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Ninni Cangiano

Ninni Cangiano

Keep the faith alive!!

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Cambio di batterista negli Hell's Crows

Giovedì, 02 Gennaio 2020 18:44 Pubblicato in News
"HC Media House comunica che la heavy-prog metal band Hell's Crows ha cambiato la propria Line Up ed è lieta di annunciare l'entrata del nuovo drummer Simone Medori.
 
Simone è uno più interessanti prospetti della scena rock/metal italiana. Attualmente divide la sua carriera nell'insegnamento della batteria, youtuber, lavoro in studio e in sede live. Attualmente collabora con la storica prog-pop-rock band anni '80 VIA VERDI, con la thrash metal band DOWNFALL e con altri numerosi progetti.
 
Ecco le sue prime parole:
Sono molto eccitato di iniziare questo nuovo percorso musicale. Conoscevo già il progetto Hell's Crows essendo all'attivo ormai da più di dieci anni, ma non ho mai avuto il piacere di dividere il palco insieme ai ragazzi. Sono stato convinto ad accettare questa sfida dalle nuove sonorità della band tendenti al modern/melodic/prog metal e non vedo l'ora di iniziare a lavorare al nuovo materiale.
Ho buone vibrazioni riguardo questo percorso. Sono pronto, e voi?
 
Il video promozionale è stato diretto da Randy Rush e prodotto da HC Media House e Karbon Recording Studio"
 

Video dei Sun of the Endless Night

Mercoledì, 01 Gennaio 2020 10:12 Pubblicato in News

La thrashcore band britannica Sun of the Endless Night ha pubblicato on-line il videoclip del primo singolo estratto dal debutto discografico intitolato “Symbols of Hate and Deceitful Faith”. Il pezzo è intitolato "Altar of Depravation". Il disco è uscito ufficialmente sul mercato lo scorso 20 dicembre via Punishment 18 Records!

VIDEOCLIP: https://youtu.be/KofD1RBKEtE

- Sun of the Endless Night -
www.facebook.com/UKThrash
- Punishment 18 Records -
www.punishment18records.com
www.facebook.com/punishment18records

Gli Elvenking e ciò che sta dietro il loro nuovo album

Giovedì, 19 Settembre 2019 22:56 Pubblicato in Interviste

Allaroundmetal.com ha avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con Damnagoras, il cantante degli Elvenking, poco dopo la pubblicazione del nuovo album “Reader of the runes - divination”.... buona lettura!

 

 

AAM: Ciao Davide! In primis, grazie di essere qui con noi di allaroundmetal.com, fa sempre un certo effetto avere la possibilità di intervistare un membro di una delle bands di cui si è fan da sempre. Partiamo subito “a bomba”: vi rendete conto che con “Reader of the runes - divination” avete realizzato un grandissimo disco? Personalmente lo trovo tra le migliori uscite in assoluto ascoltate in questo 2019, quanto siete orgogliosi di questo album?

Damna.: Ciao! Grazie mille per ciò che dici. Onestamente non so se ci rendiamo conto di avere fatto un grandissimo disco o meno; per noi è sempre difficile giudicare il nostro stesso lavoro.

Noi ce la mettiamo tutta, e specialmente in questo caso il processo creativo è stato davvero molto intenso… così intenso che alla fine non siamo sicuramente in grado di poter dare un giudizio obiettivo. È quindi tutto nelle vostre mani hehe, e sentire che il disco sta piacendo così tanto, è una grande conclusione di un lungo e faticoso percorso.

 

 

AAM: Si tratta del primo vero e proprio concept album che realizzate, che ne dici di raccontarci qualcosa al riguardo dei testi e di cosa rappresentano?

Damna.: Sì, finalmente siamo riusciti a fare una cosa che desideravamo fare da molto tempo. Per noi una delle cose più affascinanti di quello che facciamo è riuscire ad evocare qualcosa che vada oltre alla musica. Che siano sensazioni, emozioni, o soprattutto come in questo caso, un mondo intero. Il nostro intento era quello di far vivere ai nostri fan e a chi ci ascolta in genere una vera e propria esperienza.

 

 

AAM.: Chi ha realizzato l’artwork in copertina e quale legame ha con il concept?

Damna.: L’artwork è stato realizzata da Zsofia Dankova, un’artista eccezionale che è riuscita a rappresentare in un unico disegno gran parte dell’essenza e delle atmosfere del disco e della storia.

 

 

AAM.: Trovo che la produzione del disco sia pressoché perfetta. Quanto è importante per voi la produzione ed a quali studi vi siete rivolti per realizzare questo lavoro?

Damna.: Ti ringrazio. Sì, per noi la produzione è un aspetto importantissimo. In passato abbiamo infatti avuto la fortuna di lavorare con alcuni dei migliori produttori di questo genere, da Dennis Ward a Fredrik Nordstrom, da Nino Laurenne a Simone Mularoni. Questa volta volevamo battere ancora di più la strada del sound legato ai primi anni ’90 – il nostro amore per questo genere affonda le radici proprio in quel periodo storico – e quindi abbiamo voluto provare ad affidarci ad uno dei più grandi produttori metal di quell’epoca - Dan Swano. Il suo mix è strepitoso a nostro avviso. Il sound è decisamente ‘90’s ma allo stesso tempo potente e moderno.

 

 

AAM.: A proposito di registrazioni, una domanda che mi piace sempre porre nelle mie interviste riguarda eventuali episodi simpatici o particolari accaduti in studio... è capitato qualcosa che ti va di raccontarci?

Damna.: Non è mai facile descrivere a parole gli episodi simpatici accaduti in studio. Se te li raccontassi, non farebbero ridere nessuno, bisognerebbe solo viverli :) Abbiamo però degli ottimi ricordi di queste registrazioni, prima fra tutti la settimana passata in Germania per le registrazioni di batteria e chitarre. Come accennavo prima, l’aura di creatività e l’entusiasmo che hanno caratterizzato la creazione di questo disco sono stati davvero unici.

 

 

AAM.: Credo che con questo disco abbiate lasciato quelle sonorità particolari di “Secrets of the magic grimoire”, per riavvicinarvi al folk più orecchiabile e frizzante di “The winter wake” e “The scythe”; sei d’accordo con questo mio punto di vista? Ed eventualmente è stata una scelta oculata, oppure è venuta in maniera del tutto naturale?

Damna.: Noi stiamo continuando sul percorso iniziato con “The Pagan Manifesto”. Con quel disco abbiamo ripreso possesso della nostra identità e definito il nostro sound una volta per tutte. “Secrets..” è stato un disco sicuramente più libero dal punto di vista compositivo mentre “Reader of the Runes – Divination” è un lavoro più diretto. Ma direi che non ci stiamo muovendo da questa strada. Rispetto a “Secrets..” questa volta ci siamo dati delle regole che per la maggior parte dei casi erano dettate dal concept stesso, ma soprattutto dal fatto che questo è il nostro decimo disco e volevamo in qualche modo renderlo speciale in tutti i sensi.

 

 

AAM.: Nel brano “Malefica doctrine” sfociate spesso in sonorità estreme, vicine perfino al black metal; sarà un episodio isolato, legato magari al testo della canzone, oppure dobbiamo aspettarci un futuro indurimento nel sound degli Elvenking?

Damna.: Il metal estremo è sempre stato parte delle nostre influenze. Il death metal e il black metal dei primi anni ’90 sono forse una delle nostre maggiori passioni in campo musicale. Nel caso di “Malefica…” abbiamo sfogato questa sfumatura del nostro sound in un pezzo che richiedeva delle atmosfere più oscure, ma lo faremo senz’altro anche in futuro. Se noti, nella nostra carriera non abbiamo mai nascosto questa nostra inclinazione. Di certo non sarà qualcosa che muterà il nostro sound, ma sarà sempre parte di esso.

 

 

AAM.: In passato avete utilizzato anche un flautista; capiterà ancora di ascoltare questo strumento nelle vostre canzoni?

Damna.: Stiamo già pensando a diverse cose per il prossimo disco a questo proposito. E posso già dire che ci concentreremo molto sugli arrangiamenti delle parti folk e sull’utilizzo di strumenti tipici.

 

 

AAM.: Ci sono stati ospiti che hanno contribuito all’ottima riuscita di “Reader of the runes - divination”? Mi pare di aver sentito una voce femminile a duettare con te ogni tanto....

Damna.: Non abbiamo voluto chiamare ospiti particolari per questo disco, per noi è importante che l’attenzione fosse totalmente assorbita dalla musica e dalla storia. Chiaramente ci sono degli ottimi musicisti che ci hanno aiutato come Alessandro Conti e Fabio Dessi ai cori, Jonny Maudling alle orchestrazioni ed altri, ma no, non ci sono voci femminili. Ci sono solo io ;)

 

 

AAM.: Avete realizzato ben due video (“Divination” e “Silverseal”); cosa ci raccontie in merito alle riprese dei due video?

Damna.: E’ stato un grande piacere lavorare con Matteo Ermeti per Silverseal e con Andrea Falaschi per Divination. Sono due video molto diversi. Silverseal è stato girato all’aperto in una fantastica location in Toscana, mentre Divination è stato girato davanti al green screen.

 

 

AAM.: Ci sarà anche un terzo video nelle vostre previsioni ed, in caso positivo, puoi rivelarci su quale brano cadrà la scelta? Personalmente trovo che “Sic semper tyrannis” si presterebbe molto bene in tal senso....

Damna.: Ci piacerebbe molto girare un altro video, specialmente di quel brano, ma al momento no, direi che per i nostri standard abbiamo già fatto veramente molto. Non avevamo mai girato 2 video per un disco. Vedremo comunque fra qualche mese. Magari un video live fatto durante i prossimi tour potrebbe essere un’idea per chiudere il cerchio.

 

 

AAM.: Cosa rappresenta per voi la parte visiva, con i costumi ed i trucchi di scena che adottate? Hanno un significato particolare che ti va di rivelarci?

Damna.: Come ti dicevo, una delle nostre prerogative è creare un qualcosa che vada oltra alla musica e quindi l’aspetto visivo è davvero molto importante. I costumi e i trucchi di scena, come le copertine e l’artwork, sono per noi il modo di esprimere al meglio le atmosfere e il messaggio della nostra musica. Per noi gli Elvenking non sono solo un pugno di canzoni o la voglia di sfogarsi su un palco. Gli Elvenking sono una filosofia e un insieme di più cose che messe assieme ne definiscono l’essenza.

 

 

AAM.: Siamo arrivati al decimo album e 22 anni di carriera; guardandoti indietro ci sono cose che vorresti correggere o magari non rifare, oppure rifaresti tutto esattamente alla stessa maniera?

Damna.: Tutto ciò che abbiamo fatto ci ha portato a dove siamo ora. Quindi è difficile dirti a posteriori che cosa cambierei. Sicuramente c’è stata una fase centrale della nostra carriera dove abbiamo fatto delle scelte che ci hanno reso le cose molto più difficili. Con “The Scythe” e “Red Silent Tides” infatti abbiamo fatto dei dischi molto diversi fra loro e anche molto diversi da quello a cui avevamo abituato i nostri fans, concentrandoci molto sul songwriting e sulla forma canzone a scapito della nostra identità, lasciandoci letteralmente andare e sfogando le nostre influenze senza freni. Sono entrambi degli ottimi dischi, ma avremmo forse dovuto cercare di non divagare troppo e di non confondere così tanto i nostri fan. Ma dopotutto è stato proprio quel percorso che ci ha portati qui, quindi sono felice di quello che abbiamo fatto. (NdR: A me “The Scythe” piace un tot!)

 

 

AAM.: Ennesimo album per AFM Records, la vostra label praticamente da sempre; se ne deduce che il vostro legame è ormai saldo e proficuo per entrambe le parti. Cosa ci racconti al riguardo?

Damna.: Sì le cose vanno molto bene con loro. Prima di questo disco avevamo esaurito il precedente contratto e, nonostante avessimo ricevuto altre offerte, abbiamo deciso di continuare con loro. Per questo disco ci hanno supportato davvero moltissimo.

 

 

AAM.: Siete una band abituata a stare on stage; avete già in programma qualche data live per promuovere il nuovo album o magari un vero e proprio tour?

Damna.: Sì certo stiamo programmando due tour per il 2020. Il primo è già stato annunciato ed è un co-headlining tour con i Brothers of Metal che ci porterà prevalentemente in Germania ma anche in Svizzera, Francia, Belgio e Olanda. Poi stiamo lavorando a un tour da headliner per la primavera sempre in Europa, ma nei paesi che non toccheremo con il primo tour. Per l’immediato invece abbiamo il tour Sud Americano in Ottobre e un paio di date Italiane per presentare il nuovo disco.

 

 

AAM.: Ormai siete un dei gruppi di punta a livello mondiale del folk metal; se una giovane band ti chiedesse un consiglio, cosa ti sentiresti di rispondere?

Damna.: Di lavorare sodo, di tenere i piedi piantatati a terra e di evitare le situazioni in cui viene chiesto di pagare per essere pubblicati. Lavorate piuttosto a un’idea forte e originale. I mezzi per emergere sono davvero moltissimi al giorno d’oggi.

 

 

AAM.: Credo di essermi anche dilungato fin troppo, di conseguenza chiudo qui la mia intervista, ringraziandoti per la disponibilità e con la speranza di potervi presto rivedere ancora una volta on stage. Come consuetudine, lascio a te uno spazio conclusivo per un tuo messaggio ai lettori di allaroundmetal.com

Damna.: Grazie mille a te! Un grande saluto a tutti i lettori di allaroundmetal.com! Stay pagan!

Francesco Ferraro, il nuovo bassista dei Freedom Call, si è intrattenuto con noi di allaroundmetal.com per parlare del nuovo album della band tedesca “M.E.T.A.L.” e di tanto altro... eccovi il resoconto della nostra chiacchierata.

 

 

AAM.: Ciao Francesco e benvenuto qui su allaroundmetal.com! Bel salto dai Vexillum ai Freedom Call, come sei riuscito a farlo?

F. Ciao a tutta la redazione di allaroundmetal.com, grazie per questa opportunità! Si, bel salto davvero. E' quel tipo di salto che sogni sempre e che non credi fino in fondo che possa succedere. E invece eccomi qui. Come è successo chiedi...la metto semplice con un riassunto: Chris era in tour con il suo solo album “Chasing the Sun” e aveva invitato noi Vexillum al suo show al Circus (a Scandicci, vicino Firenze). Ci dice che i Freedom Call sono rimasti senza bassista e io alzo la mano. Chris mi prende sul serio e di conseguenza anche io mi prendo sul serio. Eccoci. Poco tempo dopo ero a fare lo shooting di presentazione della nuova line up.

 

 

AAM: Hai pensato a trasferirti in Germania o continuerai a vivere qui in Italia?

F.: Al momento continuerò a vivere qui in Italia. Firenze mi piace e ho un sacco di motivi per restare. Sicuramente ci ho fatto un pensiero, anzi, anche più d'uno. Il motivo principale sarebbe per la semplicità burocratica con cui un musicista può sbarcare il lunario, mentre in Italia siamo ancora legati a leggi vecchie e mai riviste che non aiutano assolutamente. Comunque, mentre continuerò a pensarci, sto cercando di imparare il tedesco. E' un primo passo, no?

 

 

AAM: A proposito di Vexillum, adesso come farai con loro? La band non si sente in giro da anni... sai se bolle qualcosa in pentola?

F.: Con i Vexillum stiamo lavorando. Come rispondo a chi di solito mi chiede informazioni: “Abbiamo trovato traffico per strada, ma stiamo arrivando.” In realtà abbiamo avuto un piccolo stop per via di diverse situazioni personali, ma abbiamo sempre continuato a lavorare fuori dai radar, non abbiamo mai smesso. Siamo tornati sul palco quest'estate al Malpaga Folk&Metal Fest e sicuramente ci faremo vedere almeno un altro paio di volte prima di fine anno. Inoltre posso confidarvi in anteprima che i lavori di pre-produzione del nuovo album sono terminati e che stiamo studiando il modo migliore di presentarlo al pubblico.

 

 

AAM: Come ci si sente a prendere il posto di un pezzo di storia dei Freedom Call come Ilker Ersin?

F.: Non è certamente facile. Sarà sempre un termine di paragone al quale io in primis faccio riferimento. Ma sia la band che i fans mi hanno aiutato molto in questo, mi hanno accolto come Francesco, non come quello che ha preso il posto di Ilker. Ed è una bella sensazione.

 

 

AAM: Quanto c’è di Francesco Ferraro in questo “M.E.T.A.L.”?

F.: In “M.E.T.A.L.” c'è tutto il mio cuore e tutta la mia passione. Il pacchetto era già pronto e perfettamente funzionante quando mi sono unito alla carovana, non aveva senso modificare nemmeno una virgola. Tutto quello che ci ho messo di mio sarà quello che metterò ogni data sul palco.

Ah, e c'è la carta dell' “Ace of the Unicorn”, quella si, l'ho disegnata io.

 

 

AAM: Solitamente i Freedom Call hanno sempre avuto testi molto positivi; di cosa parlano i testi di “M.E.T.A.L.” e chi si è occupato della loro stesura?

F.: I Freedom Call sono la band metal più felice del mondo, e i testi rispecchiano a fondo quest'indole. In M.E.T.A.L. lyrics e canzoni sono state scritte da Chris e Lars e sebbene affrontino diverse tematiche, sono tutti inni al non lasciarsi sopraffare dalle avversità, al non essere spaventati da tempi bui, al cogliere le occasioni, al leggere i segni della vita e, soprattutto, alla musica, linguaggio universale che mette in sintonia e unisce persone differenti e provenienti da ogni parte del mondo. E il pensiero positivo di fondo fa da legante a tutte queste chiavi di lettura.

 

 

AAM: Credo che questo nuovo album sia uno dei migliori che i Freedom Call abbiano mai realizzato. Sei d’accordo con questa mia affermazione ed, in caso affermativo, quali credi siano i suoi punti di forza?

F.: Molte recensioni sono concordi nell'affermare che questo album abbia qualcosa di speciale. Per me lo è sicuramente e per cause di forza maggiore non posso ovviamente essere obiettivo. Chris mi ha parlato molto della visione che aveva quando ha iniziato a lavorarci, ed era una visione d'insieme. Credo che tutto stia lì. Questo album è nato per essere così come è uscito, in un momento in cui, probabilmente, gli ascoltatori sono nello stato d'animo giusto per goderselo al massimo.

 

 

AAM: Ci racconti qualcosa delle registrazioni? Dove avete realizzato l’album e c’è qualche episodio simpatico di cui vuoi metterci al corrente?

F.: Le registrazioni sono state lunghe e con diverse basi di appoggio, non c'è un unico luogo che possa affermare di aver dato i natali all'album. Più che episodio simpatico, direi che è stato veramente emozionante il momento in cui abbiamo registrato i cori perchè è stata la prima volta che tutta la nuova line up si è trovata nello stesso momento nello stesso luogo per lavorare tutti insieme all'album.

 

 

AAM: E’ anche il primo album con Timi Breideband alla batteria, ci parli di lui?

F.: Tim è un grande. Sebbene sia più giovane di me ha molta più esperienza da musicista professionista. Si adatta facilmente ad ogni situazione ed è un animale da palcoscenico che fa spettacolo mentre suona tutto alla perfezione. Si è subito creata una sintonia sia sul palco che fuori.

 

 

AAM: State preparando un tour per promuovere il nuovo disco ed, in caso positivo, puoi rivelarci se e quando verrete a suonare in Italia?

F.: Certo! Le date sono già state annunciate e io vi invito personalmente a venirci a trovare! Abbiamo ben quattro appuntamenti a novembre: 7/11 a Milano al Legend, 8/11 a San Donà di Piave (VE) al Revolver, 9/11 a Roma al Wishlist e 10/11 a Scandicci (FI) al Circus.

A questo punto non ci sono molte scuse valide per mancare.

 

 

AAM: Avete realizzato due video per i singoli estratti dall’album, cosa ci racconti di queste esperienze?

F.: Per “111” l'idea era un lyric video, ma non volevamo che fosse semplicemente un testo che scorresse su uno schermo durante la canzone. Quindi, tra sala prove e studio di registrazione, sono state carpite delle riprese e Ingo le ha montate magistralmente creando un lyric video che non sembrasse un lyric video.

Per “M.E.T.A.L.” il lavoro è stato molto differente. Ha richiesto più giorni di riprese, più cambi d'abito, più persone a lavorare alla sua realizzazione sia sul posto che in fase di montaggio. Tutto era studiato nei minimi particolari. E' stato emozionante vederlo prendere forma.

Soprattutto aver visto Daniel e Timmi che man mano creavano questa sinergia in questa scena in cui suonavano la batteria insieme è stato veramente da brividi.

 

 

AAM: A proposito di video, ce ne sarà un terzo ed, in caso affermativo, puoi svelarci quale brano è stato scelto?

F.: Mi spiace deludere, ma al momento non è previsto un terzo video. Sebbene sia stato rilasciato il singolo “Spirit of Daedalus” questi non è accompagnato dal videoclip. Ma sai mai che arrivino sorprese particolari o idee dell'ultimo momento.

 

 

AAM: Adesso una domanda che mi piace porre sempre alla prima intervista per le nostre pagine. Mi sveli quale musicista o band è stato determinante per convincerti ad imparare a suonare il tuo strumento? In altre parole, quali bassisti sono fonte d’ispirazione per Francesco Ferraro?

F.: Questa è facile. Ho deciso che avrei imparato a suonare e che avrei suonato il basso dopo aver visto Marco Hietala sul palco con i Nightwish dell'epoca di “Once”. Era una figura carismatica e imponente, volevo poter diventare come lui.

Aver iniziato subito con una band (i Vexillum) che portava sul palco pezzi propri ha fatto sì che io sviluppassi un mio modo di suonare, senza avere il tempo di studiarmi o seguire stili di altri bassisti, anche se nel corso degli anni ho comunque conosciuto e ascoltato veramente tanti bravi bassisti da non poter dire di non esserne stato influenzato in un modo o nell'altro.

 

 

AAM: Se un giovane bassista ti chiedesse un consiglio su come intraprendere la carriera di musicista, cosa ti sentiresti di rispondere?

F.: Eh eh, e qui invece la domanda è difficile, perchè io ho iniziato a suonare in tarda età, non posso fare confronti con un me giovane che inizia a suonare e valutarne i differenti passi. Posso però consigliare sicuramente di studiare lo strumento, di trovare compagni d'avventura (perchè difficilmente questa è una strada che si percorre da soli) che ci mettano lo stesso ardimento e la stessa dedizione e di suonare, suonare, suonare. Stare sui palchi, capire cosa significa suonare con un pubblico e per un pubblico. Osare e non aver paura.

 

 

AAM: Credo di essermi dilungato anche fin troppo; concludo ringraziandoti per la disponibilità e lasciandoti uno spazio per un tuo messaggio ai lettori di allaroundmetal.com.

F.:  Tranquillo, anzi, mi sa che mi sono dilungato più io con le risposte, sebbene abbia cercato di contenermi. Se mi dai il via, faccio fatica a smettere di parlare.

Che dire, grazie a tutti voi che siete arrivati in fondo a questa intervista, avete dimostrato ottima tenacia. Spero di vedervi a Novembre o nelle date future, vi aspetto per una birra e per due chiacchiere con chiunque ne abbia il piacere. A presto!

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