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Lo scorso 6 maggio è uscito, sotto l'egida del colosso dell'underground Profound Lore Records, Crepuscular Dirge for the Blessed Ones, l'attesissimo terzo album dei Cosmic Putrefaction (trovate qui la nostra recensione). Per chi non la conoscesse, trattasi di una one-man-band (in questo disco con Giulio Galati degli Hideous Divinity alla batteria) il cui mastermind risponde a nome di Gabriele Gramaglia, ventottenne milanese ad oggi -per chi vi scrive- il nome di punta della scena italiana di un certo modo di intendere il Death Metal: quello che fa capo a gente come Deathspell Omega, Ulcerate, Gorguts, Blood Incantation e compagnia bella. Ma non è tutto. Gabriele è anche la mente che sta dietro a diversi altri progetti, tutti incentrati ad esplorare i lidi più inusuali, sperimentali e contorti del Death e del Black Metal. Tra questi ricordiamo: Vertebra Atlantis (trovate qui la nostra recensione del debutto), SummitThe Clearing Path e Turris Eburnea, senza contare le numerose collaborazioni. Insomma, una carriera iniziata 10 anni or sono, ricchissima di idee, sperimentazioni e perfezionamenti e soprattutto di musica di qualità, fatta per un orecchio esigente. Con l'uscita del nuovo Cosmic Putrefaction abbiamo avuto il piacere di chiacchierare via Skype con Mr. Gramaglia che, oltre ad essere una persona umilissima e super disponibile, si è rivelato un musicista con una cultura, musicale e artistica, impressionante. Buona lettura!

 

[English Version Below]

 

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1. Ciao Gabriele e grazie mille per la disponibilità. Cominciamo subito con la classica domanda di rito: come stai? Quali sono i feedback che stai ricevendo dopo la pubblicazione di “Crepuscular Dirge for the Blessed Ones”?

Ciao a tutti. I feedback sono molto buoni e quasi inattesi. Sto notando un sacco di calore in generale e questo mi rende contentissimo. Sono una persona che non ha mai grandi aspettative perché si concentra sulla musica e basta, quindi tutte queste risposte positive sono state una sorpresa e ne sono molto grato.

2. Vuoi parlarci del processo di scrittura di questo disco? Quando hai cominciato e qual è stato il metodo che hai usato per la stesura delle tracce?

Sembrerà strano ma è stato il disco più veloce da comporre. Questo perché uso la mia workstation (nella fattispecie Logic) come una sorta di agenda in cui butto giù tutti i riff che mi vengono in mente: sono 2 anni che faccio così, da subito dopo la pubblicazione di "The Horizons Towards Which Splendour Withers". Nei miei progetti solisti il lavoro è potenzialmente molto più veloce se ti ritrovi ad avere le idee chiare. Nei Vertebra Atlantis, ad esempio, è diverso perché essendo una band bisogna prima mettere tutti d’accordo. Comunque sia, lavoro sempre molto intensamente e soprattutto in maniera quasi istintiva che va di pari passo con i tempi piuttosto stretti. Poi il mio percorso accademico di composizione, che frequentavo nel contempo, mi ha aiutato a trovare una mia quadra ed un modus operandi adatto. C’è da dire, poi, che si è creata una sorta di scambio biunivoco tra l’idea del concept ed i riff che componevo: più una componente si concretizzava, più l’altra seguiva lo stesso processo e viceversa. In totale dal momento in cui ho cominciato a scrivere, al momento in cui ho finito di registrare ci sono voluti circa 4-5 mesi (questo anche grazie appunto agli sketch registrati in precedenza su Logic, talvolta usati come punti di partenza e suggestioni), da giugno ad ottobre più o meno. Successivamente ho mandato tutto a Giulio Galati [Hideous Divinity, ndr] e mixato il disco tra metà novembre e metà dicembre che ho poi inviato a Dan Lowndes del Resonance Sound Studio per il mastering. Abbiamo quindi chiuso il lavoro entro la fine del 2021.

3. Nelle opere dei Cosmic Putrefaction i temi maggiormente trattati sono il pessimismo, l’orrore lovecraftiano, la metafisica e la condizione dell’uomo vista da un’ottica nichilista. Questo terzo disco è un prosieguo di quello precedente. Come mai questa scelta? Avevi ancora da dire delle cose rimaste in sospeso dallo scorso capitolo o vuoi dare un senso di continuità ed evoluzione?

Non sei il primo che fa questo accostamento con Lovecraft. Eppure ti stupirà sapere che non è lui il principale autore a cui mi rifaccio, ma in qualche modo Dante Alighieri. Già nella copertina del disco si può notare, essendoci un omaggio a Gustave Doré e ad una sua illustrazione della Divina Commedia. La storia riprende quella del disco precedente in cui un’anima abbandonata assiste alla distruzione del pianeta natale che lentamente avvizzisce; una sorta di apocalisse. Egli, incamminandosi verso il suo orizzonte, elabora questa catastrofe attraverso sogni e visioni allucinateNel finale, che ho lasciato non intenzionalmente aperto, il protagonista è ancora intento in questo vagabondaggio. “Crepuscular Dirge…” ha inizio proprio qui. In breve egli giunge in un luogo nel quale, tra massi e rovine, riesce a scovare un cunicolo che conduce nel sottosuolo. Lasciatosi scivolare all’interno del suddetto cunicolo raggiunge una piccola spiaggetta, davanti la quale trova una piccola zattera. Da qui i passaggi dell’album sono più concreti ed il nostro personaggio si trova a percorrere le acque di un fiume termale sotterraneo languido e pacifico (un omaggio all'Eunoè, il fiume della ricordanza, in qualche modo)), quasi una sorta di rifugio dalla distruzione a cui ha appena assistito. Durante il viaggio egli rivive tutto l’orrore precedente. Infine, si ritrova proprio nel momento descritto dalla copertina: una spiaggia con delle tende rosse, un rimando alla simbologia di David Lynch, oltre le quali vi è una finestra che dà verso il Cielo Empireo dantesco. Ma l’immagine che il protagonista ha davanti è terribile ed affascinante: gli angeli, anziché salire verso l’alto e disporsi attorno ai cerchi concentrici rappresentati da Dio, cadono in basso (da qui il nome del disco, "Crepuscular Dirge for the Blessed Ones"). Qui in pratica ho un po’ ribaltato il paradigma dantesco.

4. In tutti i tuoi progetti si avverte quella sensazione di svincolo dalle etichette, come se la tua musica volesse essere, per l’appunto, solo tua. Da cosa deriva questa costante ricerca della sperimentazione? E soprattutto, ritieni di essere soddisfatto della maturità artistica raggiunta?

In realtà la mia voglia di essere sperimentale un po’ fine a sé stessa è finita dopo The Clearing Path [altro progetto solista, ndr]. Prima avevo una sorta di spinta pionieristica alla costante ricerca di un punto di rottura, artisticamente parlando. Ma mi sono reso conto che, oltre ad essere un obiettivo in linea di principio fuori portata, oggi è molto più difficile essere di rottura. Mi spiego. Ad esempio negli anni ‘70 potevi sviluppare cose nuovissime: il progresso tecnologico permetteva dei cambiamenti nettamente drastici. Oggi però si diventa subito obsoleti, tutto è estremamente veloce ed immediatamente disponibile. Il cervello non riesce a stare dietro a tutto, basti pensare a quanti dischi escono in un solo anno. Il progresso, paradossalmente, forse è più lineare anche se a velocità esponenziali e meno drastico, ecco perché ho capito che un atteggiamento pionieristico fosse utopico. Quindi mi sono concentrato nel fare le cose che andassero magari oltre il compitino con un semplice quesito: cosa posso fare NEL Death Metal e non CON il Death Metal? Voglio quindi cercare di essere personale ma all’interno di stilemi che sono comunque noti.

5. Domanda che ti avranno fatto molto spesso: perché tutti, o quasi tutti, i tuoi progetti sono solisti? Di certo non credo si tratti di mancanza di musicisti, come i Vertebra Atlantis o Turris Eburnea dimostrano. Perciò mi verrebbe da dire che dietro ci sia una scelta più profonda, ossia quella di avere il totale controllo del tuo lavoro. È così?

La tua supposizione è certamente vera ma non è tutto. Di base quando si hanno le idee chiare sul da farsi trovo sia stimolante volersi mettere in sfida con se stessi e lavorare da soli. Da qui anche il fatto che non pubblico quasi mai Ep, perché per la mia forma mentis e per come si sono strutturati i miei progetti tendo a trovarli prodotti parziali. L’unico fu nel 2015 con i The Clearing Path ma lo considero un errore (in quel caso più che altro perché fu un lavoro sbrigativo)Discorso diverso per Turris Eburnea per cui l’Ep è stata una necessità temporale e pratica data comunque la distanza. Inoltre, l’idea era di fare un lavoro che rispecchiasse un preciso momento, quello del primo lockdown pandemico, per cui, forse pensando erroneamente che la pandemia avrebbe avuto vita breve, abbiamo condensato molto il lavoro ed un Ep lo abbiamo considerato il massimo risultato raggiungibile. Comunque, tornando alla tua domanda, per me è stato più un fare di necessità virtù. Iniziai la mia carriera all’inizio dei ’10 con Oaken/Throne(un progetto Death Metal, il cui unreleased album si ritrova in larga parte nel debut di Cosmic) Thy Solace, un gruppo hardcore, ma entrambi si sciolsero qualche anno dopo quasi in contemporanea, e quindi mi sono detto tanto vale provare a rimboccarmi le maniche da solo. Inoltre c’è da dire che non amo particolarmente suonare in live. Avevo le idee chiare, quindi sapevo già dove andare a parare; e poi il lavoro di gruppo è più complicato, anche se con i Vertebra andiamo molto bene in termini di affinità. Ma c’è da dire che siamo in due (dopo l’uscita di Vrangr, che saluto con affetto, non c’è alcuna acredine tra di noi), non in dieci. Credo che la difficoltà di una band risieda nel fatto che debba rispondere a 3 requisiti fondamentali: bravura e capacità dei membri, andare d’accordo sul piano umano e avere idee affini o comunque disponibilità al compromesso. La solida coesistenza di questi 3 fattori è un fatto unico e raro se ci pensate bene.

6. Da qui segue un’altra domanda: come fai a “cambiare” modus operandi da un progetto all’altro? È vero che i generi con i quali ti confronti maggiormente sono il Black e il Death, ma si tratta comunque delle frange più estreme, contorte e sperimentali che richiedono non poche abilità di scrittura. Come riesci a gestire i tuoi progetti senza ricadere in uno o nell’altro?

Un accorgimento che adotto è accordare le chitarre in maniera diversa. Sembrerà una cavolata ma non è così. Mi spiego. Nel pianoforte l’armonia e le note risultano estremamente chiare davanti ai nostri occhi: un tasto corrisponderà sempre alla stessa nota della stessa altezza e un accordo di una determinata altezza si suonerà sempre con la stessa diteggiatura. Mentre la chitarra da questo punto di vista ha potenzialmente dei limiti, che però creativamente possono essere anche dei punti di forzaperchécambiando l’accordatura cambiano le diteggiature e le note corrispondenti ai rispettivi tasti (e alle rispettive corde) e quindi possono emergere cose del tutto inatteseDal secondo Cosmic, ad esempio, ho deciso di giocare su dei toni differenti e provare un’accordatura sempre ribassata ma aperta. Il primo -come ai tempi di Oaken/Throne- era invece semplicemente in drop. È buffo ma l’accordatura che uso sarebbe perfetta per le acustiche da suonare in spiaggia [ride, ndr] perché è molto aperta, ma ciò mi ha permesso di provare accordi particolari con posizioni inusuali impiegandola ai fini del Death MetalÈ chiaro, un po’ di timore che ci sia un’intersezione tra i progetti c’è, perché quando cominci a sviluppare un tuo stile viene da sé che inconsciamente cerchi di portarlo in tutti i tuoi lavori. Le accordature diverse mi aiutano appunto a mantenere le differenze. Con Vertebra e Turris suono invece in tonalità standard ribassate: coi primi sto in Si b standard e coi secondi in Si standard. Infine diciamo anche che tratto comunque generi diversi con stilemi e sapori differenti.

7. Quali sono le band, artisti o generi musicali che ti hanno maggiormente influenzato o dai quali hai preso di più ispirazione?

Ti darò 2 risposte. Una è più scolastica, ossia dicendoti quali sono le band a cui potrei essere accostato e che comunque rientrano in un certo senso tra le mie influenze: Immolation, StarGazer, Deathspell Omega, Ulcerate, Gorguts e Voivod. Molti dicono anche Blood Incantation, ma con loro sento di condividere più un accostamento stilistico dato che, tematicamente, vertono su lidi sci-fi più legati ad extraterrestri, paleoastronautica, etc, mentre forse la mia idea è più di utilizzare il cosmo come un luogo diciamo “metafisico”. La risposta meno convenzionale, invece, riguarda quello che da 10 anni è probabilmente il disco che più mi ha influenzato: “Obsian” dei Castevet. È di una suggestione pazzesca e forse nei miei lavori si sente molto il suo influsso. L’unicità della band sta nell’aver preso ad esempio Voivod, Ved Buens Ende e Deathspell Omega reinterpretandoli in un modo unico. Con Andrew Hock [Castevetndr] ho avuto anche un rapporto epistolare costante. Dentro quell’album ci sono degli elementi in cui mi rispecchio tantissimo e che uso: accordi, arpeggi nodosi, sonorità sognanti… Se lo ascoltate capirete cosa voglio dire.

8. Ultima domanda: stai già lavorando a del nuovo materiale per uno o più di uno dei tuoi progetti? Puoi anticiparci qualcosa? Ti lascio le ultime parole e grazie mille per la tua disponibilità.

Sì, stiamo già lavorando al nuovo disco dei Vertebra Atlantis. Ad essere sincero è Riccardo che mi pressa per lavorare al materiale nuovo [ridendr]. Probabilmente ci sarà anche un nuovo componente, vedremo… Più o meno abbiamo già 3 brani pronti. Di solito vado molto sparato come nei Cosmic; un album che, fidatevi, è stato in retrospettiva un miracolo riuscire ad arrivare a pubblicare. Spero solamente di non perdere l’autocritica o peggio, le idee. Per intenderci, chi si ferma è perduto, ecco perché devo rimanere sempre attivo. Non posso non fare a meno di scrivere pezzi, anche se forse dovrei cazzeggiare di più con la chitarra per evitare un burnout [ride, ndr]. Grazie mille per questa chiacchierata e per il supporto!

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[English Version]

 

1. Hi Gabriele and thank you very much for being here. Let's start right away with the classic question: how are you? What feedback are you getting after the release of “Crepuscular Dirge for the Blessed Ones”?

 Hi everyone. The feedback is very good and almost unexpected. I'm noticing a lot of support in general and that makes me delighted. I'm a person who never has high expectations because he focuses on music and that's it, so all these positive responses came as a surprise and I'm very grateful for that.

2. Do you want to talk about the writing process? When did you start and what was the method you used?

It may sound strange but this was the fastest record to compose. This is because I use my station (in this case Logic) as a sort of diary in which I write down all the riffs that come to my mind: I have been doing it for 2 years, immediately after the publication of "The Horizons Towards What splendor fades". In my solo projects the work is potentially much faster if you have a clear idea. In Vertebra Atlantis, for example, it's different because it's a band, and you have to get everyone to agree first. However, I always work very intensely and almost instinctively which goes hand in hand with rather tight deadlines. Then my academic career in composition, which I attended at the same time, helped me find my framework and a suitable modus operandi. A sort of two-way exchange was created between the idea of ​​the concept and the riffs I composed: the more one component materialized, the more the other followed the same process and vice versa. In total from the moment I started writing to the moment I finished recording it took about 4-5 months (this also thanks to the sketches previously recorded on Logic, sometimes used as hints and tips), from June to October more or less . Then I sent everything to Giulio Galati [Hideous Divinity, ed] and I mixed the record between mid-November and mid-December. I then sent it to Dan Lowndes of Resonance Sound Studio for mastering. We have finally finished the works by the end of 2021.

3. In the works of Cosmic Putrefaction the themes most dealt with are: pessimism, Lovecraftian horror, metaphysics and the condition of man seen from a nihilistic perspective. This third disc is the continuation of the previous one. Why this choice? Did you still have something to say or do you want to give a sense of continuity and evolution?

You're not the first to notice this closeness to Lovecraft. But you will be amazed to know that he is not the main inspiration, but in some way Dante Alighieri. Already on the cover of the disc it can be seen, as there is a tribute to an illustration of the Divine Comedy by Gustave Doré. The story resumes that of the previous album: an abandoned soul witnesses the destruction of the home planet, which begins to wither; a kind of apocalypse. As he walks towards his horizon, he elaborates this catastrophe through hallucinated dreams and visions. In the finale, which I have unintentionally left open, the protagonist is still intent on this wandering. “Crepuscular Dirge…” begins right here. In short, he arrives in a place where, among boulders and ruins, he manages to find a tunnel that leads underground. Here he reaches a small beach, in front of which he finds a small raft. From here the passages of the album are more concrete and our character begins to travel the waters of a languid and peaceful underground thermal river (A tribute to the Eunoé, the river of remembrance, in some way), almost a sort of refuge from the destruction he has just witnessed. During the journey he relives all the previous horror. Finally, he finds himself in the very moment described by the cover: a beach with red curtains, a reference to the symbolism of David Lynch, beyond which there is a window that overlooks Dante's Empyrean Sky. But the image that the protagonist sees is terrible and fascinating: the angels fall down rather than rise upwards and arrange themselves around the concentric circles represented by God (this is why the title "Crepuscular Dirge for the Blessed Ones"). I have practically overturned the paradigm a bit.

4. In all your projects it seems that you don't want to be labeled, as if your music only wants to be yours. Where does this constant search for experimentation come from? Are you satisfied with the artistic maturity reached?

To be honest, my desire to be experimental ended after The Clearing Path [another solo project, ed]. Before, I had a kind of pioneering drive to constantly search for a breaking point, artistically speaking. But I realized that it was a fairly out of reach goal and that today it is much more difficult to be a breaking point. Let me explain. For example, in the 1970s you could develop very new things: technological progress allowed for markedly drastic changes. Today, however, everything becomes immediately obsolete, extremely fast and immediately available. The brain cannot keep up with everything: think about how many records come out in a single year. Paradoxically, progress is perhaps more linear even if at exponential speeds but less drastic, which is why I understood that a pioneering attitude was utopian. So I concentrated on doing things that went beyond the homework with a simple question: what can I do IN Death Metal and not WITH Death Metal? I want to try to be personal but within styles that are still known.

5. A very recurring question: why are all of your projects, or almost all of them, soloists? I certainly don't think it's a lack of musicians, as Vertebra Atlantis or Turris Eburnea demonstrate. So I'd like to say that there is a deeper choice behind it, for example having total control of your work. Is that so?

Your assumption is certainly true but that's not all. Basically, when you have clear ideas about what to do, I find it stimulating to want to challenge yourself and work alone. This is also why I hardly ever publish Ep: for my mindset and the way my projects are structured, I find them partial products. The only one was in 2015 with The Clearing Path but I consider it a mistake (mostly because it was a quick job). Different speech for Turris Eburnea for which the EP was a temporal and practical necessity given the distance. The idea was to make a record that reflected a precise moment, the first pandemic lockdown. So, mistakenly thinking that the pandemic would be short-lived, we condensed the work a lot and we considered an EP to be the maximum achievable result. However, returning to your question, for me it was making a virtue of necessity. I began my career in the early 10s with Oaken / Throne (a Death Metal project, whose unreleased album is largely found in Cosmic's debut) and Thy Solace, a Hardcore band. But they both broke up a few years later almost simultaneously. So I rolled up my sleeves and continued the work alone. Also I don't particularly like playing live. I had clear ideas, so I already knew where to go; and then the group work is more complicated, even if with Vertebra Atlantis we go very well in terms of affinity. But it must be said that we are only two people (Vrangr has left the band, but I greet him with affection, there is no aversion between us), not ten. I think the difficulty is that a band has to meet 3 basic requirements: skill and ability of the members, get along, and have similar ideas or otherwise willingness to compromise. The solid coexistence of these 3 factors is a unique and rare fact if you think about it.

6. From here follows another question: how do you "change" modus operandi from one project to another? It's true, the genres you play the most are Black and Death Metal, but you still deal with the most extreme, twisted and experimental fringes that require a lot of writing skills. How can you manage your projects without falling back into one or the other?

One trick I take is to tune the guitars in a different way. It will sound silly but it isn't. Let me explain. In the piano, harmony and notes are extremely clear in front of our eyes: a key will always correspond to the same note of the same pitch and a chord of a certain pitch will always be played with the same fingering. The guitar, on the other hand, has potentially limitations, which however can also be strengths: if you change the tuning, the fingerings and notes corresponding to the respective frets (and the respective strings) change too, so completely unexpected things can emerge. From the second Cosmic album, for example, I decided to play on different tones and try a tuning that is always lowered but open. The first one - as in the days of Oaken / Throne - was instead simply in drop. It's funny but the tuning I use would be perfect for the acoustic guitar to play on the beach [he laughs, ed] because it is very open, but this allowed me to try out particular chords with unusual positions.I am a little scared that there is an intersection between projects, because when you start developing your own style, it goes without saying that you unconsciously try to bring it into all your works. The different tunings help me to keep the differences. With Vertebra and Turris, on the other hand, I play in lowered standard tones: with the first ones I play in standard Bb and with the second ones in standard B. Let's also say that I still treat different genres with different stylistic features.

7. Which are the bands, artists or musical genres that have influenced you the most or from which you have taken the most inspiration?

I will give you 2 answers. One is more scholastic. I'll tell you which are the bands that I could be approached and that have influenced me in a certain sense: Immolation, StarGazer, Deathspell Omega, Ulcerate, Gorguts and Voivod. Many also say Blood Incantation, but with them I feel I share more a stylistic approach since they focus on sci-fi themes more related to extraterrestrials, paleoastronautics, etc, while my idea is more to use the cosmos as a "metaphysical" place let's say. The less conventional answer, on the other hand, concerns what has probably been the record that has influenced me the most for 10 years: “Obsian” by Castevet. It is a very impressive work, and perhaps you can feel its influence in my works. The band is unique: they took, for example, Voivod, Ved Buens Ende and Deathspell Omega and reinterpreted them in a unique way. I also had a constant correspondence with Andrew Hock [Castevet, ed]. Within that album there are elements in which I reflect a lot and which I use: chords, knotty arpeggios, dreamy sounds ... If you listen to it you will understand what I mean.

8. Last question: are you already working on new material for one or more of your projects? Can you anticipate something? I leave you the last words and thank you very much for your availability.

Yes, we are already working on the new Vertebra Atlantis record. To be honest it is Riccardo who presses me to work on the new material [he laughs, ed]. There will probably be a new component, we'll see… More or less we already have 3 songs ready. I usually work very fast like in Cosmic; an album that, trust me, it was a miracle to be able to release. I just hope not to lose the self-criticism or worse, the ideas. To be clear, whoever stops is lost, which is why I must always remain active. I always need to write songs, even if maybe I should take it slower with the guitar or I'll have a burnout [he laughs, ed]. Thank you so much for this chat and for the support!

 

 

Pubblicato in Interviste

Il 27 ottobre 2020 i Sodom hanno rilasciato "Genesis XIX", il loro sedicesimo album (trovate a questo link la nostra recensione). Da quasi quarant'anni la band tedesca infiamma la scena musicale con un thrash metal disumano, feroce e diretto come un pugno in faccia. E a tenere le redini di questa carrozza infernale c'è da sempre l'inossidabile Tom "Angelripper" al basso e alla voce: un vero e proprio condottiero le cui corde vocali, temprate nel nero fuoco, resistono imperterrite all'inesorabile scorrere del tempo. Poco prima dell'uscita del disco abbiamo avuto il piacere di fare alla band qualche domanda ed il buon Tom è stato disponibilissimo ed esaustivo nel rispondere. A voi l'intervista allo "Squarta angeli". Buona lettura!

[English Version Below]

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1. Ciao ragazzi e benvenuti su Allaroundmetal, è un piacere. Come state? Tra poco rilascerete il vostro sedicesimo album "Genesis XIX". Come vi sentite a riguardo?

Stiamo tutti molto bene e siamo felici e orgogliosi che "Genesis XIX" sia stato completato. C'è sempre qualcosa di molto speciale quando viene pubblicato un nuovo lavoro.

2. Volete parlarci della scrittura del disco? Come avete lavorato?

Facciamo ancora tutto alla vecchia maniera. Ci incontriamo in sala prove, iniziamo una jam session, beviamo qualche birra e vediamo ciò che esce. Il più delle volte si inizia con un riff di chitarra e poi tutti aggiungono le loro idee. Quindi passo ad adattare le mie parti vocali e la metrica. Ma ci sono anche momenti in cui torniamo a casa senza aver ottenuto nulla; non puoi sperare che vada sempre tutto liscio. Entrambi i chitarristi sono grandi cantautori ma con punti di vista diversi. Frank è molto influenzato dai chitarristi degli anni '60 e '70, mentre Yorck è anche interessato alle band moderne. Ma è proprio questa eterogeneità che rende l'album così colorato. Abbiamo poi registrato le tracce nel nostro piccolo studio, e in seguito mi è venuta l'idea di mixarle in uno studio più grande e professionale in analogico. Il problema è che la maggior parte degli studi nella nostra zona è sparita, ed è rimasto solo quello di di Siggi (Siggi Bemm, ndr) che era molto interessato a una collaborazione con i Sodom. Con lui abbiamo registrato anche la voce, perché ha un'attrezzatura migliore di fascia alta.

3. "Genesis XIX" è il primo album che conta quattro membri al suo interno. Come mai avete deciso di aggiungere un'altra chitarra?

Mi è venuta l'idea di reclutare una seconda ascia quando Bernemann era ancora nella band. Lui non sembrava molto interessato e ho pensato che non avrebbe mai accettato un secondo chitarrista al suo fianco. Più tardi, dopo la sua dipartita, abbiamo iniziato a provare le sessioni con Frank. E ora tracce come "Nuclear Winter", "Sodomy & Lust" e Christ Passion" suonano così incredibili e autentiche. Ero assolutamente sbalordito nel sentire che la chitarra fosse esattamente lo stessa di "Persecution Mania" o di "Agent Orange". Ora siamo in grado di proporre le tracce in chiave originale durante i live. Anche Yorck è un grande fan dei Sodom, e ha avuto molte idee per delle nuove tracklist di impatto. Con due chitarristi siamo ora in grado di eseguire brani che altrimenti non funzionerebbero con uno solo. Il mio basso infatti non poteva di certo sostituire una seconda ascia. Il suono dal vivo adesso sta diventando più brutale e dinamico.

4. E riguardo il ritorno del mitico Frank Blackfire, che ha suonato in "Agent Orange", quanto ha influito il suo stile in "Genesis XIX"?

Frank è un ottimo compositore e ha contribuito molto in alcuni pezzi al nuovo album. Il suo stile si adatta perfettamente alle nostre nuove tracce, ed è esattamente quello che aveva in Agent Orange. É per questo che lo adoro.

5. In tutta la vostra carriera ci sono stati molti cambi di line-up, eppure il vostro sound è rimasto invariato. Come è possibile?

Questo è molto importante per me. Ovviamente i nuovi musicisti suonano sempre un po' diversi, ma tutti cercano di integrare la magia dei vecchi dischi dei Sodom nelle nuove canzoni. E poi ci sono la mia voce e il mio basso, che credo siano il nostro marchio di fabbrica.

6. In questi anni molte thrash metal band storiche hanno rilasciato degli ottimi album. Possiamo parlare di un ritorno dell'old school?

Nel 2000 ci fu un ritorno al metal classico e molte band ottennero di nuovo attenzione. Alcuni parlano di una rinascita del thrash metal, ma ad essere completamente onesto non posso assolutamente condividere questo punto di vista. Noi ci siamo sempre stati. Contrariamente a diverse realtà, i Sodom sono probabilmente l'unica band che è sempre rimasta fedele a se stessa. Effettivamente la nuova generazione di fan pare interessata ai gruppi old school, e questo ci apre sicuramente ad un bacino di utenza più ampio.

7. E parlando proprio delle nuove generazioni, saranno mai in grado un giorno di prendere il vostro posto?

No, le vecchie band non possono essere sostituite e nessuno potrà mai colmare queste lacune. Secondo me le realtà nuove dovrebbero provare a creare qualcosa di innovativo senza copiare dal passato. Puoi trarre ispirazione certamente, ma oggigiorno è molto importante mantenere la tua indipendenza e originalità.

8. Il 2020 è forse l'anno più difficile per tutti a causa della pandemia. Voi come la state affrontando? Quali sono i vostri piani quando tutto sarà finito?

Nessun piano, se non scrivere nuovi brani. Cos'altro possiamo fare? Questa pandemia è un disastro, soprattutto per artisti, attori e musicisti. Abbiamo dovuto cancellare o posticipare tutti i nostri spettacoli quest'anno. Anche gli aiuti di stato sono del tutto inadeguati. L'arte e la cultura non contano molto in Germania. Ma chi ha la soluzione al problema? Chissà quanto durerà? Il mondo intero ora sembra essere fuori controllo.

9. I Sodom sono sulla scena metal dal 1982; una lunghissima carriera. Essere "on the road" dopo tutto questo tempo deve essere stressante e per nulla facile. Come fate ad essere sempre così in forma?

Finché restiamo creativi e ci divertiamo, non è affatto un problema scrivere nuove canzoni. Anche dopo quasi 40 anni, ho sempre molte idee in mente. Siamo in grado di pubblicare un album ogni anno, ma ciò avviene sempre e solo in coordinamento con la casa discografica. I tempi sono cambiati e i ritmi sono più veloci, così preferiamo produrre solo un album ogni due o tre anni. Ovviamente so di non essere più giovane e mi godo ogni minuto sul palco. Il lunghi e scomodi tour sono estenuanti e non ti nego che è una cosa che odio davvero. Ma come band di fama internazionale devi farlo e fortunatamente abbiamo sempre energia e grinta. Personalmente non ho mai fatto uso di droghe prima, ma ho ancora il vizio del fumo e dopo uno show ci facciamo qualche birra. In generale bisogna stare attenti e saper dosare le forze.

10. Questa era l'ultima domanda, perciò lascio a voi le ultime parole. Cosa avete da dire ai nostri lettori e a tutti i vostri fan italiani? Grazie per il vostro tempo e speriamo di vedervi presto qui.

Dobbiamo aspettare e vedere come si evolverà la situazione attuale. Se non possiamo fare concerti il prossimo anno probabilmente pubblicheremo un altro album. Sicuramente non ci annoieremo e anzi, abbiamo già abbastanza materiale nuovo. Ma comunque, grazie per il vostro fedele e costante supporto dopo tutto questo tempo. Ti vogliamo bene. Con affetto, Tom.

[English Version]

1. Hi guys and welcome to Allaroundmetal magazine. It’s a pleausure for us. How are you? You're going to release your sixteenth album “Genesis XIX”. How do you feel?

We are all doing very well. We are happy and proud that genesis is completed. There is always something very special when a new album is released.

2. Do you want to talk about the writing process? How did you work?

We still do everything according to old fathers' custom. We meet in the rehearsal room, start a jam session, have a few beers and it sprays out for us too. Most of the time it starts with a guitar riff and everyone adds their ideas. Then I arrange everything again to adapt the title for my vocal parts and to match the dimensions of the text. But there are also rehearsals where we go home without having achieved anything; you just can't get over the knee. Both guitarists are great songwriters but with different points of view. Frank is also very influenced by guitarists from the 60s and 70s, Yorck is also interested in modern bands. But these different songs make the new album so colorful. We recorded the songs in our small studio, but later I came up with the idea to mix it in a big and professional studio on an analogue desk. But the most studios in our area are gone, just Siggi`s woodhouse studio is left. Siggi was very interested in a cooperation with Sodom. We also recorded the vocals with Siggi, cause he have better high end equipment and professional microphones for vocal recording.

3. “Genesis XIX” is the first Sodom album that counts 4 members. Why did you decide to add another guitar?

I came up with the idea to recruit a second axeman when Bernemann was still in the band. But he seemed not very interested and I thought that he would never accepted a second guitarist by his side.  Later, we started rehearsing sessions with Frank for the first time after he left the band. And now songs like "Nuclear Winter", "Sodomy & Lust", and "Christ Passion" sound so amazing and authentic. I was so astonished that the guitar sound is exactly the same like on "Persecution Mania" or "Agent Orange" albums. Now, we are able to reproduce the songs in an original way during the live sets. Yorck as well is a big Sodom fan, so he came up with a lot of ideas for new songs and upcoming setlists. With two guitarists we are able to perform songs which are not working with just one. Even my bass can`t replace a second guitar. The live sound is getting more brutal and dynamic.

4. What about the great Frank Blackfire? Considering he played on "Agent Orange", how much did his style influenced "Genesis XIX"?

Frank is also a songwriter and contributed a few pieces to the new album. He always plays the same style as on Agent Orange, but that's what I love. His style fits a lot of our new songs perfectly.

5. You had a lot of line-up changes throughout your career, but your sound and style are always the same. How do you do it?

This is very important to me. Of course, new musicians always sound a little different, but of course they try to integrate the magic of the old Sodom records into the new songs. I think my bass sound and my voice ultimately turn every song into a Sodom song.

6. In recent years many historical thrash metal bands have released some fantastic albums. Can we say that there is a return of old school music?

In 2000 there was a return to classic metal and many historical bands got a lot of attention again. Many speak of a Thash revival, but to be completely honest, I cannot share this view at all. We have always been there. Contrary to all trends, Sodom is probably the only band that has always stayed true to itself. But the new generation of fans is now interested in these old-school bands again. That opens up completely new fan potential for us.

7.  What about the new generations? Will they one day be able to take your place?

No, the old bands can no longer be replaced. No one can ever fill these gaps. New bands should try to create something new without copying the old bands. You can get inspiration, but it's very important these days to maintain your independence and originality.

8. 2020 is perhaps one of the most difficult for everyone, due to the pandemic. How are you dealing with it? What are your plans when it is all over?

No plans at all. Just writing new sonds. What else we can do? This pandemic is a disaster, especially for artists, actors and musicians. We had to cancel or postpone all of our shows this year. State aid is also completely inadequate. Art and culture don't count for much in Germany. But who has the solution to the problem? Who knows when it will continue? The whole world now seems to be out of control…

9. Sodom have been on the metal scene since 1982; a very long career. Being "on the road" after all this time has to be stressful and difficult. How can you always be in such great shape?

As long as we stay creative and enjoy it, it's no problem at all to write new songs. Even after almost 40 years, I always have a lot of ideas that flow into the songs. We are able to release an album every year, but that only ever happens in coordination with the record company. Times have changed and time is running faster and faster, so that we can only produce an album every two to three years. Of course, I'm not getting any younger. But I enjoy every minute on stage. The long and uncomfortable journey to the venues is exhausting. I really hate that. But as an internationally known band you have to do that. But we always have energy. Personally, I've never used drugs before, but I still smoke. After the show there are also a few beers. But you have to be careful and you have to learn to divide your strength.

10. I leave the last words to you. What do you have to say to our readers and all your Italian fans? Thank you so much for your time, stay safe and we hope to see you soon in Italy.

We have to wait and see how the current situation develops. If we can't do concerts next year, we'll probably release a new album again. So it never gets boring. We already have enough ideas again… but anyway, thanx for your loyal support all over the dacades. We love you. Yours truly, Tom.

 

Pubblicato in Interviste

(English version below)
Dopo aver recensito il fantastico "Ossuarium Silhouettes Unhallowed" (qui il link alla recensione), abbiamo potuto scambiare quattro chiacchiere con Lasse Pyykkö, fondatore e mastermind dell'oscura Death/Doom band finalndese Hooeded Menace.

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- Ciao Lasse e benvenuto sulle pagine di Allaroundmetal
Ciao, grazie per avermi ospitato.

- “Ossuarium Silhouettes Unhallowed” è ormai uscito qualche giorno fa: come sono stati i riscontri sinora?
Abbastanza sorprendenti, in realtà. So che abbiamo fatto un buon disco, ma questa grande risposta mi ha un po’ sorpreso. È l’album coi migliori feedback sin dai tempi di “Never Cross the Dead”, che è spesso considerato il nostro miglior album.

- Questo è il primo album con il nuovo vocalist, Harri Kuokkanen: com’è stato lavorare con lui?
Piacevole. Ha voce e musicalità per portare a termine grandi risultati. Ci troviamo anche sul piano personale.

- Dopo che avete registrato “Ossuarium...” sono entrati in formazione Antti Poutanen al basso e Otso Ukkonen alla batteria. Si sono già integrati bene?
Sì, andiamo tutti d’accordo e loro hanno portato energie fresche e nuovo entusiasmo alla band.

- Nella recensione ho affermato che il vostro è un sound riconoscibile al primissimo ascolto. Quali sono state le influenze che vi hanno portati ad avere questo tipo di sonorità?
I Candlemass degli anni ‘80, i primi due lavori dei Paradise Lost (così come il loro nuovo album), il primo album e i demo dei Cathedral, primi Anathema e My Dying Bride, vecchi Katatonia, Winter, Trouble, gli Iron Maiden e i Metallica degli 80’s, Black Sabbath…

- A tal proposito, oltre le atmosfere oscure ed alla compattezza del vostro sound, in “Ossuarium...” sembrano esserci ancor più sfumature melodiche… mi sbaglio?
Sì, sono d’accordo che il nuovo album è più melodico e malinconico. Sembra che ogni nuovo album sia sempre più melodico del precedente. Non penso possa continuare così per sempre – non con una band come noi.  Ad un certo punto potrebbe diventare scadente ed inutile ed eventualmente qualcosa di veramente essenziale potrebbe andare perso.

>>> Video di "Charnel Reflections <<<

- Trovo che la cover del disco è pressoché perfetta nel coniugarsi al vostro sound ed al concept. Cosa puoi dirci al riguardo?
Sì, sono d’accordo. Adam Burke ha creato qualcosa che calza a pennello con le atmosfere dell’album. Gli abbiamo dato qualche linea guida ed i testi, se ricordo bene, e ha preso tutto da lì, costruendolo ed azzeccandoci. La copertina riflette l’oscura poetica e le sognanti/angosciose vibrazioni dell’album. È venuto tutto assieme.

- Per le tematiche vi rifate soprattutto all’immaginario dei film Horror, giusto? Soprattutto la saga dei Resuscitati Ciechi. È alla base anche del vostro ultimo album?
Non è alla base dell’album. I film Horror, anche la saga di Blind Dead, ancora c’ispirano sicuramente, ma funzionano più come un punto di partenza per accendere il precesso. Nel processo di scrittura l’idea originaria o l’ispirazione possono diventare velati o scomparire del tutto per idee più convincenti. Può andare ovunque finché ha la giusta atmosfera. I testi sono su sensazioni ed atmosfere e tu li puoi interpretare a modo tuo. È ancora tutto radicato in tematiche cupe ed angoscianti, è solo un approccio diverso. Stessa cosa con il nostro precedente album, “Darkness Drips Forth”.

- Cosa è cambiato e cosa no negli Hooded Menace in tutti questi anni? È che ascoltando “Ossuarium...” si ha l’impressione che dopo 10 anni di attività tu abbia sempre mantenuto inalterato il cuore del progetto.
Beh, la formazione è cambiata un paio di volte (ride). Siamo diventati più melodici nel corso degli anni, ma non abbiamo mai perso l’essenza più profonda della band. Ci sono sempre queste oscure e sinistre atmosfere nella musica che suoniamo. È sempre pesante e senza compromessi. Puoi aggiungere melodie e quant’altro, ma l’essenza del sound rimane sempre la stessa – finora almeno. Naturalmente, poiché la musica della band si è diffusa sempre di più, i concerti e i tour sono migliori, o almeno dovrebbero esserlo, il budget per le registrazioni è migliore, la promozione è migliore etc. Le cose si sono fatte piàù serie, ma comunque è dvertente come prima se non di più. In realtà è più divertente ora. Mi godo i cambi musicali che arrivano lungo la strada, è divertente che si sia sempre qualcosa nei piani… Sì, è stato un bel viaggio finora.

>>> Video di "Sempiternal Grotesqueires" <<<

- Spostandoci un attimo ad un altro argomento, c’è una cosa di cui sono sempre stato estremamente curioso e questa è la prima volta che ho la possibilità di poterlo chiedere: com’è vissuto il Metal in Finlandia?
Come saprai, il Metal è un genere mainstream in Finlandia. Grandi realtà underground come i Beherit possono entrare nella classifica degli album venduti, ma naturalmente le bands di livello più underground sono ancora molto sotto la terra. Ma ci sono un sacco di shows per chiunque e la gente è attiva ed entusiasta. È molto bello che i gruppi finlandesi siano finalmente presi seriamente all’estero così come in patria. Non era così in passato. Non direi che questo fenomeno è eccezionale, solo perché la maggior parte del mainstream metal è davvero una musica terribile. Preferirei molto di più sentire un pop-hit degli anni '80 alla radio rispetto ad un altro gruppo heavy metal, ma credo di poterci convivere con questo (ride).

- Dalla vostra nazione tra l’altro provengono moltissimi gruppi a dir poco fantastici. Ce n’è qualcuno che ti piace particolarmente? E qualche band, magari non molto conosciuta oltre i vostri confini, che ti sentiresti di consigliare?
Sì, ci sono un mucchio di bands metal che mi piacciono molto come Xysma, Funebre, Disgrace, Abhorrence, Tarot (primo album), Reverend Bizarre, Thergothon, Beherit, primi Sentenced e Amorphis, Rippikoulu e così via. Penso mi piaccia maggiormente la roba vecchia, ma la scena odierna anche è buona. Non sono così entusiasta invece delle maggiori esportazioni finlandesi di heavy metal.

- Prima di chiudere, una domanda quasi d’obbligo. Cosa c’è in programma nel prossimo futuro? È in vista un tour in supporto ad “Ossuarium...”?
Speriamo di girare l’Europa con il nuovo album quest’estate, ma ancora nulla è certo. Di sicuro c’è che suoneremo “Fulfill the Curse” per il suo decimo anniversario al Roadburn (Olanda) ed al Kill-Town Death Fest (Danimarca). Poi è in programma anche il North of the Wall Festival (Gran Bretagna) e a fine marzo suoneremo in apertura agli Electric Wizard ad Helsinki, Finlandia. Ce ne saranno di più, ma questo è quanto per cominciare.

- Bene Lasse, ti ringrazio per il tempo che ci hai concesso: è stato un onore per me poterti intervistare. Lascio a te le ultime parole. Terveisiä Italiasta!
Grazie e speriamo che il nostro tour europeo ci porti in Italia!

>>> Full streaming di "Ossuarium Silhouettes Unhallowed" <<<

(English Version)

- Hi Lasse and welcome on Allaroundmetal
Hi, thanks for having me!

- “Ossuarium Silhouettes Unhallowed” was released a few days ago: how were the responses so far?
Quite amazing, actually. I know we made a good record but this great response surprised me a bit. It´s the best feedback since “Never Cross the Dead” which is often considered our best album. 

- This is the first album with new vocalist, Harri Kuokkanen: how was working with him?
Easy. He´s got a voice and musicality to pull it off with great results. Things click on personal level too. 

- After you recorded "Ossuarium...", Antti Poutanen (bass) and Otso Ukkonen (drums) joined the band. Did they integrate yet?
Yeah, we are all getting along fine and they have brought some fresh energy and enthusiasm to the band. 

- In the review I wrote that your music is identifiable at the very first listening. Which are the influences who brought you to have this sound?
80´s Candlemass, first two Paradise Lost albums (digging their new album as well), first Cathedral album + demo, early Anathema and My Dying Bride, old Katatonia, Winter, Trouble, 80´s Iron Maiden and Metallica, Black Sabbath…. 

- Speaking of which, besides the dark atmospheres and the roughness on your sound, on "Ossuarium..." I found some more Melodic hints... am I right?
Yeah, I agree the new album is more melodic and melancholic. Seems like every new album is more melodic than its predecessor. I don´t think it can continue like this forever though - not with a band like us. At some point it´ll become cheesy and pointless and eventually something very essential will be lost. 

- To me the cover art is perfect to combining with music and themes. Could you say something about?
Yes, I agree. Adam Burke created something that totally fits the atmosphere of the album. We gave him some guidelines and lyrics too, if I remember correctly, and he took it from there, build on it and nailed it. The cover art resonates with the album´s darkly poetic and dreamy/nightmarish vibe. It all comes together. 

- About themes, you take inspiration to Horror movies, right? Especially the Blind Dead Saga. Is it the base of this album, too?
It´s not the base of the album. The horror movies, also the Blind Dead, still inspire us indeed but they function more as just a starting point to spark the process. In the writing process the original idea or inspiration can get veiled or totally vanished for the more compelling ideas. It can go anywhere as long as its got the right vibe to it. The lyrics are all about feel and atmosphere and you can interpret them in your own way. It´s still rooted in all things gloomy and nightmarish, it´s just a different approach. Same thing with our previous album “Darkness Drips Forth”.

- What's changed and what's not in Hooded Menace in all these years? 'Cause listening to "Ossuarium...", I think that you still keep unchanged the core of the project.
Well, the line-up has changed a couple of times (laughs)! We´ve got more melodic along the years but we have never lost the deepest essence of the band. There´s always this dark and menacing vibe to the music we play. It´s always heavy and never compromised. You can add melodies and whatnot but the core sound remains the same - so far at least. Of course as the band´s music has spread wider and wider the gigs and tours are better, or at least should be, the recording budgets are better, the promotion is better etc. Thing gets more serious but it´s still just as much fun as before if not more. Actually it is funnier now. I enjoy the musical challenges that come along the way, it´s fun that there´s always something in plans… Yeah, it´s been a good trip so far.

- Moving on to another argument just for a moment, there's something I've always been extremely curious about and this is my first chance to ask to someone. It's about Metal in Finland: how is experienced?
As you might know, metal is mainstream music in Finland. Bigger underground acts such as Beherit can hit the album charts but of course the more underground-level bands are still very much under the ground. But there are loads of shows for everyone and people are active and enthusiastic. It´s pretty cool that Finnish metal bands are finally taken seriously abroad as well as in their home country. That wasn´t the case back in the day. I wouldn’t say this phenomenon is only great because most of the mainstream metal is really awful music. I´d much rather hear any cheesy 80´s pop hit from the radio than another bad heavy metal band, but I guess I can live with that (laughs). 

- From your Country came a lot of great bands, I think. There are some that you like most? Or some - not famous out of your borders - that you like to suggest?
Yeah, there´re plenty of metal bands that I like very much such as Xysma, Funebre, Disgrace, Abhorrence, Tarot (first album), Reverend Bizarre, Thergothon, Beherit, early Sentenced and Amorphis, Rippikoulu and so forth. I guess I like mainly the old stuff but the current scene is good too. I´m not so excited about the biggest Finnish heavy metal exports though. 

- Before we close, an usual question: what's next? There will be a tour supporting your last release?
We hope to tour Europe for the new album in the summer but nothing´s set in stone yet. Sure thing is that we´ll play “Fulfill the Curse” the 10 year anniversary sets at Roadburn (NL) and Kill-Town Death Fest (DK). Then there´s also North of the Wall festival (UK) lined-up and in late March we´ll be opening for Electric Wizard in Helsinki, Finland. There´ll be more but that´s it for the starters. 

- Well Lasse, I really thank you for grant us your time. It's been an honour to interview you. I leave you the last words. Terveisiä Italiasta!
Thanks and hopefully our European tour will take us to Italy! 

Pubblicato in Interviste

[English version below] 

Venticinque anni di carriera, un undicesimo album, "Totenritual", in uscita tra dieci giorni: i Belphegor sono tra i nomi di spicco della scena estrema mondiale. In vista dell'uscita del nuovo album (qui la recensione), abbiamo intervista il fondatore e cantante/chitarrista Helmuth. E, come sempre, non ha avuto peli sulla lingua

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Salve Helmuth e grazie per il tuo tempo. “Totenritual” è il vostro undicesimo album: quali sono le vostre sensazioni su questo disco?
Tutto alla grande qui al momento, stiamo facendo tanto lavoro di pre-promozione per il nuovo album e distruggendo festival estivi.
Non vediamo l'ora che questo undicesimo lavoro dei Belphegor sia rilasciato. Ci sono stati molti sacrifici personali mentre scrivevamo e registravamo quest'album in particolare. Possiamo dire che abbiamo raggiunto un nuovo livello di estremismo e sviluppato il nostro sound feroce. Io sono assolutamente soddisfatto del risultato di tutto riguardo questo progetto.

Quest’anno raggiungerete il traguardo dei 25 anni di carriera: come si sono evoluti i Belphegor dagli esordi ad oggi? E quanto diversa è la scena ora rispetto al passato?
Sì, sembra ancora non reale e lo considero un onore, sai sono orgoglioso d’essere sopravvissuto per decenni ed ancora suoniamo Metal e siamo forti come mai prima. Odio l'immobilità, quindi tutto va alla grande ora che ci siamo portati ad un nuovo livello come musicisti e come band.
Sai, sono ancora "on fire" a pronto per nuove sfide ed esperimenti col sound, provare nuove cose. Non m'importa tanto cosa fanno altri artisti o l'opinione degli altro. Supporto quello che mi piace ed ignoro il resto. Vivo il mio mondo con le mie regole. Tutto ciò al di fuori di questo veramente non m'importa più di tanto. Adoro il silenzio e la solitudine... nel mio mondo misantropico con le mie regole.

Hai definito “Totenritual” come il disco più brutale che avete mai inciso. Cosa dovremo aspettarci quindi da quest’album?
E' assolutamente così. Aspettatevi un album intenso e violento con un eccezione muro di suono, opera di Jason Suecof e masterizzato da Mark Lewis agli Audiohammer Studios in Florida, USA. Abbiamo ottenuto la creazione del nostro album più brutale finora con un tono maligno e oscuro e vibrazioni rituali, esattamente come si eravamo preposti. Mi ispiro a tutto ciò che vedo e vivo. Abbiamo incontrato molte persone diverse in giro per il mondo. Le persone che sono matte sono sempre le più interessanti. Sono affascinanti anche quelli che vivono in maniera differente dal tipo comune di persone. Tutto quello che è oscuro, anti e non-conformista ottiene la mia attenzione. Ho avuto molte opportunità durante la mia vita d'imparare che la vita reale è spesso più strana di qualsiasi finzione. Ed è questo che mi ha ispirato a cominciare a scrivere quest'album speciale, intitolato "Totenritual". La morte è ovunque, i demoni volteggiano su di noi, semplicemente aspettano...

La vostra peculiarità è un sound a cavallo tra il Death ed il Black, ma sempre contraddistinto da una certa “oscurità”. “Totenritual” non è un’eccezione, giusto?
Cambia sempre quando comincio un nuovo progetto con la truppa. Bloodhammer, il nostro nuovo batterista, suona con uno stile molto tecnico, quindi con lui nell'ovile siamo stati in grado di migliorarci come band e musicisti, provare nuove cose e renderle più fresche simultaneamente. Anche mr. Serpenth ha tracciato la miglior performance al absso da quanto è nella band.
Non abbiamo mai avuto così tanti breaks e fills e piccoli dettagli aggiunti alle nostre canzoni che le han migliorate. Questo è il nostro album più tecnico finora. E' grande, tutto spinge ai limiti di quanto abbiamo fatto prima e ancora e ancora pisciamo sul mainstream con il nostro retaggio e l'attitudine

E’ solo una mia impressione, o il primo singolo, “Baphomet” è più Death-oriented?
Questa volta abbiamo accordato le chitarre molto più in basso di prima, in modo da trovare un diverso tono più basso. E' stata una grande decisione e ha aperto un nuovo mondo nel mio modo di suonare e nel processo di songwriting, è un altro stato di estremismo sonoro. Detesto restrizioni o ristagnamenti. Cerchiamo sempre di sfidare noi stessi, sai. Lo facciamo per cambiare il processo di scrittura, gli studios, produttore etc. Lavoriamo con una varietà di persone differenti nel team di registrazione per ogni album. Questo ci dà automaticamente un suono distinto per ogni release.
Con "Embracing Star" abbiamo sperimentato cercando nuove cose negli arrangiamenti, aggiungendo cori di monaci, parti parlate, grunts e growls, anche chitarre acustiche. "Swinefever" è probabilmente la traccia più brutale e blasfema nel nuovo album, mentre l'inno dalle influenze classiche "The Devil's Son" è la canzone più veloce che abbiamo mai registrato.

Le vostre tematiche sono sempre estreme, ma avete sempre specificato che è un errore definirvi una band “Satanic Black Metal” come spesso accade: cosa puoi dirci?
Siamo ancora nemici della croce, non c'inginocchiamo, strisciamo né preghiamo alcun dio.
Da decenni usiamo molti poemi originali, da vecchi libri etc. Consiste in incantesimi, poemi, canti e così via, la maggior parte nella lingua originale in modo da non rovinare o distogliere l'attenzione dal significato inteso... Ecco perché i nostri contenuti lirci sono scritti in inglese, latino e tedesco.
I versi in tedesco suonano molto duri nella pronuncia e forniscono una sensazione brutale ed atmosferica, come puoi sentire in "Apophis - Black Dragon". E' anche una specie di trademark unico che usiamo tre lingue e lo facciamo dal 1994.
Nei nostri testi ho sempre usato la filosofia che vede Satana/Lucifero - il Portatore di Luce come un'orgogliosa, esaltata, maestosa figura che ha resistito contro ogni altra influenza. Quest'archetipo è il solo a prendere le sue decisioni da solo, camminare il suo sentiero da ribelle, che si fa beffe delle masse. Mi descrivo come un ateo con tendenze verso il nichilismo. Voglio dire, c'è molto d'oscurità e possesione nei Belphegor e sempre c'è stato.
"The Devil's Son" parla della storia della vita del violinista italiano Niccolò Paganini, scritta dal suo punto di vista. Aveva una pelle pallida e vestiva sempre di nero. La sua virtuosa tecnica violinistica, la velocità inumana con cui suonava e la (demonica) precisione tecnica, il suo aspetto con lunghi arti, dita e giunture agili, hanno portato le persone all'idea che fosse posseduto ed avesse fatto un patto con il diavolo. Molto interessante, davvero... La canzone è esplosiva con chitarre ultra veloci ed arrangiamenti influenzati dalla Classica. Non voglio rivelare di più qui, quindi dovrete aspettare, ascoltare e capire.
"Apophis - Black Dragon", il signore dell'oscurità e del caos, il drago nero, indistruttibile, se guardi nei suoi occhi per troppo tempo muori. E' anche summenzionato per essere il più antico nemico del dio del sole Ra nella mitologia egizia, ha molti versi in tedesco.
"Swinefever - Regent of Pigs", credo non debba dire molto al riguardo - il titolo dice tutto. Pura blasfemia contro l'ipocrita istituzione chiamata chiesa.
"Baphomet" è il creatore di tutto. L'arrangiamento parla della dualità della vita: uomo-donna, fuoco-acqua, umano-demone, amore-odio etc. Parla anche del volere, di disciplina, libertà ed il desiderio di camminare la propria strada "da soli", senza che qualcun altro decida cose relative alla tua vita - per svilupparsi come umano, magia sessuale e creazione di sé stessi.

Quest’autunno ci sarà l’”European Totenritual Crusade”, che vi vedrà in tour per l’Europa insieme a Deströyer666, Enthroned, Nervochaos e Nordjevel. Cosa puoi dirci a riguardo? Avete in mente qualcosa di speciale? E soprattutto: passerete anche in Italia? (mezz’ora dopo l’invio delle domande sono uscite le date del tour europeo, n.d.Ogre)
Stiamo programmando di girare il mondo come sempre, passando per posti dove siamo già stati ed anche territori nuovi. Per esempio, nell'ultimo paio d'anni siamo stati in Indonesia, Filippine, Cina, India, Bolivia, Sudafrica... La lista è infinita, amico.
Sì, come sempre faremo un Rituale italiano anche. E' sempre grandioso nella vostra nazione, quindi noi non faremo mai e poi mai un tour semza fermarci anche in Italia. Mi getto letteralmente sul cibo italiano e quand'ero giovane sono venuto spesso in vacanza nella vostra bellissima nazione.

19.10.2017 - IT - Brescia - Circolo Colony

Comunque sia, un concerto dei Belphegor oggi è un rituale. Nel momento in cui sento il sangue sulla mia pelle, sento l'intro, l'odore d'incenso, la mia mente passa ad un'altra zone della realtà e discendo in un altro regno. Adoro lasciare il mio corpo per più di un'ora durante una performance live dei Belphegor, lasciando che i demoni prendano il controllo ed entrino in possesso della musica, è un piacere. Quasi vengo se la cerimonia è perfetta ed il pubblico impazzisce e diventa selvaggia, mentre glorifica. Spesso c'è Magia tra la band e la gente, quelle sono le cerimonie più intense, se senti il sudore, l'oscurità, il sangue... allora siamo capaci di dar fuoco alle nostre tracce con la massima e feroce intensità nell'orda.

Ti ringrazio ancora per il tempo e l’intervista concessaci e lascio a te le ultime parole. Cosa vuoi dire ai vostri fans italiani?
Grazie per lo spazio. Vorrei anche menzione che la versione digipack dell'album avrà due bonus tracks dal vivo, registrate questo in aprile di quest'anno all'Inferno Festival di Oslo, Norvegia, "Gasmask Terror" presa dall'album "Conjuring the Dead", e "Stigma Diabolicum" presa dall'album "Bondage Goat Zombie". Ave Italia, ci vediamo in ottobre! An honor – this horror!



Hi Helmuth and thanks for your time. "Totenritual" is your 11th Full-length: what are your impressions about it?
All great here at the moment, we have been doing a lot of press pre-promotional work for the new LP and shredding Summer Festivals.
We cannot wait to release this eleventh BELPHEGOR offering. There have been many personal sacrifices on the way while writing and recording this particular album. We can say we reached the next level of extremity and developed our savage sound. I am absoltely satisfied with the outcome of everything regarding this project.

Next year you’ll reach the 25th year of your career: how evolved Belphegor since the beginnings? And how different is the Metal scene compared at that time?
Yes, it still feels unreal and I consider it an honor, you know I'm proud that I managed to survive decades and still play the Metal of Death and we are stronger than ever before. I hate stagnation, so everything is great at the moment as we have managed to bring ourselves up to the next level as musicians and as a band.
You know, I am still on fire and ready for new challenges and experiments with sound, to try new things. I don't care that much what other artists do or the opinions of others. I support what I like and ignore the rest. I live in my own world with my own rules. Anything on the outside of that doesn't really matter that much to me. I adore silence and solitude,...in my own misanthropic world with my own rules.

You told that "Totenritual" is the most brutal album you ever made. What we should expect from it?
It definitely is. Expect an intense and vicious album with a brilliant soundwall, forged by Jason Suecof and mastered by Mark Lewis in the Audiohammer studios in Florida, USA. We achieved the creation of our most brutal album to date with an evil and obscure tone and a Ritual vibe, exactly as we set out to accomplish.  I'm inspired by everything I see and experience. We meet a lot of different people on the road worldwide. People who are insane are always the most interesting. Fascinating are also those who live different than the average types of people. Everything that is dark, anti and non-conformist grabs my attention. I had many chances during my life to learn and get to know that real life is often way stranger than any fiction. And that is what inspired me to start writing this special album, entitled TOTENRITUAL. Death is everywere, the demons hovering above us all, they just wait..

Your peculiarity is a harsh sound between Death and Black Metal, but it's always marked by a certain "obscurity". I suppose "Totenritual" is not an exception, am I right?
It's always challenging when I start a new project with the troop. Bloodhammer, our new drummer plays a very technical style so with him in the fold, we were able to improve as band and as musicians and try new things and keep it all fresh simultaneously. Also Mr. Serpenth tracked the best bass performance since he has been in the band.
We never have had so many breaks and fills, and small details added to our songs that serve to enhance. This is our most technical album so far. It's great, everything pushes the limits of anything we have done before and still pissing in the mainstream with our legacy and attitude.

It's just my impression, or the first single, "Baphomet", is more Death-oriented?
This time we tuned our guitars even more down than before, so we reached a different low-end tone.  It was a great decision and it opened a new world in my guitar playing and for the songwritting process, it is another state of extremities soundwise. I despise  restriction or stagnation. We always try to challenge ourselves you know. We do this by changing up the writing process, the studios, producer etc. We work with a variety of different people on the recording team for each album. This automatically gives each release a distinct sound. 
With EMBRACING A STAR we experimented with trying new things with the arrangements, added monk choirs, spoken words, grunts and growls, also acoustic guitars. SWINEFEVER is probably the most brutal – blasphemic track on the new LP, while the classical influenced hymn THE DEVIL´S SON is the fastest song we ever recorded.

Your lyrical themes are always extreme, but you specified that is a mistake define you as a "Satanic Black Metal" band: what can you say about?
We are still enemies to the cross, we dont kneel down, crawl nor pray to any god. 
We have been using a lot of original poems for decades, from old books etc. These consist of spells, poems, chants and so on, mostly in the original language in order to not deface or detract from the intended meaning… that's why our lyrical content is written and sung in English, Latin and the German language as well.
German verses also sound very harsh in pronunciation and lend a brutal feeling and atmosphere as you can hear in „APOPHIS – BLACK DRAGON“. It's also a kind of unique trademark that we use three languages and we've been doing that since 1994.
I’ve always used the philosophy about Sathan/ Lucifer - the Light-bearer in our lyrical content as a proud, exalted, majestic figure who resisted against all outer influences.  This archetype is one to make his own decisions, walk his own path as a rebel, as a mocker of the masses. I describe myself as an atheist with tendencies towards nihilism. I mean, there is a lot of obscurity and possession in BELPHEGOR, and there always was.
“THE DEVIL´S SON” deals with the life story of the Italian violinist Niccolo Paganini, written from his point of view. He had very pale skin and always dressed in black  His virtuoso violin technic, inhumanly fast playing and (demonic) technique of precision and his appearance with his long limbs, nimble fingers, and joints led people to the idea that he must have been possessed and had a pact with the devil. Very interesting indeed… The song is blasting with ultra fast shredding guitars and a classical influenced arrangement. I don’t want to reveal more here so you will have to wait, listen and understand.
„APOHPIS – BLACK DRAGON“ the ruler of darkness and chaos, the black dragon, undestroyable, if you look  into his eyes for too long then you die. He is also mentioned to be the oldest enemy of the sungod Ra in Egyptian mythology, comes with a lot German verses.
„SWINEFEVER – REGENT OF PIGS“, I guess I dont have to say a lot about it - the title says it all. Pure blasphemy against the hypocritical institution called church.
„BAPHOMET“ is the creator of everything. The arrangement deals with the duality of life. Man-Woman. Fire-Water. Human-Demon, Love - Hate etc. It’s also about will, discipline, freedom and the will to walk your own way „alone“ without letting someone else decide things relating to your life – to develop as human, sex magick and self creation.

This next autumn there will be the "Totenritual European Crusade", in which you'll tour across Europe with Deströyer666, Enthroned, Nervochaos and Nordjevel. What could you say, will you have something special for this next tour? Abd above all: will you came in Italy, too? (Half an hour after I sent this interview, they announced the European tour gigs, n.d.Ogre)
We plan to keep playing and touring the world as always, experiencing places we have already been before and also march into new territories. For instance, last couple years we marched into Indonesia, Philippines, China, India, Bolivia, South Africa… The list is endless man.
Yes as always we will do an Italy Ritual as well. It's always great in your country, so we never ever would play a tour without stopping in Italy. I dig the Italian food as well, as when I was younger I often went on vacation in your beautiful country.

19.10.2017 – IT – Brescia - Circolo Colony 

Anyways, a BELPHEGOR concert nowadays is a Ritual. As soon as I feel the blood on my skin, I hear the intro, smell the incense, my mind switches to another zone of reality and I descend into another realm. I adore leaving my body for more than one hour during a BELPHEGOR stage performance, letting the demons take over and get into total possession with the music, it's a pleasure. I almost cum if the ceremony is great and the audience get crazy and wild, while glorifying. Often it is Magick between the band and the people, those are the most intense ceremonies, if you feel the sweat the obscurity – the blood… than we are able and can fire our tracks with the uttermost ferocious intensity into the horde.

I thank you again for your time and this interview. I leave to you the last words: would you say something to your Italian fans?
Thank you for the space. I also wanna mention that the digipak version of the album comes with two bonus live tracks, recorded in April this year at Inferno festival in Oslo/ Norway with the titles „GASMASK TERROR“ taken from CONJURING THE DEAD LP and „STIGMA DIABOLICUM“ taken from BONDAGE GOAT ZOMBIE LP. Ave Italy see all you in October. An honor – this horror!

Pubblicato in Interviste

I Delirium X Tremens sono, ad oggi, una delle più interessanti realtà del panorama Death Metal nazionale, vuoi anche per le tematiche, quel che riguarda le loro terre d'origine, che li rende una band praticamente unica. Dopo la recensione all'ottimo "Troi", abbiamo incontrato Ciardo, cantante e fondatore dei DXT.

 

Salve ragazzi e benvenuti sulle pagine di AllAroundMetal! Comincerei dalla vostra ultima, incredibile fatica: “Troi”. Durante la recensione ho spiegato per sommi capi il concept che lo forma, vorreste parlarcene voi in maniera più specifica?
Ciao Daniele e grazie per l’ospitalità, è un piacere per noi! “Troi” non è altro che un cammino, il cammino di un bimbo attraverso i sentieri delle Dolomiti (Troi appunto significa sentiero in dialetto Bellunese). Questo bambino verrà guidato da un gufo, magica creatura dei boschi, nel quale si reincarna lo spirito di un Alpino morto durante la prima guerra mondiale nelle trincee Dolomitiche. Il compito di questa creatura è di guidare il bambino attraverso i boschi delle Anguane, le valli della Càzha Selvàrega, tra le trincee della grande guerra, tra i dolorosi lamenti della valle del Vajont, fino a fargli ritrovare la vecchia dimora ormai diroccata dell’Alpino. Lì ci sarà un antico album di fotografie ad aspettare il bimbo, il “bocia” diremmo noi, dal quale scaturiranno leggende e ricordi, storie e metafore montane dall'atmosfera polverosa e nostalgica, che noi abbiamo ascoltato e cercato di mettere in musica. La morale di tutto questo è che purtroppo stiamo pian piano perdendo le nostre tradizioni, le nostre origini, le nostre storie, le storie che ci raccontavano i nostri nonni… e questo è un vero peccato, perché il passato è la radice dell’albero del presente dove noi ora viviamo.

Con “Troi” avete proseguito il discorso intrapreso con “Belo Dunum (Echoes from the Past)”, ossia quello di dare spazio, nelle vostre tematiche, a quella che è la vostra terra d’origine: Belluno e le Dolomiti. Cosa vi ha portato a questa scelta, ormai 5 anni or sono?
A quel tempo, eravamo ad un bivio, dovevamo scegliere se proseguire con le nostre “vecchie” tematiche riguardanti l’annichilimento causato dal dilagante abuso della tecnologia e delle comodità dei giorni moderni, che a sua volta comporta una massificazione e una standardizzazione di pensieri davvero allarmante, oppure cambiare rotta. Per questo motivo ci siamo avvicinati alla nostra terra e alle nostre tradizioni inserendo il tutto nel concept della nostra musica, tradizioni di un tempo dove ogni cosa aveva il proprio vero colore, e non il colore filtrato da un monitor, una TV, o da un telefonino. Dunque possiamo dire che la svolta tematica avvenuta in “Belo Dunum, Echoes from the Past”, e di conseguenza in “Troi”, ha un fortissimo ed intimo legame con i nostri primi due lavori. Abbiamo cambiato il concept, ma l’obbiettivo è lo stesso.

Immagino che sia anche per questo che è stato scelto di inserire anche il cantato in italiano e nel vostro dialetto (a proposito: scusate ancora per la spoilerata nella recensione!)
Ahahah , il termine spoilerare l’ho letto spesso ultimamente, ma a dirti la verità non so cosa voglia dire… ma presumo tu intenda il fatto che hai detto nella recensione che le parti in dialetto non si capiscono eheheh! (Più che altro d'aver parlato delle parti in dialetto contenute nella Ghost Track, n.d.Ogre) Il cantato in italiano lo abbiamo inserito nella canzone “Spettri nella Steppa”, la tragica storia degli Alpini (e non solo) nella drammatica ritirata di Russia. L’italiano era d’obbligo, il termine Alpino non ha traduzione in nessuna lingua direi, l’Alpino è Alpino, punto. E le parti in dialetto, danno ancor di più quel sapore montano e “nostrano”, dannatamente Dolomitico, di cui avevamo bisogno.

Io vi conosco e vi seguo dai tempi del debutto assoluto, da quel “Cyberhuman” uscito nel 2003 e ho potuto seguire passo passo tutta la vostra evoluzione. Quel che colpisce ora è che avete conservato l’impareggiabile tecnica e la compattezza dei primi lavori, unendo delle atmosfere che rimandando a sensazioni ben precise, soprattutto, riguardo “Troi”, un  senso di quieta malinconia. Questa vostra trasformazione è avvenuta in maniera del tutto spontanea, seguendo quello che potremmo definire il vostro “nuovo corso”?
In questi anni abbiamo cercato di mantenere comunque il nostro stile di base che è il Death Metal, ma sempre ricercando nuove soluzioni e arrangiamenti. Questa ricerca si è sviluppata in modo molto naturale, aggiustandola in relazione al concept che abbiamo sviluppato negli ultimi due album. In “Troi” la direzione era quella di creare un album, musicalmente parlando, che mantenesse la solida base Death Metal ma rendendolo ancora più emozionante e intenso. Per questo certi arrangiamenti li abbiamo provati e modificati, finché non hanno preso la forma ideale per l’atmosfera da creare.

È un azzardo dire che ormai il vostro sound è del tutto personale? Personalmente, non riuscirei a trovare una band di rimando che possa in qualche modo influenzare il vostro lavoro. Ed è anche per questo che ritengo siate una delle più interessanti realtà del panorama Death Metal made in Italy.
Grazie Daniele, quello che dici mi\ci lusinga! E’ un piacere sentirtelo dire perché una cosa a cui teniamo molto infatti è proprio quella di personalizzare il più possibile il nostro sound. In effetti non saprei neppure io dirti una band di riferimento per fare un paragone. Io credo che in qualche maniera ci siamo riusciti, o almeno ci siamo avvicinati all'obbiettivo, fermo restando che c’è sempre da migliorare e imparare… e cercheremo di farlo!!

Com’è visto all’estero questo vostro approccio così tradizionalista, così prettamente italiano?
Nei posti dove siamo stati a suonare (Romania, Bulgaria, Slovenia, Croazia) la gente ha risposto in maniera molto entusiastica ed hanno apprezzato il nostro concept Dolomitico, e con parecchi di loro siamo ancora in contatto! Alcune persone Rumene mi hanno scritto per avere informazioni sul disastro del Vajont e si sono informati su questa tragica storia che ha segnato indelebilmente la memoria delle nostre valli. Questo ci ha fatto un piacere enorme!! Una cosa che ci ha stupito, quando abbiamo suonato al November to Dismember festival del 2014 a Bucarest, c’era un gruppo di ragazzi austriaci che continuava ad urlare “Dolomitiiiiiiiii” mentre suonavamo! Fantastico!

DXT owl

Sia “Belo Dunum” che “Troi” hanno come ambientazione di sfondo la I Guerra Mondiale, ed il riferimento si fa chiarissimo, ad esempio, in “The Voice of the Holy River” in cui possiamo riconoscere anche passaggi della celeberrima “La Canzone del Piave”. Quanto lavoro c’è dietro la stesura dei vostri concept e dei testi?
Diciamo che buona parte ha come sfondo appunto il primo conflitto mondiale, ma un'altra buona parte ha come idea altre nostre storie e leggende, dalla leggenda del Teveròn, il gigante trasformato in montagna da un orda di streghe, la storia di Girolamo Segato (in “The Dead of Stone”), scienziato Bellunese che scoprì la formula per la pietrificazione dei tessuti organici e che tutt'ora è avvolta nel mistero, la storia del Piave appunto in “The Voice of the Holy River” dove è proprio lui, il Piave, a parlare e raccontare della sua importanza per la nostra terra nel corso degli anni. Di lavoro ce n’è tanto, sia per una attenta scelta delle storie da mettere in musica, sia anche per le ricerche, storiche e non, relative ai vari temi. Infatti tra “Belo Dunum” e “Troi” sono passati 5 anni.

Ed allacciandomi bene o male alla domanda precedente: ogni band ha il suo modo di lavorare, c’è chi parte dal testo costruendoci attorno tutta la struttura strumentale e chi, soprattutto, partendo da uno o più riff scrive le proprie canzoni. Nel vostro caso, come nascono i pezzi dei DXT?
Diciamo che ogni volta è una procedura a se stante, alle volte compongo la struttura ritmica completa della canzone, magari già con qualche armonizzazione, e poi adattiamo la tematica da trattare, con le successive modifiche del caso. Alle volte invece partiamo dal tema da mettere in musica e pensiamo la soluzione e il mood migliore da trasmettere, quindi creiamo la song avendo già l’idea del racconto da sviluppare. Dunque non abbiamo propriamente un iter compositivo fisso, ogni volta è a se.

Cosa può aspettarsi il pubblico dai DXT in sede live?
Sul palco porteremo la nostra musica nella sua completezza, arrangiamenti, cori, fisarmoniche, suoni del bosco etc… e cercheremo di ricreare l’immaginario delle nostre canzoni, salendo sul palco vestiti da vecchi montanari. Per noi è molto importante che le persone che assistono ad un nostro concerto siano avvolti si dalla musica, ma anche dall'immagine visiva, perché questo è quello che rende completo il messaggio e il concept che vogliamo trasmettere.

Quali sono le maggiori soddisfazioni che siete riusciti a togliervi in questi anni?
Ce ne sono tante. In primis naturalmente i responsi positivi del pubblico, le persone che ci hanno seguito finora credendo in noi, le persone che ci hanno scritto in questi anni per avere informazioni sull'uscita di “Troi”, le stupende recensioni che abbiamo ricevuto durante il nostro cammino. Le persone che non si sono soffermate solo al nostro aspetto musicale ma che hanno capito soprattutto il nostro concept e hanno ascoltato tutto l’insieme delle nostre composizioni immergendosi nelle nostre leggende montane. Tutto questo è impagabile per noi, non credo ci sia soddisfazione più grande e per questo ci sentiamo di dire un sentito ed enorme GRAZIE A VOI!! E poi ovviamente anche il fatto di aver condiviso il palco con band molto importanti come Asphyx, Unleashed, Tankard, Esoteric, Napalm Death, Necrodeath, e molti altri... una soddisfazione enorme!!!

E qualcosa che ancora vorreste realizzare, un sogno o desiderio che vorreste raggiungere? (E che vi auguro sinceramente, perché lo meritereste eccome)
Grazie Daniele , mi imbarazzi! Probabilmente ognuno di noi ti risponderebbe in maniera diversa. Personalmente sono già contento dei risultati che abbiamo ottenuto, non ho molte pretese, non pretendo che diventiamo una band culto o chissà cos'altro… ecco magari mi piacerebbe essere considerati una band che ha aiutato a mettere una pietra in più nel panorama metal italiano insieme alle altre.

Prima di chiudere, una domanda quasi d’obbligo: quali sono i piani per il futuro prossimo dei DXT?
Sicuramente suonare ovunque ce ne sia la possibilità, per portare sul palco le storie delle nostre montagne. Ora stiamo valutando un po’ di proposte infatti, vedremo cosa salterà fuori. Nel frattempo inizieremo a pensare alle nuove composizioni, qualcosa c’è già ma è ancora prematuro dire in che direzione ci muoveremo. Lasciamo che il tempo faccia il suo corso e che le Dolomiti ci suggeriscano nuove idee sulle quali lavorare. Noi siamo pronti ad ascoltarle.

Vi ringrazio per la disponibilità e rinnovo i complimenti per il vostro splendido album. Lascio a voi l’ultima parola per salutare i nostri lettori
Siamo noi a ringraziare te Daniele e All Around Metal per lo spazio che ci avete dedicato! E’ un piacere per noi! Invitiamo tutti i lettori a dare un ascolto al nostro album “Troi”… oppure ad ascoltare il vento che spira dalle nostre montagne, troverete qualche melodia di “Troi” anche lì, basta saper ascoltare attentamente!!

DXT stairs

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