trovi ancora delle difficoltà nell’organizzare il festival oppure la macchina è talmente rodata che ti risulta facile svolgere il grosso del lavoro?

Diciamo che ormai mi sento abbastanza tranquillo sotto quel punto di vista. Sono riuscito a crearmi diversi contatti anche con artisti stranieri che ho sempre apprezzato e di cui leggevo nelle riviste da ragazzino e con cui non  mai avrei pensato di iniziare nemmeno a parlare figuriamoci a collaborare e questo è l’aspetto che mi ha dato maggiori soddisfazioni e di cui vado piu’ fiero, vuol dire che la passione, l’impegno e la costanza ripagano sempre!

Le difficolta’ sono invece rappresentate dalla diffidenza media del pubblico (purtroppo sempre piu’ spesso si esce senza la curiosita’ di ascoltare nuova musica... si sceglie dove andare in base al numero di presenti che si suppone possano accorrere e non in base a quanto presente in cartellone) e dal fatto che tante – troppe – band non capiscono l’importanza di lavorare duramente insieme a noi nella riuscita della serata, l’aspetto promozionale oggigiorno e’ importantissimo se si vuole fare la differenza e attirare l’attenzione. Fregarsene significa prima di tutto non avere rispetto dell’organizzatore e del club che sta investendo tempo e magari denaro su di te ma, soprattutto, e’ irrispettoso verso te stesso perche’ non cercare di raggiungere il maggior numero possibile di ascoltatori significa svilire quanto fatto in studio!

C) Che parte riveste, e quanto conta, la “fase burocratica” nell’organizzare un festival come il tuo/vostro?

Non e’ una parte da poco ! Considerato che si lavora sempre con 6/12 mesi di anticipo bisogna imparare a organizzare bene i tempi di ricerca e contrattazione delle band/location ecc.

Buttare sempre un occhio anche a quello che fanno gli altri locali nel periodo individuato come adatto onde mantenere i buoni rappoorti di “vicinato” ed evitare inutili guerre tra operatori del settore e’ sempre buona norma, uniti possiamo farcela, divisi non ha davvero piu’ senso !

C) Riesci facilmente a trovare degli sponsor o il grosso dell’esborso avviene a carico tuo e dei tuoi soci?

Fino a poco tempo fa ho fatto tutto da solo – organizzativamente parlando – ma per la parte economica senza l’appoggio dei locali che hanno creduto nel progetto non ce l’avrei mai fatta, spesso ci ho investito/rimesso del mio ma l’ho sempre fatto con piacere.

Per fortuna adesso abbiamo anche due sponsor   (N.D.A. fondamentalmente il  Fest si svolge sempre in due locali ben distinti, in Estate presso il The Stony Pub di Firenze e in Inverno all’Exenzia di Prato, entrambi i gestori mi hanno sempre e sottolineo sempre dato carta bianca sotto ogni aspetto organizzativo, creativo e musicale e questo – credetemi – non è da poco considerato il classico rischio di impresa e i tempi che corrono... vorrei anzi approfittare dello spazio che mi avete concesso per ringraziare Dante e Dadex, avete davvero fegato, complimenti !)

C) Puoi presentare brevemente le band che saranno presenti quest’anno al festival? Cosa si potrà trovare nell’area attorno al palco (mercatini, mangiare, bere, etc)?

Certo ! Come accenavo sopra gli headliner saranno i NOW OR NEVER, una band franco-danese formata da ex-mebri di Pretty Maids, Nightmare e Sultan come immaginerete hanno si un sound massiccio e classico ma anche smaccatamente “moderno” come hanno dimostrato nei due album finora pubblicati...sono davvero curioso di vederli dal vivo !

La seconda sorpresa sara’ rappesentata dal debutto dal vivo dei Damn Freaks, il nuovo side-project di Jack Meille dei TYGERS OF PAN TANG... avremo poi noi Junkie Dildoz, i Runover che in Toscana sono una garanzia di devastazione... e ancora gli Evendim che fanno un delizioso folk-metal che include strumenti della tradizione italiana, apriranno due Hard Rock band di giovanissimi, gli aretini Tequila For Breakfast e i fiorentini The Stins!

Nell’area intorno al palco ospiteremo oltre che lo stand gastronomico del locale anche vari stand “commerciali”: si va dai cd e vinili grazie a Yellow Record Firenze e Massimo Cava (long live to coloro che ancora vendono i dischi fisici hahahaha) agli effetti per chitarra grazie a Dolphin’s Sound a quelli di Radio Partners come Orme Radio e Metal Maximum Radio !

C) Visto che suonerai sul palco con i tuoi Junkie Dildoz come farai a rivestire il doppio ruolo di organizzatore e cantante?

Diciamo che solo l’adrenalina riesce a farmi stare in piedi hahahahahahahaha, per tutto l’arco della giornata la gente si ritrova intorno il Tommy promoter teso e preoccupato dal fatto che tutte le bands e staff stiano bene, che arrivi gente... poi all’improvviso, circa 1 ora prima dello show, devo correre a cambiarmi e a dipingermi il war-paint addosso, quei sessanta minuti mi servono anche a decomprimere la tensione della giornata e concentrarmi sul live !

C) Chi vuole rimanere aggiornato sulle novità del festival dove può seguirle?

Tutti gli aggiornamenti legati alle attività del Fest possono essere trovate nella nostra pagina www.facebook.com/junkiedildoz ma appena avremo abbastanza soldi finalmente apriremo anche un sito web come si deve ! :-p

C) Grazie per la pazienza e buona organizzazione.

Grazie mille a te Corrado per la pazienza e professionalita’ !

Intervista con Ricky Marx dei Now Or Never

Lunedì, 14 Agosto 2017 17:54 Pubblicato in Interviste

Prima della calata in Italia dei Now Or Never per il Fuck You We Rock Festival tredicesima edizione previsto per il 26 agosto ho avuto l’opportunità di intervistare via mail Ricky Marx, ex Pretty Maids e chitarrista del combo che, gentilmente, ha risposto ad alcune delle mie domande. Ecco il resoconto della nostra chiacchierata “virtuale”.

C) Ciao Ricky, benvenuto sulle pagine di www.allaroundmetal.com e grazie per avere accettato di rispondere ad alcune domande per fare conoscere meglio a me e ai lettori i Now Or Never.

Ciao Corrado, Grazie per l’occasione che mi offri. :)

C) Sei stato nei Pretty Maids dal 1989 al 1991, cosa ricordi di quel periodo?

A dire il vero con i Pretty Maids ho cominciato a fine 1988, ho finito il tour mondiale, e cominciato a lavorare a “Jump The Gun”. E’ stato un buon periodo. Il music business non era lo stesso di oggi e i Pretty Maids stavano diventando pian piano sempre più grandi. Avevamo l’opportunità di suonare in posti e festival dove non era possibile andare prima… ricordi molto belli insomma.

C) chi ha avuto l’idea di mettere insieme i Now Or Never? E’ stato difficile trovare i membri giusti per completare la line up?

Quando sono tornato a Ginevra mi sono incontrato con il mio miglior amico, Ranzo: abbiamo cominciato a scrivere e suonare assieme e così è nato il tutto. E’ stato logico chiamare Jo Amore a cantare con noi visto che con Joe ci conosciamo da anni così come è stato normale chiamare Kenn Jackson visto che lui e io avevamo suonato assieme nei Pretty Maids.

C) Puoi presentare gli attuali componenti del gruppo?

Alla voce c’è Jo Amore: ha suonato per 30 anni circa con la metal band francese Nightmare ed è chiamato anche il Ronnie James Dio francese. ;)

Alla batteria abbiamo Ranzo: Noi due assieme abbiamo creato la band Sultans e ha suonato in diversi progetti internazionali.

Al basso c’è Abel Cabrita che ha cominciato con noi quest’anno dopo avere rimpiazzato Kenn. E’ giovane e ha energia e talento.

Poi ci sono io alla chitarra. ;)

C) I membri dei Now Or Never vengono da Danimarca e Francia: quanto è difficile produrre, comporre, o fare le prove assieme vista la distanza che vi separa?

No, non particolarmente. Scrivo il materiale e faccio un demo da solo poi entriamo in studio e lo ri registriamo. E’ più un problema di organizzazione: dobbiamo riuscire a trovare il giusto tempo per provare prima dei concerti.

C) Sino ad ora avete fatto uscire due lavori: come sono stati i responsi di stampa e pubblico nei loro confronti?

Abbiamo avuto un buon responso dai giornali in tutto il mondo. Alcuni di loro ci hanno dato voti come 10/10 così, come puoi immaginare, siamo contenti e orgogliosi.

C) Ci sono delle differenze tra i due C.D.’s?

Il primo era un misto di canzoni nuove, o vecchie con nuovi arrangiamenti. Dovevamo trovare un nostro stile e penso che lo abbiamo trovato con il secondo disco. ;) Ho scritto “II” nello stesso anno e credo che sia più scorrevole.

C) Come mai avete scelto il Nome Now Or Never? Sembra una sorta di ultimatum o di “chiamata” per un’ultima chance.

Hai totalmente ragione J. Voglio dire: quando stavamo cercando un nome per il gruppo, improvvisamente, è stato ovvio scegliere il nome Now or Never! Siamo stati tutti e quattro nell’industria per decenni e stavamo ricominciando l’intero processo discografico da capo così Now or Never ci è parso il nome giusto.

C) Come sei entrato in contatto con l’organizzazione del Fuck You We Rock Festival e cosa ti aspetti da questa data in Italia?

Ho avuto alcuni contatti con Tommaso (Dettori organizzatore del festival n.d.a.) e quando mi ha chiesto se volevamo venire a suonare in Italia la mia risposta è stata sì.

C) Cosa ci puoi dire dello show che porterete in Italia? Ci saranno effetti scenici e/o costumi particolari o sarà “solo”  uno show ad alto tasso di Hard Rock?

Sarà uno show di pura energia e condivisione. Veniamo dall’Heavy Metal e dall’Hard Rock e siamo abituati a dare il massimo on stage. Preparatevi a ricevere “calci nel didietro”.

C) Puoi dire ai lettori quali saranno le vostre prossime mosse, dove si può comprare il vostro merchandise e dove si può contattare il gruppo?

Saremo di nuovo in tour a settembre con Lords Of Black e Voodoo Circle in Germania, Olanda e Belgio. Per avere informazioni, acquistare merchandising, C.D’s o altro i lettori possono dare un occhio al nostro sito www.onlynowornever.com  o alla nostra pagina Facebook @ onlynowornever.

C) Buone prove a te e alla band: aspettiamo i Now Or Never per lo show del 26 agosto.

Grazie Corrado. Ci vediamo presto.

Corrado (www.allaroundmetal.com)

 

 

Sembra impossibile ma la mia astinenza da concerti si è protratta per più di sei mesi. L’ultimo live visto, infatti, era stato quello di Phil Campbell and The Bastard Sons del 21-10-2016. L’occasione per rompere questo digiuno me l’hanno fornita Roberto (basso) e Nayenne (voce) dei Nayan. Il live report che segue è atipico per due motivi. Il primo è che i Nayan, quintetto emiliano/parmense nato nel 2014 ma che solo da poco ha stabilizzato la formazione, hanno all’attivo un demo appena uscito che è in attesa di circolare nei circuiti underground. Il secondo è che, condividendo il palco secondario con altri gruppi del festival di Traversetolo del primo maggio, il set proposto è stato breve e composto da sei pezzi dei quali tre sono state covers. Se pensate che Nayan siano sbucati fuori dal nulla, o quasi, avete ragione. Se altresì pensate e che un concerto di mezz’ora non sia sufficiente per valutare la resa e la validità di una band dimenticate che chi vi scrive ha visto più di 350 concerti: dal festival mastodontico alla birreria più scarsa e non è incline a facili entusiasmi. Ore 12 si parte dai SoundBox studio, “covo” del gruppo e dopo una sosta pranzo, il soundcheck era previsto per 3 ore più tardi, ci si avvia. Una pioggia ora fastidiosa ora insistente fa temere il peggio ma quando arriviamo a Traversetolo, ci accoglie un timido sole. L’orario dell’esibizione è stato spostato e così ci si trastulla tra il palco secondario e quello primario (più grosso e attrezzato). La musica dei Nayan è stata definita da un giornalista del M.E.I. come Alternative/Pop/Punk ma io non sono molto d’accordo: trovo che la componente Pop, se proprio di quella vogliamo parlare, è presente in una certa orecchiabilità dei pezzi, non tutti in verità, e non scade mai nel commerciale più bieco. Il basso di Roberto, poi, vira spesso verso quello dei Cure e Di Siouxie And The Banshees portano il suono, e il ritmo, su coordinate Rock/Dark. Dopo un soundcheck affidato a “Mortal Sin”: il gruppo lo definisce il pezzo più “pesante” del repertorio, almeno sino ad ora, si va in scena.

Si comincia con “In My Fears” e ciò che mi stupisce positivamente è il fatto che la voce femminile di Nayenne ha un timbro più caldo e sicuro di quando la avevo ascoltata nelle prove in studio. Segno che la bionda cantante ha fatto tesoro degli “allenamenti” dal vivo e del training in lingua inglese che sta seguendo. La resa della band è buona anche se le cinque personalità che la compongono sono differenti e questo, a livello scenico, si nota.

Si passa a “I’m Smoking Your Last Cigarette” e oramai, a suoni (ben) fatti e finiti, è chiaro che la “creatura” ha un suo timbro musicale e segue in qualche modo un percorso che sente suo senza allontanarsi troppo dal sentiero segnato. Arriva la cover di “Rebel Yell” e, nonostante qualche momento di “vuoto sonoro”; sapete che sono abituato a versioni più tirate, la resa è l’intesa musicale sono buone. Inoltre il vedere Nayenne carica e “saltellante”, dimostra che si sta “sciogliendo” e questo a livello spettacolo ci vuole. Qualche magagna esce fuori nella cover di “I Believe In You” degli Skunk Anansie. Il pezzo è da provare, riprovare e sistemare prima di essere riproposto. 

Tocca a un altro pezzo originale, “Victims Of The Win” e qui i Nayan confermano la buona impressione fattami nel proporre il proprio materiale. La conclusione del set è affidata a “The Bitter End” dei Placebo è, di nuovo, si notano problemi. A parziale discolpa possiamo dire che, in questo caso, i suoni sul palco non erano ottimali ma, purtroppo, fuori il tutto usciva bene e bilanciato. Nayan hanno un certo grado di originalità rispetto alla musica che circola oggi giorno e questo mi lascia ben sperare per il loro futuro; li seguirò da vicino e vedrò che evoluzione avranno. Lo sapete che musicalmente sono onnivoro e curioso no?!

Setlist:

Mortal Sin (Soundcheck)

In My Fears

 I'm Smoking Your Last Cigarette

Rebel Yell (Billy Idol)

I Believed In You (Skunk Anansie)

 Victims Of The Win

The Bitter End (Placebo)

Dopo l’intervista faccia a faccia condotta a Bologna con Kim McAuliffe delle Girlschool e l’incontro con le Crucified Barbara in una birreria di Modena, eventi accaduti alcuni anni fa, questa volta è toccato alle italiane Killin’ Baudelaire svelare i loro piani al sottoscritto.
L’intervista, si è tenuta in un tardo pomeriggio di sabato 1° ottobre 2016, durante lo svolgimento del Modena Metal Ink; evento organizzato dai Lowlanders MC Modena. Ecco qui il fedele resoconto di mezz’ora serrata di chiacchiere con Gloria Signoria (vc), Martina “Nixe” Riva (ch), Martina “Cleo” Ungarelli (bt) e Francesca Bernasconi (ch).

 

Corrado: Ciao ragazze! Parto con la domanda più scontata. Come mai tanto astio nei confronti di Baudelaire tanto da volerlo uccidere? Colpa forse della scuola che ve lo ha reso antipatico?

 

Gloria Signoria: Sicuramente si! Scherzi a parte ci troviamo molto vicine al suo modo di scrivere, ci piace!

 

Corrado: Eppure non mi sembra che siate delle ragazze così tristi.

Gloria Signoria: No infatti, però qualche cosa dei nostri testi lo è, anche se poi è stato rivisitato per adattarlo al nuovo EP in uscita. Il Killin’ del nome rappresenta il complesso di Elettra (una sorta di complesso di Edipo al femminile n.d.a.) per uccidere il padre e lo abbiamo scelto perché è particolare.

 

Corrado: Nelle note biografiche è scritto che le Killin’ Baudelaire si sono formate nel 2015. Questa è la vostra prima esperienza in una band? Suppongo di no visto che le donne nel campo Rock e Metal sono poche.

Gloria Signoria: Io ho cominciato come cantante a 16 anni. Con le Killin’ Baudelaire ho preso poi in mano il basso, strumento che già mi appassionava; perciò questa è la mia prima esperienza come bassista sul palco. Non come cantante, ovviamente. Le Killin’ Baudelaire rivestono la nostra priorità attuale; le altre band appartengono al passato.

Martina “Cleo” Ungarelli: Io ho sempre fatto la cantante, ma con le Killin’ Baudelaire mi sono cimentata per la prima volta seriamente come batterista.

Corrado: Come siete arrivate ad avere un contratto con Bagana Records?

Martina “Cleo” Ungarelli: Io personalmente, avevo già conosciuto l’ambiente perché ho degli amici che suonano con Bagana Records ed ho chiesto loro come potevamo inserirci in quel contesto. Sono seguite delle prove ed un lungo lavoro, finchè i responsabili sono venuti a sentirci dal vivo e ci hanno preso nella scuderia.

Corrado: Inutile chiedervi come vi trovate.

Gloria Signoria / Martina “Cleo” Ungarelli: Si è creato da subito un buon rapporto, anche di amicizia visto che è un team affiatato. Ma, quando si parla di professionalità, con loro non si scherza.

Corrado: Bagana Rock Agency è quindi la vostra agenzia di management/booking o anche etichetta (Bagana Records)?

Martina “Cleo” Ungarelli: Entrambe le cose. Abbiamo deciso di lavorare con un management professionale. Il nostro manager e produttore è Titta Morganti head manager di Bagana, il quale si è appoggiato ai Magnitude Studios di Seregno (MB) di Matteo Magni, per le registrazioni dell’EP.

 

Corrado: In un anno siete arrivate al traguardo della prima pubblicazione, cioè all’EP “It Tastes Like Sugar” (uscito il 14 ottobre n.d.a.). Avete voluto catturare su supporto fisico (L’EP, appunto) la parte della vostra produzione o avete semplicemente colto l’attimo?

Martina “Nixe” Riva e Martina “Cleo” Ungarelli: Avevamo dei brani pronti e abbiamo ritenuto opportuno pubblicarli in un EP, come start-up e iniziare a farci conoscere.


Corrado: Avete voglia di spiegarmi la copertina di “It Tastes Like Sugar”?

Martina “Cleo” Ungarelli: Il titolo significa “sa di zucchero” quindi una cosa all’apparenza dolce. Assieme alla nostra grafica abbiamo voluto ricreare il concetto di una cosa, il confetto, che all’esterno sa di zucchero ma che all’interno -rappresentato dal sangue - ha tante altre sfaccettature, come i nostri testi che parlano d’amore attraverso tutti i suoi aspetti, che talvolta, sono caratterizzati da non poca malinconia.

 

Corrado: Sino ad ora sono usciti due singoli/video su 4 brani dell’EP. In “Wasted” avete un’immagine puramente Rock/Metal, mentre nella cover del brano “Summertime Sadness” di Lana del Rey, avete optato per un look bianco candido. C’è una delle due anime che prevale in voi? Come mai la scelta di un brano come “Summertime Sadness” che in originale, ha veramente proprio poco di Rock, mentre nella vostra versione risulta molto più veloce e rock & roll?

Gloria Signoria: Abbiamo voluto prendere questo “stile etereo” di presentazione che caratterizza da sempre Lana Del Rey, e l’abbiamo rivisto e reinterpretato. E’ un brano che abbiamo ascoltato, da subito apprezzato, e deciso quindi di farlo nostro.

Martina “Cleo” Ungarelli: E’ stata una scelta dettata anche dal gusto personale, perché è stata la prima canzone sulla quale abbiamo lavorato. Non avevamo ancora un contratto, ma essendo già legate a questo pezzo, ci siamo messe in moto per renderlo il più possibile “nostro”.

 

Corrado: Il video di “Summetime Sadness” è nato da una vostra idea?

Martina “Nixe” Riva: Io ho creato lo storyboard, che è stato poi chiaramente riadattato dal regista. L’idea è stata quella di creare una moderna storia del mito di Persefone, rendendo la storia più romantica di quello che è l’originale. Una Persefone veramente innamorata, romanzata con dei tocchi di malinconia. Il regista ha poi da lì sviluppato una storia con le sue idee, creatività, e allegorie da interpretare.

 

Corrado: Avete in programma altri video per l’EP “It Tastes Like Sugar”?

Martina “Cleo” Ungarelli: Usciranno dei video per il primo full-length. Stiamo pensando di farlo per una ballad che, appunto, sarà inclusa nel prossimo lavoro.

Corrado: Avete in programma altre cover?

Martina “Nixe” Riva: Preferiamo concentrarci sui nostri brani. Vogliamo incidere l’album entro un anno, quindi ci dedichiamo duramente agli inediti.

Corrado: Ho notato che arrangiamenti e suono, nei brani, sono molto curati. Come avete lavorato ai Magnitude Studios di Seregno? In equipe o singolarmente, affidando il risultato finale a mix e mastering? Avete usato “diavolerie tecniche”?

Martina “Nixe” Riva: Abbiamo portato i brani creati in studio, è partita di seguito subito la pre-produzione con Matteo Magni e, a brani pre-prodotti, siamo partite a registrare tutto.

Martina “Cleo” Ungarelli: Matteo ci ha aiutato molto, “sgrezzando” le nostre canzoni. Abbiamo provato molto in fase di pre-produzione, per far rendere al meglio ogni singolo brano.

 

Corrado: Nel concerto di stasera altre band hanno usato degli accorgimenti on stage tipo samples e basi. Voi?

Martina “Cleo” Ungarelli: Ad oggi non usiamo basi. Io uso il metronomo in cuffia per essere il più precisa possibile live. Non escludiamo che in futuro potremmo utilizzare altro…

Nixe: Difatti potrebbe accadere di mettere qualche cosa di “elettronico” in futuro, dato che anche il songwriting si sta evolvendo.

Corrado: Io vi ho paragonato ad una Avril Lavigne in salsa più rock ma, magari, mi sbaglio. Ditelo voi!

Gloria Signoria: Crediamo che il paragone non ci rappresenti realmente appieno.

Martina “Nixe” Riva / Martina “Cleo” Ungarelli: Avril Lavigne è una grande artista e quando eravamo più giovani ci piaceva.

Martina “Cleo” Ungarelli: Se penso alla prima donna che mi viene in mente, che ascoltavo da teenager, penso sì ad Avril Lavigne. Ma poi quando la conoscenza si allarga, si ampliano gusti, generi e vedute.

Corrado: Ma se doveste paragonarvi come suono alle Crucified Barbara o alle Girlschool…?

Gloria Signoria: Ascoltavo le Girlschool quando ero davvero piccola.

 

Corrado: OK, quando eravate piccole ma...mi sembra che siete giovani. Quanti anni avete di media?

Nixe: Di media 22 anni e non diciamo altro! (risate)

Corrado: Ho trovato che in concerto siete convincenti, anche se ci sono ancora degli aspetti da migliorare.

Martina “Cleo” Ungarelli: Sono solo sei mesi che suoniamo sui palchi, perciò abbiamo ancora molto da migliorare e tanto lavoro da fare. Non vediamo l’ora di farlo, mettendoci sempre alla prova.

Corrado: Ipotizzando che chi sta leggendo questa intervista non vi conosca: come descrivereste voi e la vostra musica? Quali sensazioni volete evocare in chi vi ascolta, se volete farlo?

Martina “Nixe” Riva: Vorremo un poco “spiazzare” le persone. Presentarci con un aspetto più Metal e riprendere qualche cosa di “vecchio”, che fa parte della nostra tradizione, ma allo stesso tempo dargli una veste nuova, rendendolo più moderno. E non è facile. Ci stiamo lavorando con un incastro di voci e melodie che richiamano a tratti anche il pop, cercando di fare qualche cosa che la gente non si aspetta.

 

 Corrado: Parlando dei testi chi li scrive e a cosa vi ispirate?

Martina “Nixe” Riva: Li scriviamo Gloria, Cleo ed io. Scriviamo di getto quello che ci capita. Poi, magari, scopriamo che c’è anche una certa unione di intenti, cosa che ci lega e che ci rende molto unite anche al di là della musica. Può partire da una mia idea, come da una loro, e poi ci si aggiunge la propria esperienza personale.

Gloria Signoria: Partiamo da un’esperienza personale e poi, ci costruiamo una storia attorno e cerchiamo di crearci anche qualche cosa di più “ambiguo”.

 

Corrado: Se doveste pensare ad altri brani da proporre allungare il vostro live set, oltre ai vostri brani, cosa vi verrebbe in mente?

Martina “Cleo” Ungarelli: Per ora mischiamo brani vecchi a quelli dell’EP, e ad altri inediti. L’obiettivo è continuare a scrivere canzoni, per raggiungere live set di durate molto diverse. J

 

Corrado: Dove sarà disponibile il vostro EP? Cosa vanta il vostro merchandising?

Gloria Signoria: L’EP sarà disponibile in tutti i nostri concerti e su tutti i digital store, grazie a Bagana Records. Per il merchandising, invece, stiamo elaborando alcune idee grafiche per il futuro.

 

Corrado: Cosa rappresentano per voi occasioni come quella del Modena Metal Ink?

Martina “Cleo” Ungarelli: Significano suonare con addetti ai lavori professionali su palchi di livello. Tutto fa gavetta ed esperienza, e ci permette di confrontarci con artisti più grandi.

 

Corrado: In un mondo prettamente maschile come quello del Rock/Metal, dovete combattere contro pregiudizi o non ne avete trovati?

Gloria Signoria: Diciamo che all’inizio, ce ne sono stati. Un esempio erano i nostri video, che ricevevano diversi dislike - ciò denota che dei pregiudizi esistono- ma, con il tempo, il duro lavoro e l’esperienza contiamo di abbatterli. Le band con le quali abbiamo suonato finora invece, non hanno mostrato alcun pregiudizio.

 

Finisce qui la mia lunga chiacchierata con le Killin’ Baudelaire.
A me sono sembrate ragazze scaltre nelle risposte, con idee precise, e pronte a mettersi in discussione e imparare da chi ha più esperienza. Come cantavano i Rolling Stones, il tempo è dalla loro parte.

 

Per aggiornamenti ecco la pagina facebook.

www.facebook.com/killinbaudelaire

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